Ford ha completato la due giorni di test a Monza con la Hypercar che correrà nel WEC dal 2027 in poi, spuntando tutte le caselle più importanti nella prima uscita con due auto. Ai 154 giri e 920 km del martedì, la squadra di Detroit ha fatto girare le ruote della propria LMDh per ulteriori 216 tornate, pari a 1200 km, per una distanza totale di quasi 2400. Ad ora hanno quindi girato tutti i tre telai forniti da Oreca, abbinati al motore Coyote V8 aspirato da 5,4 litri.
Un altro importante tassello sulla tabella di marcia è stato collocato. Nel Tempio della Velocità di Monza, prossima ad ospitare il finale di stagione del WEC il prossimo fine settimana (6-8 novembre), Ford Racing ha archiviato due giorni di test decisamente produttivi soprattutto per la presenza di due modelli della LMDh che verrà presenta il 26 novembre a Detroit, in occasione del Giorno del Ringraziamento.
Fino alle prove di Silverstone, infatti, il programma Hypercar dell’Ovale Blu ha percorso km con una sola vettura. L’apertura al secondo esemplare ha rappresentato, quindi, il primo grande passo verso l’omologazione ufficiale prevista entro la fine dell’anno. Nella stessa dovranno essere stabiliti i parametri aerodinamici, congelati fino al 2029 compreso al netto degli sviluppi apportati attraverso l’utilizzo degli Evo Joker, i cinque gettoni sviluppi previsti dal regolamento stilato da FIA/ACO.
PILOTI SUBITO IN PISTA DALLE PRIME ORE DEL MATTINO, SCENDONO I TEMPI
Rispetto alla giornata di ieri, le attività in pista sono iniziate già dalla mattinata, con Rockenfeller tra i piloti maggiormente impegnati. La maggior parte degli stint, come nella prima giornata, non ha superato i dieci giri, a conferma di un lavoro concentrato soprattutto sulla calibrazione e sulla messa a punto dell’assetto. I tempi sul giro sono comunque migliorati di circa mezzo secondo rispetto a ieri.
Nella tarda mattinata Rockenfeller ha completato uno stint di 25 giri, scendendo progressivamente da tempi nell’ordine del 1’36” a riferimenti in 1’34” alto e 1’35” basso nel finale. Nelle ore pomeridiane Nick Yelloly ha percorso 48 giri sulla #67, mentre Logan Sargeant ne ha incamerati 55 sulla #66. Quanto ai tempi migliori, nel turno mattutino Rockenfeller ha stampato il tempo di 1:34.624, tempo avvicinato ma non battuto da Yelloly (1.34.746) nella seconda fase della giornata.
Al di là dei riferimenti cronometrici, molto simili a quanto visto nella 6 Ore di Monza del 2023, corsa sotto un cocente caldo, su un asfalto più vecchio e con cordoli più alti (specialmente all’Ascari) , Ford ha portato a casa un ricco bottino di informazioni e km che conferma l’ottimismo trasparso da quando ha iniziato le prove in pista. Messi a punto e capiti i sistemi anche sulla seconda macchina, a Detroit possono guardare con convinzione al più immediato futuro.
ASSENTE MATT CAMPBELL, PROSSIMA FERMATA ARAGON
Tra i sei piloti scelti da Ford l’unico che non ha partecipato al test è stato Matt Campbell, ancora sotto contratto Porsche, marchio per cui dal 2023 ha guidato le 963 del Team Penske vincendo la 24 Ore di Daytona del 2024 e sfiorando il successo a Le Mans l’anno dopo. Proprio Campbell ha, recentemente, affermato di essere piacevolmente sorpreso da solidità, corposità e carattere del motore. Focus particolare proprio sull’australiano perché oltre al proprio talento, porta in Ford una importante mole di dati dal progetto LMDh di Porsche.
Stando, invece, alle recenti parole di Dan Sayers, Manager del programma Hypercar, Ford si recherà prossimamente al Motorland Aragon per il primo test di durata, occasione perfetta per capire sia il tasso di affidabilità sia il comportamento della LMDh nell’arco di stint continuativi, così come in rapporto ai cambiamenti di orario e meteo. Previsto anche un passaggio in quella Sebring che, con il suo asfalto dissestato e un layout ostico, rappresenta il contesto migliore per mettere alla prova la resistenza della biposto americana.
Alla stesura dell’articolo ha contribuito Andrea Vergani.




