24 Ore Le Mans: capolavoro Toyota, vittoria a Kobayashi, Conway e de Vries, Ferrari quinta

Giu 14, 2026

Matteo Pittaccio

Toyota ha conquistato la sesta vittoria nella 24 Ore di Le Mans 2026, la più importante per il marchio giapponese poiché ottenuta contro avversari di altissimo livello. Merito all’equipaggio 7 di Kamui Kobayashi, pilota e Team Manager, Mike Conway e Nyck de Vries, partiti al 14° posto e risaliti ora dopo ora fino alla grande gioia. Vittoria di appena 11 secondi sulla BMW-WRT 20 in uno sprint finale giocato sui decimi. Podio completato dalla Toyota 8, mentre Ferrari ottiene il quinto posto con la 51 ed il settimo con la 83, rispettivamente precedute dalla Cadillac 12 e dall’Alpine 35. In LMP2 doppietta Inter Europol Competion; Vittoria di rincorsa per Corvette e TF Sport con la Z06 33 in LMGT3.

MASTERCLASS TOYOTA A LE MANS

Uscito dall’ultima sosta ai box in testa, Kobayashi ha regolato la BMW di Frijns-Rast-Sheldon van der Linde tenendo la BMW-WRT 20 su una distanza di 11 secondi, calcolando alla perfezione l’energia e mettendo il timbro dopo 5182 km di gara. Vittoria, la sesta per Toyota, di strategia e passo, per certi versi inaspettata vedendo le qualifiche. Ma il lavoro in ottica gara ha funzionato, a partire dal pit stop anticipato nel primo stint. Messa alle spalle la foratura lenta che ieri sera ha colpito la 7 e recuperato il terreno perso dalla 8 a causa di una penalità, le due TR010 si sono imposte dal momento in cui la gara è ripartita dopo la Safety Car provocata nelle prime ore della domenica mattina dalla Porsche Manthey 91, rimasta senza sterzo con Guven alla guida. Accorciando sulla BMW-WRT 20 e sulla Cadillac-Jota 12, le Hypercar giapponesi hanno sferrato attacchi in pista e ai box, riuscendo a mettersi nella migliore delle posizioni.

L’unico a reggere il passo nel finale è stato Frijns sulla BMW a lungo leader, ma Kobayashi è stato irraggiungibile e la 7 si è involata verso il gradino più alto del podio. Seconda vittoria dopo l’edizione 2021 per Kobayashi e Conway, prima per de Vries. Tra le sei ottenute tra il 2018 e quella odierna, questa resta la firma sicuramente più importante per Toyota, capace stavolta di primeggiare contro squadre di primissimo livello.

FERRARI QUINTA E SETTIMA IN UNA 24 ORE IN DIFESA

Quarta la Cadillac di Will Stevens, Normann Nato e Louis Deletraz, staccati di solamente mezzo minuto, ma probabilmente amareggiati dopo aver condotto la classifica per alcuni tratti e per aver perso la 38 per un problema all’idroguida.

Ferrari, invece, ha fatto il possibile ed il quinto posto della 499P affidata ad Alessandro Pier Guidi, James Calado e Antonio Giovinazzi è diventato il miglior risultato ottenibile in una corsa complicatasi ancor di più con i problemi ed il ritiro della 50. Settima la AF Corse 83 di Robert Kubica, Phil Hanson e Ye Yifei, lontani da problemi, sebbene qualche sanzione sia arrivata. Proprio Yifei ha perso una posizione nell’ultima fase dovendo passare per un rabbocco che ha portato in sesta piazza l’Alpine 35 di Ferdinand Habsburg, Charles Milesi e Antonio Felix da Costa. Decima la seconda A424 LMDh, mai in grado di tenere il passo della 35.

Ottava posizione per l’Aston Martin Valkyrie 007 guidata da Harry Tincknell, Tom Gamble e Ross Gunn, appena davanti alla Cadillac WTR 101 del trio Filipe Albuquerque-Ricky Taylor-Jordan Taylor. Niente top10, così come zero punti, per Peugeot, il cui unico obiettivo è diventato raggiungere il traguardo non avendo velocità. Una Genesis ha terminato la gara, la 19 di Jaminet-Chatin-Juncadella, 13esimi, con la 17 ritiratasi per il collasso dell’anteriore destra.

INTER EUROPOL CALA IL TRIS E FA DOPPIETTA

In LMP2 la Duqueine #30 sembrava imbattibile, ma Le Mans non è stata dolce nei confronti di Doriane Pin, Julien Andlauer e Richard Verschoor. Apparentemente in controllo, proprio Verschoor ha dovuto soffrire un durissimo colpo alle 12:39: nel rettilineo dell’Hunadieres l’olandese ha perso improvvisamente i freni, parcheggiando e ritirandosi all’altezza della chicane Daytona.

Nello “sprint” finale, quindi, ha fatto capolino in cima alla classifica Inter Europol Competition, forte di una gestione concreta, priva di problemi e solidissima. Terza vittoria per la squadra polacca, prima al traguardo con il futuro pilota Ford LMDh Nick Yelloly, Tom Dillmann e Jakub Smiechowski, vincitori già l’anno scorso. Non solo vittoria per Inter Europol, bensì anche doppietta grazie al secondo posto della 343 di Nico Muller, Bijoy Garg e Reshad de Gerus. Il passo eccezionale, il miglior della classe, non è bastato a Forestier by Panis Racing per conquistare la vittoria sfuggita nel 2025. Alla fine, Louis Rossett, Oliver Gray ed Esteban Masson si sono dovuti accontentare del terzo posto. Alla Crowdstrike by APR numero 4, infine, il trionfo di classe Pro-Am, portato a casa da Laurin Heinrich, Alex Quinn e George Kurtz.

RIMONTA VINCENTE PER CORVETTE TF SPORT

Decimo assolo per Corvette nella categoria GT. A svettare Jonny Edgar, in pista per ben cinque stint di fila nel finale, accompagnato da Nicky Catsburg e Ben Keating, capaci di fare il bis dopo la vittoria raggiunta insieme nel 2023. Rimonta strepitosa dal 17° posto in griglia per la Chevy 33 del team di Tom Ferrier, capace di precedere di pochi secondi la Lexus Akkodis ASP 78 di Hakwsworth-David-van Rompuy. A completare il podio Eduardo Barrichello, Gray Newell e Jonny Adam sulla Aston Martin 23 del team THOR.

Quattro Ferrari in Top10, la migliore la 21 AF Corse portata al quinto posto da Alessio Rovera, Simon Mann e Francois Heriau, preceduti dalla Lexus Akkodis 87.

GRANDE DELUSIONE PER DRUDI E THE HEART OF RACING, KO ANCHE LA BMW-WRT 69

Tanto dispiacere per Mattia Drudi, Zacharie Robichon e Ian James, la cui Aston Martin Vantage The Heart of Racing ha smesso di fare strada per via di un problema al cambio, alzando bandiera bianca proprio sul più bello.

Ritirata anche la BMW-WRT 69, prima nella 6 Ore di Imola. Penalizzata con un drive-through nella notte, la gara di Harper, Thompson e McIntosh è definitivamente finita per una noia alla trasmissione.

Delusione anche per Ford, le cui 24 ore sono diventate particolarmente amare. La Mustang 88 di Proton Competition ha chiuso in ultima posizione tra chi ha visto la bandiera a scacchi, mentre la #77 non è arrivata in fondo. Esito simile per le Mercedes preparate da Iron Lynx: fuori la #79 e la #61, 16° posto per la #62

24 Ore Le Mans 2026: classifiche e risultati

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