Il titolo riprende fedelmente quelle che sono state le dichiarazioni post gara dei protagonisti: di chi ha dovuto guidare la SF-25 sul tracciato di Marina Bay e di chi invece guida questa ‘barca’ chiamata Scuderia Ferrari e che in questo momento sta trovando ogni soluzione – discutibile, condivisibile a volte anche poco comprensibile – per non vederla colare a picco. In questo momento l’obiettivo di Frederic Vasseur è quello prima di tutto di condurre la squadra ad un 2026 più tranquillo possibile, cercando di evitare i ‘veleni’ di un finale che si preannuncia molto difficile e fallimentare. P2 nel Mondiale Costruttori persa e Red Bull molto vicina al sorpasso, in uno stato di forma decisamente migliore.
“E’ frustrante. Quando abbiamo potuto fare il nostro ritmo non eravamo male, ma non si può fare una gara gestendo il 95% del tempo” ha dichiarato Vasseur nella conferenza stampa post Gara, mostrando per la prima volta un po’ di reale fastidio e delusione. Lo stesso Team Principal ha confermato che la Scuderia si aspettava di dover gestire in gara le temperature ma non fino a questo punto. Ascoltando i vari team radio, vedendo i tempi e l’andamento gara, Ferrari a tratti è costretta ad essere la più lenta in pista o tenere il ritmo dei più lenti per gestire alcuni dei problemi tecnici che affliggono la SF-25.
Leclerc ed Hamilton solo due passeggeri che hanno portato a casa il massimo.
“Ricorda di fare LiCo per le temperature dei freni” Questo è il messaggio che più è ricorrente nelle orecchie di Charles Leclerc nella gara di Singapore. E questo primo messaggio non arriva dopo metà gara, bensì nel giro di formazione. I primi giri sono poi lasciati ‘liberi’ per potersi difendere ed attaccare nel marasma della partenza, ma ben presto, passati nemmeno cinque giri, il monegasco ha dovuto iniziare a gestire. 20 metri lì, 30 metri là con anche richieste, che nella F1 di oggi sono folli, arrivata soprattutto a Lewis Hamilton mentre era dietro Kimi Antonelli, nella prima fase di gara di un Lift&Coast di 100 metri.

Tutti hanno visto il sorpasso di Antonelli su Leclerc, con una staccata al limite di curva 16, con l’italiano che non si è fatto pregare. Il gesto del sorpasso rimane, ma da dentro è stato probabilmente più semplice di come lo si è visto da fuori. Se infatti l’aggressività del pilota Mercedes è da premiare, va sottolineato che Leclerc è costretto a frenare molti metri prima, alzando il piede a ¾ di quel rettilineo e non potendo forzare in frenata, proprio a causa del LiCo. Il sorpasso infatti inizia ad avvenire quando Antonelli è praticamente ancora in accelerazione e che probabilmente, dopo essergli stato dietro più giri ed aver visto che in frenata guadagnava fin troppo terreno, ha capito le difficoltà Ferrari e ne ha approfittato.
Vasseur ha giustamente definito la situazione frustante, ma proviamo ad immaginare i piloti. Leclerc è stato avvisato di fare LiCo prima della gara e dopo 4-5 giri ha dovuto farlo per praticamente tutta la gara: a volte meno, a volte più, a volte per raffreddare il posteriore a volte l’anteriore, e via dicendo, tanto da far impazzire lo stesso monegasco che chiedeva più aggiornamenti durante la gara, per sapere bene cosa dovesse gestire in quella fase. Ad un certo punto viene chiesto a Leclerc se vuole provare a fermarsi per la gomma Soft, perdendo due posizioni (una era quella di Hamilton che lo avrebbe poi fatto passare chiaramente) e provare a rincorrere chi è davanti. La sua risposta però è stata più importante “Ma posso spingere quindi?” e la prima risposta è stata “Dobbiamo continuare a gestire”. Questo toglie ogni dubbio: inutile mettere una Soft se poi non puoi spingere. Successivamente al monegasco è stato comunicato che poteva gradualmente tornare sul passo gara che gli compete… concessione che è durata l’arco di 4-5 giri, prima di dover tornare a fare LiCo. Insomma, Leclerc doveva essere lento per arrivare al traguardo. Abbiamo già spiegato come mai lui, più di Hamilton, è soggetto a questo fenomeno e perché viene penalizzato di più. Il monegasco continua ad utilizzare assetti più estremi per sentire più feeling con la SF-25, con la controindicazione di dover gestire di più. “Non mi lamento però **** facciamo 200 metri di LiCo tutte le volte” è stata un’esternazione frustata di Leclerc durante la gara. Le sue parole e la sua faccia post gara dicono poi tutto.

Passiamo quindi a Lewis Hamilton. Come detto, lui ha dovuto gestire un po’ in maniera meno esasperata di Leclerc, ma comunque ha dovuto fare la sua dose di LiCo e soprattutto andava spesso in difficoltà con le ruote posteriori, questo lo portava già di base a gestire un po’ più del monegasco e forzare meno in staccata. Nel post gara Lewis si è complimentato con la squadra per aver quanto meno osato con la strategia qualcosa di diverso, e nel weekend ha puntato il dito più sull’operatività che sulla SF-25. Spesso abbiamo sottolineato questa differenza di vedute, in questo caso l’idea di chi scrive è che i problemi siano un po’ ovunque e quindi non vi sia incongruenza tra i due piloti, ma solo una necessità di migliorare a 360°, come ha confermato poi Vasseur. Il sette volte campione del mondo ha deciso di seguire la strategia a due soste e questo gli ha permesso di tornare su Antonelli e aver ritmo per superarlo, purtroppo però proprio al momento più importante, i suoi freni si sono surriscaldati troppo, a seguito di 7 giri spinti, due un po’ più lenti e poi altri 2 spinti. L’anteriore sinistro è andato in fiamme e da lì Hamilton ha dovuto abdicare l’opportunità di sorpasso all’italiano della Mercedes, farsi superare dal compagno di squadra e poi gestire il distacco da Fernando Alonso, in maniera brillante seppur gli sia costato poi una penalità, avendo tagliato la pista in alcuni tratti.
📻 “I cannot believe it”
Fernando was on the charge as Lewis encountered brake issues in the latter stages in Singapore 😮💨#F1 #SingaporeGP pic.twitter.com/lHztbk2n3J
— Formula 1 (@F1) October 6, 2025
Per far capire bene la portata del problema: Hamilton ha perso negli ultimi 4 giri più di 30 secondi. L’inglese praticamente non frenava, veleggiava in pista e dava solo piccoli colpi di acceleratore in uscita curva. Ha dovuto riportare le temperature ad un valore accettabile e quando Fernando Alonso, all’ultimo giro, gli è arrivato alle spalle, è riuscito a dare gas e frenare per le ultime 3-4 curve, mantenendo la posizione (in pista, poi tolta per penalità). La strategia a due soste era dunque valida, ma serviva una macchina che permetesse di spingere. Dall’altro lato, passato un po’ in sordina, c’era Leclerc “Abbiamo perso 15 secondi negli ultimi 10 giri”. Il passo della Ferrari numero 16 era di gran lunga più lento di chi gli era dietro come Hadjar, Bearman, Sainz, Alonso e tanti altri. Insomma, Leclerc ed Hamilton sono stati due passeggeri, di una Ferrari che vive un momento di difficoltà terribile e che, prendendo le parole del suo Team Principal “Se non risolviamo i problemi, lottare con Red Bull e Mercedes per la P2 sarà difficile.”



