La Formula Uno si sposta negli Stati Uniti, con il circus che affronterà il sesto GP stagionale sullo scenografico circuito di Miami. Il ritorno del formato Sprint rappresenta un’importante verifica per la Ferrari, mentre Mercedes punta a riprendersi il ruolo di seconda forza in gara. Occhi puntati poi su Lando Norris, vincitore per la prima volta proprio in Florida lo scorso anno e chiamato ad una riscossa dopo l’avvio di stagione da sogno del compagno Piastri. Ecco, dunque, le cinque domande a cui il GP di Miami proverà a dare risposta.
Il ritorno della Sprint sarà l’occasione Ferrari?

Il ritorno del formato sprint sarà un test particolarmente importante per la Ferrari. L’unico successo ottenuto dalla Rossa sinora risale, infatti, alla precedente mini-gara di Shanghai, dove Hamilton, partito in Pole, si è imposto nei 19 giri del sabato. La vittoria in Cina dell’inglese è stata favorita da condizioni, specie in termini di carico di carburante, che hanno permesso ai tecnici di Maranello di utilizzare un assetto particolarmente efficace e non ripetibile in gara a causa di alcune difficoltà al retrotreno che impongono l’adozione di assetti più alti la domenica. A Miami rivedremo (finalmente) la SF-25 in condizioni simili, pur in un tracciato dal layout particolarmente diverso da quello cinese, con mescole più morbide e temperature ben più alte. Una vera e propria verifica sul campo per i tecnici di Maranello, che sperano di ripetere l’exploit di Shanghai anche sui cordoli dell’Hard Rock Stadium.
Norris, arriverà la riscossa a Miami?

Lo scorso anno Lando Norris ha ottenuto proprio a Miami la sua prima vittoria in carriera. Il successo statunitense ha aperto un periodo complesso per l’inglese, che spesso non ha saputo performare a livello della sua McLaren, rinata proprio dopo la trasferta made in USA. Ciò sicuramente non toglie che la conquista del titolo costruttori 2024 passa anche e soprattutto dai meriti di Lando, in grado di conquistare quasi 100 punti in più del compagno Piastri lo scorso anno. Proprio l’australiano, però, si sta rivelando la prima spina nel fianco per Norris in questo 2025, avendo già conquistato ben 3 GP sui 5 disputati. A Miami, dove tutto è iniziato, è attesa la riscossa di Lando. Sarà così?
McLaren, un anno dopo Miami sarà ancora tua?

Sul circuito realizzato attorno all’Hard Rock Stadium la McLaren ha gettato le basi per la rincorsa al mondiale 2024, suggellata con la conquista del titolo costruttori. Nonostante una monoposto già particolarmente efficace, dalle parti di Woking si è scelto di rischiare, realizzando un progetto estremo culminato nella MCL39, vettura sinora in grado di imporsi su 4 dei 5 GP disputati. A Miami Norris e Piastri incontreranno condizioni particolari, complice la presenza di un range di curve particolarmente eterogeneo e temperature tali da imporre un’importante gestione gomma. Sinora la forza della MCL39 ha permesso di “mascherare” eventuali punti deboli grazie ad un potenziale in fase di trazione sinora inarrivabile per i rivali, sarà così anche in Florida?
Mercedes tornerà seconda forza?

Dopo un inizio di stagione in cui la W16 ha ricoperto il ruolo di seconda forza in gara, a Gedda è arrivato il primo passo falso della monoposto tedesca, alle prese con un degrado particolarmente accentuato sulle sponde del Mar Rosso. A Miami Antonelli e Russell puntano però a tornare alle spalle della McLaren, forti di una monoposto dalle ottime doti velocistiche e dalla buona efficienza complessiva. L’area critica per il momento restano le curve a basso-media velocità, ovvero quelle che il duo della Stella dovrà affrontare nella parte finale del secondo settore dell’impianto americano. Resta poi da verificare un certo trend negativo in termini di perdita di prestazione tra qualifiche e gara quantificabile in circa due decimi. La W16 riuscirà a tornare sul podio?
Williams o Racing Bulls, chi la spunterà in Florida?

Williams e Racing Bulls sono le scuderie che sinora hanno meglio preformato alle spalle dei top team. Da un lato la monoposto inglese ha dato prova di essere particolarmente competitiva su tracciati veloci come Suzuka e Jeddah mentre la monoposto faentina sembra non avere rivali in qualifica. A fare la differenza a favore del team di Grove è però stata la capacità di massimizzare i risultati, complice la coppia Albon-Sainz che sinora si è dimostrata la migliore nel centro-gruppo. Non vale lo stesso per la Racing Bulls che, nonostante l’inaspettato exploit di Hadjar, paga la mancanza di un pilota esperto dopo la promozione di Tsunoda. Chi avrà la meglio a Miami?



