WEC | San Paolo: BMW trionfa con la #15, gran podio per la Ferrari #51

Lug 13, 2026

Matteo Pittaccio

BMW ha conquistato la 6 Ore di San Paolo vincendo nella quarta tappa del WEC 2026, impresa riuscita alla M Hybrid V8 #15 di Raffaele Marciello, Kevin Magnussen e Dries Vanthoor. Seconda vittoria assoluta per la casa bavarese ed il Team WRT, che ha bissato il trionfo ottenuto dalla #20 a Spa. Subito dietro una sorprendente e brillante Ferrari #51, il cui secondo posto in rimonta tiene aperto il mondiale per Alessandro Pier Guidi, Antonio Giovinazzi e James Calado. Cadillac ha completato il podio con la #12, mentre le Toyota non hanno raccolto punti. In LMGT3 successo Corvette con la Racing Team Turkey by TF.

BMW APPROFITTA DEGLI ERRORI CADILLAC

In una Interlagos più fredda dei giorni precedenti, più umida ed inizialmente bagnata dalla pioggia della notte, il WEC ha offerto una gara priva di neutralizzazioni e molto combattuta. Dopo 6 ore di azione senza sosta, le prime dieci auto hanno tagliato il traguardo racchiuse in 56 secondi, dato che fa capire quanto bisogna essere precisi nell’esecuzione nell’endurance moderno.

Proprio precisione è stata la parola chiave di BMW e del Team WRT, che ha raccolto la leadership della corsa con la #15 nel momento in cui le Cadillac, partite in prima fila, hanno riscontrato problemi nel primo pit stop, cadendo poi in errori e sbavature. Nella prima sosta la #12 di Will Stevens e Norman Nato ha perso secondi preziosi a causa di un problema all’anteriore destra, regalando altro tempo agli avversari quando Stevens si è scontrato con la Lexus #87 di Schmid ricevendo 5 secondi di penalità. Poi il testacoda di Nato alla Ferradura, avvenuto nel momento in cui Hanson stava tentando il sorpasso all’esterno sulla AF Corse #83, il tutto appena uscito dai box.

Kevin Magnussen e Raffaele Marciello hanno così incrementato piano piano la leadership e, quando è arrivato il turno di Dries Vanthoor, l’unico obiettivo è diventato tutelare il vantaggio di cinque secondi sulla Ferrari #51. Per altro, la pioggia attesa non è mai arrivata, quindi il belga di casa BMW e WRT ha potuto gestire la situazione involandosi verso una vittoria che sa di rivincita per l’equipaggio #15. Quinto successo nel WEC per Vanthoor, primo assoluto per Marciello e Magnussen.

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DOLCE SAN PAOLO PER FERRARI: BEL PODIO PER LA #51

Come accennato in apertura, Pier Guidi, Giovinazzi e Calado hanno corso una 6 Ore di San Paolo entusiasmante, artigliando un secondo posto che, in base alle storiche difficoltà della 499p in Brasile, sembrava poco probabile. Tutt’altro, perché la #51, partita 11esima, ha fatto una gara sostanzialmente perfetta, il cui esito è stato messo a rischio quando Calado, appena entrato in macchina, ha sbattuto in uscita box a gomme fredde. L’impatto, però, è stato leggero e l’inglese ha continuato senza riportare danni, portando con sé uno striscione pubblicitario che, fortunatamente, non ha compromesso il sistema di raffreddamento.

La #51 ha anche viaggiato in testa alla classifica, ma potendo fermarsi più tardi nell’ultima sosta, la BMW #15 ha potuto accorciare il tempo della sosta di 13 secondi, uscendo dai box davanti. Il secondo podio stagionale del trio vincente nella Le Mans del 2023 porta grandi speranze anche in ottica mondiale, siccome la BMW #20 è arrivata ottava ed entrambe le Toyota non hanno marcato punti. La #51, infatti, ha raggiunto quota 57 punti e arriverà ad Austin a 18 lunghezze dalla BMW di #20 e dalla Toyota #7, a pari merito in cima alla classifica con 75 punti.

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Pier Guidi, Giovinazzi e Calado hanno preceduto le Cadillac-Jota, come detto prese in contropiede dai problemi e incidenti per poi restare bloccate nel traffico. La #12 di Norman Nato e Stevens ha completato il podio, precedendo la #38 di Earl Bamber, Sebastien Bourdais e Jack Aitken. Finale show, invece, per il quinto posto: nell’ultima fase Antonio Fuoco ha provato a portare la Ferrari #50, penalizzata da un drive-through per non aver rispetto la FCY, in top5, lanciandosi all’attacco della BMW #20 di Frijns.

L’INCIDENTE FUOCO-FRIJNS NEL FINALE: BMW PENALIZZATA

La staccata alla S do Senna è stata lunghissima e apparentemente riuscita, ma poi le due Hypercar si sono scontrate nel cambio di direzione. Frijns ha proseguito la corsa, mentre Fuoco si è girato, il tutto mentre Robert Kubica ha passato entrambi, ringraziando e portando la 499P di AF Corse in quinta piazza. Dopo la bandiera a scacchi la direzione gara si è espressa sull’incidente, dando cinque secondi di penalità a Frijns e spostando la BMW #20 dal sesto all’ottavo posto, appena un decimo dietro alla Ferrari #50. Anche l’Aston Martin Valkyrie #007 di Harry Tincknell e Tom Gamble ha guadagnato dall’episodio, terminando la corsa al sesto posto, a cui The Heart of Racing ha unito il nono per un doppio arrivo in zona punti.

La stessa è stata completata dall’Alpine #35 del trio da Costa, Milesi, Habsburg. Partita al quinto posto, la macchina ha perso subito tantissime posizioni e Alpine ha cercato di anticipare la sosta per replicare quanto fatto da BMW e Toyota a Spa e Le Mans. Tuttavia, pur mettendosi fuori sequenza e mantenendo per alcuni tratti la testa della gara, con uno spettacolare duello tra da Costa e Marciello ad emozionare, la tanto attesa Safety Car per mettersi in pari con la strategia degli altri non è mai arrivata.

DELUSIONE TOYOTA

Corsa deludente per Toyota, al 12° posto con Mike Conway, Kamui Kobayashi e Nyck de Vries, mai della partita. La #8 di Sebastien Buemi, Ryo Hirakawa e Brendon Hartley non ha avuto modo di lottare perché colpita dalla Genesis #17 di André Lotterer, subendo danni alla ruota posteriore destra. Niente punti, a proposito, anche per Genesis, colpita da contatti e qualche penalità di troppo. Continua l’amara stagione di Peugeot, al 14° e 16° posto.

CORVETTE TRIONFA DI NUOVO IN LMGT3

Passando alla LMGT3, Corvette vince ancora nel WEC dopo Le Mans, ma stavolta non è la #33 ad imporsi, bensì la #34 del Racing Team Turkey by TF. Salih Yoluc, Peter Dempsey e Charlie Eastwood hanno recuperato dal 10° posto in griglia e, ammortizzando una foratura lenta nell’ultima ora e mezza, hanno strappato il successo davanti alla BMW WRT #69 di Dan Harper, Parker Thompson e Anthony McIntosh.

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Terzo posto sudato ma appagante per Richard Lietz, Riccardo Pera e Yasser Shahin sulla Porsche Manthey #92, proprio davanti alla gemella di James Cottingham, Timur Boguslavskiy e Ayanchan Guven. Italia al quinto posto con Gianmarco Levorato e Stefano Gattuso, in compagnia di Logan Sargeant sulla Ford #88. Bene anche Iron Lynx, la cui Mercedes #61 è stata portata in sesta piazza da Maxime Martin, Rui Andrade (tamponato in curva 4 da Gelael) e Martin Berry.

Lexus, invece, ha raccolto davvero poco, intascando un mero settimo posto con la #87, appena davanti alla Corvette #33 leader del campionato, protagonista nel finale di una bella lotta tra Nico Varrone, subentrato a Catsburg (impegnato nell’IMSA) e la Ferrari AF Corse #21 di Alessio Rovera, nona davanti alla Ford #77, in crisi di gomme nel finale.

Prossimo appuntamento del WEC il 6 settembre con la Lone Star Le Mans nel circuito di Austin.

WEC | 6 ORE SAN PAOLO: RISULTATI

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