“Vedere la macchina che useremo nella mia prima stagione qui mi ha dato una certa emozione”. Fatica a nascondere il sorriso Adrian Newey, maestro della progettazione strappato alla Red Bull e oggi papà della AMR26. A volerlo fortemente in squadra è stato Lawrence Stroll, disposto a tutto pur di vedere la firma del genio sulla sua Aston Martin: “quando mio figlio Lance ha lasciato la pit lane a Barcellona penso fossimo sul punto di commuoverci. Era il frutto di un lavoro davvero durissimo concluso all’ultimo grazie a tanta passione”. E, in effetti, è così, dato che “la macchina usata in Spagna era tutta nera, non abbiamo nemmeno avuto il tempo di verniciarla”, spiega Newey.
Eppure, dietro alla AMR26 – svelata poi nel suo verde british – c’è un progetto nato da lontano: “ho iniziato a pensarci durante il mio periodo di gardening, ad aprile del 2024. Avevamo già un’idea di quali fossero i nuovi regolamenti e ho cercato di partire dalle basi, provando a capire quale fosse la soluzione migliore per queste nuove regole”.
E così, quando Newey ha iniziato ufficialmente il suo lavoro a Silverstone: “ho presentato la base del progetto, ne ho discusso con gli altri progettisti ed eravamo tutti d’accordo: la filosofia scelta era quella giusta e così l’abbiamo seguita”.
Newey: “Le scuderie convergeranno sulla soluzione che si rivelerà più giusta. Mi aspetto una lunga corsa agli sviluppi”
“C’è chi dice che io sia in grado di visualizzare i flussi d’aria semplicemente guardando una macchina – spiega Newey – ma chiaramente non è così. Cerco di studiare dove potrebbe andare un flusso e quali sono le probabilità che segua la linea che io ho disegnato”. E, anche per chi è abituato a disegnare solo con carta e matita, “un aiuto arriva anche dalla CFD. Uno strumento eccezionale per capire come si comporta l’aria. Anche se non è sufficiente: la tecnologia ti dice solo cosa succede in un dato momento, il segreto sta nel prendere quegli spunti e fare il passo successivo”.
E a proposito di passo successivo: “quando ci sono delle regole nuove, sono l’occasione per osare. Anche se la chiave per vincere sta nell’individuare la soluzione che poi si rivelerà giusta per tutti”. Come poi già successo anche nel 2022: “Quell’anno c’erano diverse interpretazione del regolamento poi una (quella di Red Bull e Newey) si è dimostrata la più corretta e anche gli altri team hanno iniziato a convergere verso quell’idea”. E in questo senso, la AMR26 rappresenta solo un punto di partenza: “Aspettatevi uno sviluppo enorme. Per noi come per le altre scuderie. Anche solo la macchina vista a Barcellona sarà molto diversa da quella di Melbourne, in Australia. E le novità arriveranno per tutta la stagione”.

Newey: “Aston Martin dispone della fabbrica migliore di tutta la F1. Caso motore Mercedes? Siamo tutti d’accordo tranne loro”
L’AMR26 è poi la prima Aston Martin nata nel nuovo avveniristico campus di Silvestone, voluto fortemente da Lawrence Stroll. “Un posto senz’altro piacevole dove lavorare – racconta Newey – e non è un dettaglio per chi ci ha passato oltre 12 ore al giorno. Tutto è molto ben organizzato e questo favorisce la collaborazione”. Anche se, chiaramente, la sola struttura non basta: “Abbiamo una fabbrica di primo livello, direi la migliore di tutto il circus, il che aiuta davvero tanto ma non è sufficiente. Il vero segreto è il personale che ha lavorato alla macchina. Sotto questo aspetto abbiamo fatto dei passi avanti davvero enormi”.
Non è mancato, infine, un commento sul “caso Mercedes”, il cui motore è sotto la lente d’ingrandimento della Federazione dopo le proteste avanzate dai motoristi rivali. “Sono chiaramente di parte – ha spiegato Newey – penso che tutti i motoristi siano d’accordo tranne uno, per cui non possiamo che aspettare e vedere come la situazione si evolverà in vista di Melbourne”.



