In queste ultime settimane, da Spielberg a Silverstone e avanti, si è parlato tantissimo di aggiornamenti.
6 Cilindri poteva non auto-invitarsi alla festa e dire la sua, numeri alla mano? Certo che no. E allora, viaggiamo assieme nei meandri degli updates, dichiarati o meno, evidenti o meno, che dalla Cina alla Gran Bretagna hanno pian piano cambiato connotati alle monoposto.
L’obiettivo del nostro viaggio, alquanto scontato, sarà scoprire se davvero Ferrari abbia aggiornato la SF-26 molto più degli avversari, tanto da lasciare di stucco Toto Wolff.
C’è davvero la possibilità che, tra un fondo nuovo e un FTM aggiornato, a Maranello si ritrovino senza più Budget Cap? Gli ingegneri emiliani pagheranno questa hybris migliorativa con l’assenza forzata dei più basici condimenti dal tavolo della mensa aziendale?
Chissà…
LA MATEMATICA? IN F1, UN’OPINIONE
Mentre il paddock abbandonava le montagne della Stiria per attraversare la manica e raggiungere la pianura inglese, qua e là spuntavano calcoli sul numero di aggiornamenti che, fino ad ora, ogni squadra ha portato in pista.

In linea di massima, l’appuntamento di questa settimana con 6 Cilindri si pone lo stesso, identico obiettivo. Sulla carta, il calcolo è banale.
Da qualche anno, le squadre sono obbligate a esporre le loro monoposto in pit-lane nella mattinata di venerdì. Sciami di fotografi e giornalisti tecnici ne possono così carpire i segreti, nel tentativo, più o meno efficace, di raccontarli al pubblico. Per facilitare il compito, ogni team deve accompagnare all’esposizione della vettura la redazione di una tabella dove, in breve, siano descritte tutte le novità aerodinamiche preparate per il weekend. In particolare, la spiegazione si può fermare ai soli aggiornamenti visibili – non serve, quindi descrivere per filo e per segno com’è cambiata la porzione inferiore del fondo che, a meno di ribaltamenti, resterà invisibile.
Basta quindi consultare le tabelle delle novità, sommare il numero di aggiornamenti che ogni squadra ha dichiarato, e il gioco è fatto. Non proprio.
Anzitutto, le squadre non sono tenute a comunicare aggiornamenti ‘’meccanici’’, come la modifica di una sospensione o l’introduzione di un nuovo cerchione. Per questo motivo, almeno per qualche ora o qualche giorno, fino a quando Rosario Giuliana non lo rivela al mondo intero, qualche novità anche molto sostanziosa può non essere dichiarata.
Nel nostro conto, per semplicità, non aggiungeremo questa tipologia di modifiche – siate però consapevoli che, fin qui, tutti i Top Team hanno lavorato moltissimo proprio sui cerchioni, e abbiano certezze di interventi in quella zona per Ferrari, Mercedes e Red Bull -.

Un’altra, importante difficoltà nell’impostare un calcolo corretto risiede nelle tabelle stesse redatte dai vari team. In base alla voglia che pervade il povero ingegnere a cui tocca il fastidioso obbligo di descrivere il proprio lavoro al mondo intero, le squadre possono essere più meno precise nel divulgare le novità.
C’è chi si limita a segnalare un nuovo fondo come un singolo aggiornamento, e lo descrive in poche righe. C’è chi, invece, è prodigo di spiegazioni e sottolinea tutte le zone del fondo aggiornato, descrivendo nel dettaglio gli interventi. Emblematico il caso di Miami: Ferrari e McLaren aggiornarono il fondo nelle stesse, identiche zone, ma il team italiano segnalò tre aggiornamenti al componente, mentre quello inglese solo uno.
Nel calcolo di 6 Cilindri, per quanto possibile e per ogni squadra, si è tentato di scorporare ogni aggiornamento dichiarato dalle squadre nel corretto numero di interventi al componente.
Infine, non sempre le squadre sono precise nelle dichiarazioni. Anche qui, salta all’occhio la corsa di Miami, nella quale Red Bull introdusse la sua versione di FTM senza minimamente citarla nel foglio consegnato alla FIA.
Per tutti questi motivi, almeno in termini di aggiornamenti, la matematica in F1 diventa un’opinione, e bisogna essere molto cauti e il più possibile precisi se si vuole sommare le novità dichiarate dai team.
Nel calcolo di 6 Cilindri, si è deciso di dividere gli interventi in macroaree: ala anteriore, posteriore, fondo, pance e cofano motore (compresi gli specchietti), corner ruota e brake ducts, diffusore e zona scarico e una voce per varie ed eventuali, come gli interventi alle cover delle sospensioni o dell’Halo.
Il risultato, andando a sommare gli aggiornamenti portati da ogni squadra da Shanghai a Silverstone – Melbourne, la prima gara, viene considerata la ‘base’ della monoposto, anche se le squadre avevano introdotto qualche modifica rispetto ai test -, è il seguente:

MERCEDES INDIETRO DI UN PACCHETTO. FERRARI IN LINEA CON McLAREN e RED BULL
Il commento ai risultati visibili in tabella, per quanto riguarda i Top Team, è davvero immediato.
Ferrari, McLaren e Red Bull sono vicinissime nel computo totale, con la squadra italiana che, paradossalmente – viste le dichiarazioni di Wolff – è la meno prolifica delle tre.
Mercedes ha meno della metà degli interventi, avendo portato novità sostanziali solamente a Montreal.
Se volessimo riassumere la situazione in un concetto più generale, potremmo affermare che le Frecce d’Argento si ritrovino un pacchetto di aggiornamenti indietro rispetto a Ferrari, che ha portato due grossi step evolutivi tra Miami e Barcellona. McLaren ha invece concentrato tra la Florida e il Canada una batch di aggiornamenti davvero enorme, e poi ha continuato a modificare la monoposto, con gli ultimi interventi al fondo effettuati proprio a Silverstone.
Red Bull, invece, ha sommato quasi tre pacchetti, anche se si potrebbero accorpare le modifiche di Suzuka e Miami in un unico tentativo di modificare in maniera netta la deludente base della RB22.

Dietro ai Top Team, curiosamente, le squadre di centro gruppo hanno tutte grosso modo lo stesso numero di aggiornamenti, il che conferma quanto il Budget Cap non abbia, almeno per ora, chiuso il gap tra le squadre di vertice e i team di dimensioni minori, soprattutto nella capacità di ingegnerizzare e produrre le migliorie durante l’anno.
Due eccezioni degne di nota sono Aston Martin e Cadillac. Le ‘’verdone’’ non hanno praticamente subito modifiche, in attesa della versione B della AMR26 prevista per Budapest; Cadillac, al contrario, ha introdotto due importanti pacchetti a Miami e Spielberg, senza però mai fermarsi nei continui affinamenti aerodinamici, soprattutto nella zona del diffusore, che hanno ritoccato più e più volte. Un segnale interessante per una monoposto che non sarà di certo la più veloce, ma è frutto di un team ben preparato alla sfida del Mondiale di F1.
Chiudiamo con una rassicurazione: i Tifosi del Cavallino Rampante possono stare tranquillissimi. La Rossa non ha aggiornato più degli avversari diretti: continueranno ad arrivare modifiche, più o meno sostanziose, e la differenza con Mercedes è puramente d’approccio.
È a Brackley, anzi, che sono ‘’strani’’, vista la scelta molto netta di concentrare tutte le modifiche in enormi step introdotti tutti in un colpo solo.



