L’attesissimo GP di Spagna chiude una tripletta di gare europee che ha visto la Red Bull di Max Verstappen imporsi a Imola e il successo di Lando Norris e della sua McLaren a Monaco. Al Montmelò entrerà in vigore la nuova direttiva tecnica studiata dalla FIA per limitare la flessione delle ali anteriori. Se da un lato le scuderie non si attendono particolari capovolgimenti di fronte in termini di valori in pista, il weekend spagnolo sarà ricco di temi interessanti. Ecco, dunque, le cinque domande a cui il GP di Spagna proverà a dare risposta.
Ali flessibili? Chi guadagna? Chi perde?

Non potevamo che partire da qui. Come anticipato, in Spagna la FIA ha da tempo previsto l’entrata in vigore della nuova direttiva tecnica volta a limitare la flessione delle ali anteriori. Nonostante dichiarazioni decisamente caute da parte di tutti i protagonisti, è davvero difficile sapere quali saranno gli effetti in pista di queste novità. Sicuramente le scuderie saranno chiamate a dover rivedere i propri dati in termini di correlazione, posto che in galleria del vento non è possibile simulare velocità superiori ai 180 km/h, ed è dunque lecito attendersi la presenza di flow-viz (la speciale vernice in grado di evidenziare i flussi aerodinamici sul corpo vettura) durante le sessioni di libere. Sarà poi interessante verificare se, con le ali modificate, qualche monoposto tornerà a soffrire di porpoising – difetto ormai endemico di questa generazione di F1 – tale da obbligare meccanici ed ingegneri ad alzare l’altezza da terra della macchina. Da ultimo, un’occhio andrà anche alle velocità di punta: nuove appendici aerodinamiche possono significare maggiore (o minore) drag, con un’importante differenza in termini di percorrenza in rettilineo.
Ferrari: quali novità?

Nella consueta conferenza di fine GP, Vasseur a Monaco ha tenuto a precisare che sicuramente vedremo una nuova ala anteriore sulla Ferrari SF-25. Ma non è tutto. Come anticipato da AutoRacer, è nelle intenzioni di Maranello introdurre anche una nuova ala posteriore, dotata di un main plate piatto a maggior carico. Da verificare, dunque, quale sarà il comportamento della monoposto italiana su un circuito completo come quello del Montmelò. Andare forte rappresenterebbe un ottimo segnale, specie dopo i buoni riscontri emersi a Monaco (che rimane comunque una pista atipica). Tutto in attesa della nuova sospensione posteriore, su cui la Scuderia pare essersi finalmente decisa.
McLaren: La TD018 restringerà la finestra?

“Abbiamo lavorato duramente per far sì che la nostra vettura andasse forte anche su un tracciato particolare come quello di Monaco“. Al termine della corsa del Principato, il TP della scuderia inglese, Andrea Stella, ha spiegato come il successo di Norris fosse particolarmente soddisfacente proprio perchè le caratteristiche atipiche avrebbero potuto mettere in crisi la già efficacissima MCL39. Da Barcellona, però, le cose potrebbero cambiare. Già in Australia la monoposto leader della classifica costruttori aveva perso una media di 3-4 km/h di velocità sul dritto a seguito dell’introduzione di un’ala posteriore “rinforzata”, e non è da escludere che anche in Spagna ci possano essere novità. Sicuramente la scuderia di Woking ha lavorato a specifiche sperimentali a livello aerodinamico durante i precedenti GP, raccogliendo dati con componenti poi non riproposte in gara, anche se per il momento non ha introdotto un vero e proprio pacchetto evolutivo (verosimilmente arriverà tra Austria e Silverstone).
Red Bull: caccia aperta a McLaren?

La Red Bull aveva un obiettivo: limitare i danni fino a Monaco. Guardando alla classifica, che vede Max Verstappen staccato di “soli” 25 punti dal leader Piastri, è possibile affermare che ci siano riusciti. A Milton Keynes attendevano da tempo il GP di Spagna, convinti che le nuove ali anteriori – più rigide delle precedenti – potranno variare i valori in campo, permettendo alla RB21 di colmare il gap con McLaren. La principale ragione dietro alle speranze di Horner & Co. sta nella consapevolezza che Red Bull (come Ferrari) sarà tra i team che meno dovrà modificare la propria ala anteriore. Ciò a differenza di McLaren e Mercedes, che sinora hanno sfruttato in modo più importante l’aeroelasticità e dovranno, dunque, modificare in modo più incisivo le proprie componenti. Proprio in casa Mercedes. peraltro, l’introduzione di un’ala aggiornata ha provocato più di uno scompenso in termini di bilancio tra Imola e Monaco, e non è da escludersi che ciò possa ripetersi anche in casa McLaren.
Centro-gruppo? Chi mollerà per primo?

La regina del miedfield di questo 2025 finora è sicuramente la Williams. La scuderia di Grove ha raccolto ben 54 punti iridati, ovvero più del doppio della Haas, prima delle inseguitrici. Alle spalle del team inglese, però, la situazione è piuttosto compatta con Haas, Racing Bulls e Aston Martin racchiuse in poco più di una decina di punti. Eppure dal GP di Spagna l’equilibrio potrebbe spezzarsi. Qualora uno dei team “minori” dovesse, infatti, faticare nell’introduzione di una nuova ala anteriore, perdendo competitività, non è da escludere un immediato cambio di rotta in ottica 2026, destinato tutte (o quasi) le risorse al progetto per il prossimo anno. Chi lascerà per primo?



