“Sono andato al limite, forse oltre”. Parola di Max Verstappen, autore di una pole position di livello assoluto sul circuito di Suzuka. Il tracciato giapponese, soprannominato università della F.1 non a caso, esalta le doti dei piloti ancor più di quelle meccaniche della vettura e la prestazione di SuperMax è l’ennesima dimostrazione di un talento senza pari. Quella dell’olandese è la quarta pole position consecutiva a Suzuka, un’impresa riuscita prima di lui solamente a Michael Schumacher (5 partenze al palo di fila) e l’ex Red Bull Sebastian Vettel.

“Ero davvero felice quando ho tagliato il traguardo – ha confermato Verstappen in conferenza stampa – per tutta la durata delle qualifiche ho cercato di migliorare la situazione fino a quell’ultimo giro che onestamente è stato davvero buono. Mi sono divertito molto e ho spinto al limite, forse oltre”. Commentando il suo giro, l’olandese ha spiegato come “è difficile dire se questa sia la mia migliore pole position in carriera, sicuramente è un risultato inaspettato, il che la rende assolutamente ancor più speciale”. Guardando poi alla gara, Verstappen è ben consapevole che a decidere le sorti della corsa potrebbe essere la pioggia. “Sicuramente dovremo vedere che tempo farà domani. Da quel momento in poi conterà solamente concentrarsi su noi stessi ma è difficile dire ora quanto saremo veloci”.
Red Bull, gli aggiornamenti e quei suggerimenti di Lambiase per la pole di Max
Prima del grande risultato della qualifica, Red Bull era stata la prima ad introdurre novità sulla monoposto, aggiornando la RB21 nella zona del retrotreno. Nonostante gli aggiornamenti, già nel corso delle il campione del mondo in carica si era detto poco soddisfatto dell’assetto di base della sua monoposto. “Abbiamo lavorato davvero molto per rendere la macchina più equilibrata – conferma Max – però anche in qualifica la situazione non è migliorata molto. Certo, sono in pole, ma non sono ancora del tutto soddisfatto del bilanciamento complessivo. Ci stiamo lavorando”. Tra le principali difficoltà, ricorda poi Max “c’è l’equilibrio della nostra monoposto in curva. Si tratta di aspetti che con poco carburante tendono ad essere mascherati ma comunque non riesco ancora ad affrontare un giro con la giusta tranquillità”.

“Sono davvero sorpreso – ha poi commentato Helmut Marko a SkyDE – credo che dietro al risultato di Max ci siamo due fattori chiave: le modifiche suggerite dal suo ingegnere Lambiase e poi il nostro pilota, ha fatto un giro che non pensavamo fosse possibile fare”. Entrando poi nello specifico delle modifiche apportare, l’austriaco ha spiegato come la squadra: “è intervenuta sulle ali, aggiungendo deportanza”. Guardando alla prestazione di Yuki Tsunoda, 14esimo dopo la penalizzazione di Sainz, Marko ha tagliato corto: “era veloce, poi ha commesso un errore nel giro decisivo”.
Tsunoda: “Red Bull al limite al posteriore”
“La Q1 è andata abbastanza bene, poi ho faticato a trovare la giusta finestra – ha confermato il giapponese – il margine con questa monoposto è davvero ridotto e la fase di riscaldamento degli pneumatici deve essere praticamente perfetta. Nel Q2 non sono riuscito a fare il warm-up che volevo e penso che questo alla fine sia il fattore che ha fatto la differenza”.

Proseguendo nell’analisi, Tsunoda ha spiegato che “la macchina è piuttosto al limite al posteriore, lo sento scivolare parecchio. Al contempo però sento che questo è l’assetto corretto per riuscire ad andare veloce. Guidandola mi sto rendendo conto che se riesco a sincronizzarmi correttamente allora si possono ottenere risultati più consistenti. Ho fiducia e questo è l’aspetto più importante”.



