La Ferrari lascia il Gran Premio del Messico con un risultato che non soddisfa la squadra e con una situazione, in pista, che finisce per oscurare totalmente i progressi della SF-26, che aveva potenziale per vittoria, anzi, per una possibile doppietta. La lotta interna al primo giro tra Lewis Hamilton e Charles Leclerc ha compromesso le ambizioni Ferrari, lasciando Frederic Vasseur particolarmente amareggiato.
Oltre a quanto accaduto in casa Ferrari, Vasseur ha voluto rivolgere un riconoscimento a Kimi Antonelli, protagonista di una stagione di altissimo livello che lo ha portato a vincere il titolo mondiale. «A Kimi vanno sicuramente enormi complimenti. Penso che abbia disputato una stagione fantastica, dall’inizio alla fine. Sulla carta non era il favorito rispetto a Russell, e credo che oggi abbia dimostrato ancora una volta il suo valore. Quando lotti per il campionato, sei un po’ sulla difensiva, ma lui ha fatto una gara fantastica anche oggi. Enormi complimenti a Kimi e alla Mercedes».
Vasseur spiega le comunicazioni con Leclerc dopo curva 4 e sulla lotta tra lui ed Hamilton ribadisce “C’è stata mancanza di rispetto verso Ferrari”
Il tema centrale della conferenza stampa è stato inevitabilmente l’episodio tra Lewis Hamilton e Charles Leclerc. Vasseur non ha nascosto la propria frustrazione, per un fatto che ha penalizzato il risultato Ferrari, precisando però che il problema non riguarda soltanto il risultato sportivo o la possibilità di perdere una vittoria. «Sinceramente sono un po’ frustrato, perché credo che abbiamo compiuto un vero passo avanti in termini di prestazione. Negli ultimi appuntamenti eravamo praticamente fuori dai giochi. Non ricordo l’ultimo sorpasso in Messico, forse alla fine degli anni Settanta. Quando sei primo e secondo alla curva 4, non immagini di non vincere la gara». La delusione va oltre il risultato dei due piloti: «È una grande frustrazione per me, ma soprattutto per le duemila persone che lavorano al progetto. Avrò bisogno di tempo per digerire questa situazione».

Il francese ha poi chiarito il significato del richiamo rivolto ai piloti. «Si può discutere per ore di queste situazioni, ma non è una questione da affrontare prima della gara. Se sei da una parte o dall’altra, per me il punto è soltanto uno: il rispetto. È questo che significa rispettare il lavoro degli altri. Non stanno lavorando per sé stessi, ma per un gruppo, per gli sponsor e per le duemila persone dell’azienda. Quando dobbiamo spingere sugli aggiornamenti, ci sono persone che lavorano giorno e notte. Dobbiamo tenerlo presente».
Vasseur ha anche spiegato perché Ferrari non è intervenuta per far ridare a Leclerc la posizione, evitando così la penalità di cinque secondi che poi gli è stata comminata successivamente. «Non era chiaro, abbiamo avuto una discussione con la direzione gara, ma bisogna agire prima di curva 11. Tra il video e la realtà ci sono cinque secondi di ritardo: quando arriva l’immagine, sei già in curva 11. Il regolamento è chiaro e in questo caso bisogna restituire la posizione prima di curva 11». Vasseur ha inoltre ricordato che la squadra aveva concordato prima della gara che i piloti avrebbero dovuto gestire autonomamente situazioni di questo tipo, evitando di attendere indicazioni dal muretto.
Sulle comunicazioni radio di Hamilton, invece, il team principal ha preferito non entrare nel merito: «Non voglio interpretare quello che è stato detto via radio».
Tra gli aspetti analizzati in conferenza stampa anche la scelta relativa al pit stop di Charles Leclerc. La possibilità di anticipare la sosta è stata valutata, ma la penalità di cinque secondi e il distacco da Max Verstappen avrebbero reso difficile ottenere un vantaggio concreto. «Eravamo sotto i cinque secondi. Penso che saremmo finiti dietro a Max se lui avesse fatto un altro giro. Stavamo iniziando a perdere un po’ di passo, ma con una penalità di cinque secondi perdi più di cinque secondi, perché non puoi fare una sosta di cinque secondi. Quando fai una sosta normale, inizi mentre la macchina è ancora in movimento, ma in generale perdi più di sei secondi. Quello che puoi aspettarti, in questo caso, è una sosta più lenta».
Ferrari ha ritrovato il potenziale: «Abbiamo fatto un passo avanti nella prestazione pura»
Nonostante la rabbia, Vasseur ha voluto evidenziare gli aspetti positivi del fine settimana, che accentuano la frustrazione per il risultato finale. La Ferrari ha mostrato una competitività crescente, conquistando la pole position e confermando un ritmo sufficiente per puntare alle prime posizioni. «Abbiamo fatto un passo avanti in termini di prestazione pura. È la terza o quarta gara consecutiva in cui raccogliamo più punti dei nostri concorrenti. Abbiamo conquistato la pole position e il passo era abbastanza buono per fare primo e secondo».

Il confronto con le gare precedenti è significativo: «È sicuramente più frustrante trovarsi in questa situazione rispetto a quando finisci quindicesimo e sedicesimo. In quel caso la frustrazione è comunque presente, ma oggi sappiamo di avere il potenziale». Ora la testa è subito al Brasile, e questo per Vasseur è un vantaggio, poiché limiterà il tempo per le chiacchiere su quanto accaduto, spostando subito il focus sul prossimo appuntamento. «Il vantaggio è che abbiamo un’altra gara tra quattro giorni. Ne discuteremo questa sera, sistemeremo le cose domani e poi ci concentreremo sul prossimo appuntamento».
Ferrari è dunque la vettura di riferimento, soprattutto dopo Austin e Messico? Vasseur ha preferito mantenere una valutazione prudente. «Sinceramente, siamo tutti molto vicini. Se guardate le sessioni, una volta è Charles, una volta Lewis, una volta Max e ieri è stato Norris. Questo significa che siamo tutti lì». Il team principal ha poi aggiunto: «È molto più legato alla configurazione del circuito e alla sensibilità del motore che al solo pacchetto o al concetto della vettura. Ma sì, penso che siamo insieme agli altri. È positivo per la Formula 1 e per il campionato avere una situazione del genere, con sei, sette o otto piloti in grado di vincere una gara nella prima stagione del regolamento».
Qatar, Vasseur: «Voglio correre, ovunque ci diranno di andare»
In chiusura, Vasseur ha affrontato anche il tema del prossimo Gran Premio del Qatar, in un contesto nel quale la situazione resta incerta e le decisioni finali spettano agli organizzatori e agli organi competenti. «Per il momento è ancora in calendario. Siamo tutti soggetti a quello che potrebbe accadere nei prossimi giorni e so che ci sono diversi piani. Mi fido che verrà presa la decisione migliore per tutti noi. Personalmente, voglio correre. Non importa dove, voglio correre adesso. Andremo dove ci diranno di andare».



