Pirelli 500GP in F1, Todt: “Sceglierli fu una scelta coraggiosa”. Domenicali: “Rinnovare non è stato difficile”

Giu 12, 2026

Luigi Belfiore, Giuliano Duchessa

Nel corso degli ultimi giorni è stato comunicato del rinnovo di F1 con Pirelli, con l’azienda italiana che fornirà pneumatici alla massima categoria automobilistica mondiale almeno fino al 2028. Questa l’emozione Vice Presidente Esecutivo di Pirelli, Marco Tronchetti Provera, alla conferenza di presentazione del libro EMOZIONI. I 500 GP DI PIRELLI NEL CAMPIONATO DEL MONDO DI F1.Quando ci chiedono di restare, noi restiamo. Significa che stiamo andando bene. Il fatto è che impariamo ogni volta. Abbiamo iniziato una nuova parte, diciamo l’ultima, di questa storia nel 2011.Da allora, continuiamo ad imparare per offrire ai conducenti ciò che desiderano. Perché, in fin dei conti, se i piloti sono contenti, se si sentono bene, significa che il nostro personale ha fatto un buon lavoro. Il nostro vero cliente è quindi il conducente”. Alla conferenza, in quel di Barcellona, hanno partecipato anche personalità di spicco, come Stefano Domenicali, Nick Heidfeld e Jean Todt, tutti parte del percorso intrapreso da Pirelli in Formula 1.

DOMENICALI: “UNICI IN GRADO DI IMPEGNARSI IN QUESTA SFIDA TECNOLOGICA”

Il CEO della Formula 1, ci ha tenuto a ringraziare Pirelli in questa maniera: “Dal 2011 al 2028, finora, è stata parte integrante dei regolamenti, è stata parte della Formula 1. Tutti parlano di ogni millisecondo, ma alla fine dei conti, la connessione tra le auto, la potenza, il cavallo e l’asfalto è un unico elemento. E la bellezza sta proprio nel fatto che tutti ne parlano sempre. E come sempre, con i fatti, stanno dimostrando di essere gli unici in grado di impegnarsi in questa incredibile sfida tecnologica. Da italiano, sono orgoglioso di vedere un’azienda italiana con una tradizione internazionale che contribuisce così tanto a ciò che facciamo”. Pirelli inoltre ha ampliato il suo raggio d’azione negli ultimi anni, con l’azienda italiana che diventerà fornitrice unica in MotoGP a partire dal 2027. E sul primato mantenuto da Pirelli, Domenicali ha continuato in questa maniera: “Nel mondo della competizione, non è mai scontato rimanere al vertice. E penso che, in sintesi, ciò che Pirelli è stata in grado di fare nel corso delle diverse fasi della sua esperienza in F1 si sia dimostrato corretto. E alla fine, la scelta che abbiamo fatto è stata piuttosto, non voglio dire facile, perché bisogna confrontare le cose. Il percorso che è stato fatto con loro è stato incredibile”. E sulle nuove sfide che arriveranno invece: “Ora abbiamo altre cose da affrontare insieme. Quindi penso che l’enorme opportunità di guardare al futuro dopo quanto fatto oggi ci abbia messo di fronte a molti punti che affronteremo, come sempre, con la giusta professionalità e la giusta apertura. Perché se si vuole nascondere qualcosa, questo non è l’approccio giusto, e finora non è mai stato il caso”.

pirelli 500gp f1

L’italiano ha poi spiegato i perché della scelta di rinnovare:Credo che il momento clou sia stato il modo in cui hanno reagito ai problemi senza nascondersi, lavorando insieme. E perché, come abbiamo detto prima, è sempre facile puntare il dito contro qualcuno. E se non si parla di pneumatici, si possono vedere le cose da entrambe le prospettive. Non è rilevante o non è in linea con lo scopo di questo sport. Quindi, trovare il giusto equilibrio non è facile”. Domenicali ha poi ribadito la grande sincerità avuta da Pirelli nel corso di questi anni: “Ma ciò che apprezzo sempre è il fatto che non ci sia mai stata paura di affrontare il problema o il punto che dobbiamo sollevare insieme”. Il CEO ha poi spiegato che il lavorare insieme implica anche l’affrontare gli stessi obiettivi e soprattutto, di condividerli nella giusta maniera: Gli pneumatici cambiano con la tecnologia, con lo sviluppo delle auto, con le novità legate alla sostenibilità. Stiamo cercando di capire quali siano gli aspetti principali su cui concentrarci e credo che, in tutti i diversi ambiti, Pirelli abbia dimostrato di essere all’avanguardia. E la tecnologia può ulteriormente offrirci nuove soluzioni, soprattutto per quanto riguarda i cosiddetti pneumatici intelligenti. È qualcosa che, anche in termini di sicurezza, se non è colpa mia, e tutto ciò è legato al rapporto tra FIA e Pirelli, penso che ne trarremo enormi benefici”. 

E sui prossimi miglioramenti da perseguire, soprattutto per quanto riguarda la guida sul bagnato:Beh, questo è sicuramente un tema che ci sta a cuore, perché abbiamo avuto l’esperienza che non era legato al livello di aderenza, ma alla disabilità. E abbiamo il dovere di cercare di trovare le condizioni migliori, perché non corriamo solo con il sole. Pertanto, non si tratta solo di un contributo per Pirelli, ma deve essere un contributo anche per i team, affinché Pirelli possa sviluppare nel modo corretto gli pneumatici di cui hanno bisogno per i test. E ovviamente, è fondamentale l’esperienza del pilota. Si tratta quindi di un lavoro congiunto. Ma sicuramente, a questo proposito, c’è un punto specifico, se proprio volete chiedermelo, che è davvero rilevante in cima alla lista”.

TODT: “PUOI VINCERE O PERDERE PER COLPA DELLE GOMME”

Alla conferenza è intervenuto anche Jean Todt, invitato da Pirelli e Presidente FIA al momento della sigla del primo contratto col fornitore italiano: State parlando del 2010, ma potremmo iniziare prima. Ho iniziato a confrontarmi con Pirelli a volte come partner, a volte come concorrente, ma sempre con grande rispetto in ogni categoria. In ogni categoria del motorsport. Ma stiamo parlando del 2010. Voglio dire, chiaramente, il ritorno di Pirelli è stato qualcosa di speciale. È stata una scelta molto coraggiosa. Penso che sottovalutiamo l’importanza degli pneumatici. E in effetti, è una situazione un po’ ingrata, perché parliamo molto spesso di pneumatici solo quando non funzionano. O quando c’è una foratura, o quando gli pneumatici non esplodono”. E su quanto realizzato dagli anni dall’azienda italiana: Voglio dire, sono stupito dal lavoro che c’è dietro la fornitura di pneumatici a 10 o 11 team, dove la qualità deve essere praticamente a prova di bomba. E se uno di questi ha un problema, è lì che ci si concentra. E penso che sia molto importante incoraggiare e mettere in evidenza il coraggio di competere, come hai detto, nel più difficile degli sport motoristici, ovvero la Formula 1, con i vincoli che ne derivano.

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Essendo stato TP di Ferrari, Todt ha poi raccontato il rapport di un team con un fornitore di pneumatici: Voglio dire, è essenziale. E sai, puoi vincere o puoi perdere a causa delle gomme. Quindi ho attraversato diversi periodi. C’erano due o tre produttori, e si trattava di una battaglia davvero spietata. E devo dire che, in quel periodo, erano gli pneumatici a fare la differenza, a decidere la vittoria o l’eventuale insuccesso. E probabilmente non potremmo farlo ora per ragioni di costo. Quindi si è arrivati ​​a un periodo in cui avevamo un unico fornitore. Ma anche con un unico fornitore, intendo, da un’auto all’altra le cose sono diverse”. Dunque il rapporto è strettissimo, soprattutto in un ambito come la F1 dove sono i dettagli a fare la differenza: Quindi si tratta di lavorare a stretto contatto. Ricordo che quando ricoprivo un ruolo di responsabile di team in Formula 1, incontravo ogni sera dopo la gara il nostro rappresentante per gli pneumatici, per parlare con lui, cercare di imparare dal Gran Premio e capire cosa si potesse fare per migliorare il successivo. Quindi, anche con un fornitore unico, è fondamentale avere un rapporto molto stretto”. Sulla questione test infine: È davvero uno sforzo congiunto. Non si tratta solo dei produttori che forniscono gli pneumatici, ma deve esserci una collaborazione tra ingegneri, team e pilota, per cercare di ottimizzare il tutto insieme. È un lavoro di squadra.

HEIDFELD: “FATTI PIU’ DI 10.000 KM DI TEST”

L’ex-pilota tedesco è stato un fondamentale collaudatore Pirelli, soprattutto nel corso dei primi anni in cui i riscontri erano fondamentali: “Quando c’era la battaglia degli pneumatici in F1, avevamo molti test in corso, quindi sapevo cosa aspettarmi. Ma arrivare a un progetto e a uno pneumatico completamente nuovi è sempre particolarmente emozionante. E voglio ribadire quanto detto da Jean, ovvero che l’ho trovato molto coraggioso, prima di tutto perché, come già detto, di solito si finisce sotto i riflettori se qualcosa va storto. Ma anche dal punto di vista di un pilota, considerando che negli anni precedenti c’era stato un enorme sviluppo sugli pneumatici e che il livello raggiunto nel 2008 e nel 2009 era altissimo, il fatto che Pirelli, dopo tanti anni, sia arrivata con un prodotto di qualità fin da subito è stato davvero impressionante”.

E sulla grandissima mole di test effettuati: Abbiamo avuto 85 pneumatici diversi sulla vettura, 50 mescole diverse, 35 costruzioni diverse e percorso più di 10.000 chilometri. Parte di questi test è stata effettuata su una vettura di GP2. Ho svolto la maggior parte dei test con la monoposto di Formula 1. E ovviamente, dovevamo decidere su quali circuiti andare. Alla fine abbiamo scelto Barcellona. Siamo qui a Barcellona ora perché molti test sono sempre stati effettuati qui a Jerez. Dovevamo andare su un circuito ad alta velocità, quindi siamo andati a Monza. Siamo andati al Paul Ricard perché lì la superficie è diversa. Dovevamo quindi assicurarci che lo pneumatico offrisse prestazioni ottimali in tutte le condizioni, su tutti i circuiti e a tutte le velocità.

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Infine si è discusso dell’argomento Antonelli, con Tronchetti Provera e Domenicali ovviamente fieri di avere un italiano in cima alla Formula 1 in questo momento. Questo invece il commento di Heidfeld sul giovane bolognese: Ovviamente sono molto impressionato. Penso che nessuno si aspettasse che dominasse così tanto questa stagione, vincendo così tante gare una dopo l’altra. Ma ciò che ho trovato davvero impressionante negli ultimi due anni è il tempo che gli è stato concesso per crescere, soprattutto grazie alla Mercedes e a Toto. Perché se si guarda alla scorsa stagione, non vinceva sempre e non era sempre forte come lo è adesso. Ma Toto gli ha dato lo spazio per crescere e lo ha sempre protetto. E ora lui lo sta ripagando. Quindi, se guardo al suo anno, è questo che mi impressiona di più: come Toto ha gestito la situazione e gli ha dato lo spazio per crescere”.

 

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