Rivali vicini, ma Mercedes è prima: impatto del pacchetto da valutare?

Mag 24, 2026

Andrea Vergani

Montreal si è dimostrato essere, per il terzo anno consecutivo, un terreno molto fertile per George Russell. L’inglese ha faticato non poco nelle prime due fasi della qualifica, ma con il Q3 si è acceso in un lampo per mettersi davanti al compagno di squadra. Il margine sugli inseguitori è diminuito rispetto alla Sprint Qualifying di venerdì, ma non è bastato per rovinare la prima fila tutta Mercedes in Canada. Dopo l’introduzione dei primi grossi pacchetti di aggiornamenti, il gruppo di testa si è compattato fino ad avere otto macchine in meno di quattro decimi. Tuttavia, al netto dei gap piccolissimi, solamente Mercedes e McLaren sono sembrate veramente in lotta per la Pole Position, con Ferrari e Red Bull in competizione per la terza fila. A mescolare le carte in occasione della gara di oggi ci sarà il fattore pioggia: le precipitazioni hanno colpito il circuito canadese nella notte e c’è il grosso rischio di un’altra ondata intorno all’orario della gara.

Russell – Antonelli nasconde ancora differenze nello stile, l’impatto del pacchetto Mercedes è da valutare

Dopo il difficile fine settimana di Miami, Russell ha avvisato che a Montreal sarebbe tornato a lottare per le posizioni che competono alla sua vettura e così è stato: il numero 63 ha fatto la differenza nei cambi di direzione del secondo settore, dove Antonelli ha commesso una piccola sbavatura in fase di downshift. Tra i due emerge una differenza sottile ma molto curiosa: Russell è riuscito a gestire al meglio i cambi di direzione in curva 6-7 e 8-9, accumulando vantaggio nella fase centrale della curva per avere un vantaggio in trazione, mentre Antonelli si è distinto nelle due curve più lente del tracciato (la 1-2 e la 10) come ha sempre fatto negli ultimi otto mesi. Il confronto in qualifica rimane a favore dell’italiano, e in Canada per la prima volta i due sono stati divisi da meno di un decimo in Q3. Se nelle prime gare aveva fatto la differenza la gestione dell’energia elettrica sul giro secco, a Miami e Montreal il tempo sul giro è tornato ad essere generato in curva. 

Entrambi i piloti hanno sottolineato quanto sia stata cruciale la preparazione degli pneumatici, complici anche alcune scelte orientate verso la gara di domani. “Abbiamo apportato alcune modifiche in base alle previsioni per domani. Per ora questo potrebbe averci penalizzato un po’”, ha ammesso George Russell, che ha anche parlato delle difficoltà avute per quasi tutta la sessione: “All’inizio del giro non avevo proprio grip. Credo che tutti avessimo qualche difficoltà con la temperatura delle gomme. Tutti stavano facendo il giro di preparazione, cosa piuttosto insolita”. Anche Antonelli ha commentato questo aspetto, analizzando più nel dettaglio le sue implicazioni: “Credo che questo fine settimana sia un po’ particolare, perché è fondamentale trovare il giusto equilibrio con le gomme. Per questo motivo, penso che non stiamo ancora vedendo appieno i vantaggi di questo nuovo pacchetto. Credo che quando torneremo a Monaco e a Barcellona potremo apprezzarne molto meglio i benefici”. Questo weekend il vantaggio in rettilineo è stato il più piccolo di tutta la stagione a causa del carico aggiunto con le nuove parti, ma l’allungo è rimasto il primo punto di forza della W17. L’impatto del primo pacchetto sulle frecce d’argento sarà da valutare su un circuito più standard come Barcellona. 

Ferrari, gap ridotto ma la Pole è fuori portata. La pioggia può mescolare le carte, ma sarà una sfida

Prima del weekend avevamo anticipato che la battaglia sarebbe stata tra Ferrari e Red Bull; Hamilton è riuscito a qualificarsi davanti a Verstappen e Hadjar, mentre il buon giro di Leclerc a fine Q3 lo ha solo avvicinato alla concorrenza. Per il monegasco, le richieste aggressive di preparazione degli pneumatici posteriori non si sposano bene con le sue preferenze in termini di impostazioni: le difficoltà non sorprendono totalmente, ma sono principalmente legate al giro secco. La quinta e ottava posizione rendono difficile apprezzare gli aspetti positivi, che sono più di uno: il distacco rispetto a Mercedes è diminuito di quanto sperato dopo l’introduzione degli aggiornamenti e per la prima volta si è visto un buon passo avanti tra Q2 e Q3. I numeri vanno comunque presi con le pinze, data la natura del circuito, le temperature e le auto ancora da perfezione da parte degli stessi team. Una buona parte del miglioramento può essere attribuita ad una gestione ottimale dell’energia elettrica nei giri migliori, fattore che aveva spesso contribuito a peggiorare le prestazioni in qualifica. In generale, i nuovi limiti sulla ricarica hanno aiutato lo spettacolo anche grazie alla natura “energy friendly” del circuito Gilles Villeneuve. La SF-26 si è comportata complessivamente bene in curva, pareggiando il livello di McLaren e Mercedes, ma il deficit in rettilineo non può essere colmato senza un aggiornamento lato ICE. L’ala Macarena ha dato il proprio contributo, tagliando di quasi due decimi le perdite, a conferma del buon lavoro sul fronte aerodinamico. 

In un fine settimana standard, ci si aspetterebbe una gara meno positiva da parte di Ferrari: i tracciati meno sensibili al recupero di energia espongono la mancanza di potenza più in gara rispetto alla qualifica, questo sarebbe il caso a Montreal come lo è stato a Shanghai. Le prospettive di pioggia possono rendere la gara un affare che coinvolge Ferrari e Red Bull nella lotta tra i motorizzati Mercedes, ma non sarà una sfida semplice. “Non credo che nessuno sappia quanto sarà difficile guidare queste auto domani. È già abbastanza difficile portare a temperatura una gomma Soft, figuriamoci domani che la temperatura sarà dieci gradi più bassa e avremo gomme intermedie e da bagnato”, ha detto Lando Norris. Il minore impatto della potenza pura delle Power Unit sarà uno dei fattori che può avvicinare Hamilton e Leclerc ai primi, ma l’incognita della gestione delle temperature sarà la variabile più grande.

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