Papaya Rules McLaren: la pressione aumenta, cosa faranno Norris e Piastri?

Ott 12, 2025

Paolo D’Alessandro, Jacopo Moretti

In McLaren dovranno iniziare a sostenere Piastri, altrimenti un incidente sarà inevitabile”. Così l’ex team principal della Haas, Guenther Steiner, ha voluto dire la sua sulla situazione interna alla McLaren: se la scuderia inglesi ha già conquistato il titolo costruttori a Singapore, l’attenzione si sposta ora al piloti. La graduatoria vede Piastri in testa con “soli” 22 punti di vantaggio sul compagno Norris e 63 sull’arrembante Verstappen. Se la minaccia olandese – per il momento – appare ancora lontana, gli episodi di Marina Bay (dove il duo papaya è arrivato al contatto in partenza) impongono ora alla scuderia guidata da Stella una gestione accurata dei suoi piloti.

MCLAREN: LA TERZA GARA SENZA VITTORIA FA NOTIZIA. AD AUSTIN È LECITO ATTENDERSI RISPOSTE

Oltre alle questioni interne al team inglese, senz’altro a far notizia è la terza gara senza Piastri né Norris sul gradino più alto del podio. Certo, la MCL39 ha mostrato sprazzi di gran passo gara ed è probabile che a Singapore, partendo davanti, avrebbe potuto vincere, eppure da dopo il GP d’Olanda della superiorità schiacciante che aveva permesso al duo McLaren di conquistare ben 12 successi nelle prime 15 corse non vi è più traccia. Se a Monza e Baku la minor incidenza del carico aerodinamico, unita all’usura particolarmente limitata degli pneumatici, aveva privato la vettura britannica di due dei suoi grandi punti di forza, a Marina Bay era lecito attendersi un nuovo capitolo del dominio papaya. E così non è stato.

A dare una risposta – al netto del quasi imprevedibile exploit della Mercedes di George Russell – ci ha provato Andrea Stella. “Quando l’asfalto è irregolare e ci sono cordoli alti la nostra macchina non è la migliore. Ne abbiamo avuto la conferma a Montreal, poi a Baku e infine a Singapore. Quando contano soprattutto frenate e trazione noi soffriamo di più, oltre che sulle piste in cui è necessario adottare un assetto a basso carico aerodinamico”. Ora il circus si sposta ad Austin, e sul Circuit of the Americas bisognerà capire se il momentaneo mutamento delle gerarchie sia legato ad un passo avanti degli avversari – Red Bull e Mercedesi in primis – oppure se la McLaren abbia davvero perso performance. Intendiamoci, da qui a pensare che a Woking possano perdere il titolo piloti ne passa, eppure sarà importante capire con quale vantaggio – se ci sarà – Piastri e Norris potranno approcciare all’ultima fase di stagione.

MCLAREN: I RIFLETTORI SONO SU NORRIS E PIASTRI, COME GESTIRANNO IL FINALE AD ALTA TENSIONE?

Al netto di particolari colpi di scena – prestazionalmente, e non, parlando – la sfida per l’iride piloti, come detto, sarà affare del duo papaya. E veniamo così al secondo capitolo dell’analisi della situazione della scuderia inglese, che vede Norris e Piastri contrapposti nella corsa al mondiale e con qualche attrito di troppo. Finora la gestione dei due piloti è stata pressoché impeccabile: le famose papaya rules hanno funzionato e la scuderia ha potuto festeggiare il titolo costruttori con sei gare d’anticipo, centrando l’obiettivo dichiarato fin da inizio stagione da Stella & Co. Eppure, al netto degli interessi della scuderia, i riflettori sono ora puntati sulla sfida tra Norris e Piastri. E qui le regole di comportamento studiate dalla McLaren saranno chiamate ad una dura prova.

Come noto, nelle fasi finali di un mondiale la pressione aumenta e il singolo risultato di tappa conta solo ai fini della classifica generale. Ecco allora che l’applicazione delle papaya rules sarà ben meno scontata rispetto ad ora. Difficile immaginare che quanto visto a Monza – dove Piastri ha dovuto restituire la posizione a Norris ristabilendo l’ordine alterato dalla sosta lenta dell’inglese – possa ripetersi. E, al contempo, è lecito attendersi nuove sfide ravvicinate tra i due piloti: si riuscirà a mantenere il fair play previsto dalle papaya rules? Oppure si arriverà all’esito che Steiner da ormai come scontato?

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