Negli ultimi quattro anni, gli sviluppi in corsa di McLaren sono stati una sentenza: quando il team di Woking portava nuove componenti in pista, il loro funzionamento non era solamente garantito – ma i guadagni erano spesso fuori portata per i rivali. Superata la complicatissima era a effetto suolo, nella quale correlazione tra simulazioni e pista erano difficilissime da ottenere, quest’anno la squadra di Andrea Stella non è stata perfetta. Il pacchetto di aggiornamenti introdotto a Baku aveva il compito di completare la scalata della MCL40 da terza forza a vettura competitiva su ogni tipologia di pista per dare fastidio a Mercedes nel finale di stagione. “La realtà è che questo fine settimana il nostro pacchetto vettura era al quarto posto in termini di prestazioni”, ha dovuto ammettere il TP dopo il weekend malese. Le difficoltà legate ad una mancanza di prestazione hanno avuto un impatto diretto sulla rincorsa nel Campionato Costruttori. Dopo il GP di Spagna, McLaren si trovava a 52 punti dal secondo posto: guadagnando meno di 6 punti a gara su Ferrari, avrebbe sorpassato la squadra italiana. Le stoccate dei GP di Azerbaijan e Bahrain non sono solamente una notizia negativa dal punto di vista prestazionale, ma il distacco è arrivato a 89 punti. Questo dato supera il precedente massimo stagionale tra le due squadre e ora servono più di 12 punti a weekend per rientrare.
Passo indietro McLaren dopo l’introduzione degli aggiornamenti: alcuni indicatori potrebbero preoccupare
“Abbiamo rivisto i dati e pensiamo che la vettura abbia funzionato come doveva per estrarre carico e grip meccanico”, l’analisi di Stella. Dall’altra parte, il confronto prestazionale tra le ultime gare estive e le prime gare autunnali, separate dall’introduzione di un grande pacchetto di aggiornamenti a Baku, è piuttosto chiaro. Nello specifico, gli ultimi due weekend sono uniti da un trend che, nonostante un campione così ridotto di gare a disposizione, inizia a preoccupare. L’aggiornamento estivo aveva mitigato sostanzialmente il problema della monoposto papaya nelle curve lente, ma in Azerbaijan e Malesia è stato fatto un grosso passo indietro. Dall’altra parte, uno degli obiettivi delle nuove componenti – la ricerca di efficienza – è stata raggiunta, con prestazioni tra le migliori stagionali. Tuttavia, per ora, il prezzo da pagare è stato alto. Dai dati raccolti negli ultimi due appuntamenti nasce un dubbio cruciale: prima Red Bull e poi Ferrari sono passate per una perdita di prestazioni a causa di una finestra di funzionamento più ristretta, ora è il turno di McLaren?

Globalmente, oltre ad un netto peggioramento nelle curve a bassa velocità, dall’introduzione delle nuove componenti la vettura ha perso competitività in tutte le tipologie di curve a fronte di un guadagno negli allunghi più contenuto. Se questo sia frutto unicamente dell’ultimo pacchetto di aggiornamenti oppure delle condizioni e layout di pista, questa è la domanda da un milione di dollari. “In realtà abbiamo aumentato il potenziale della vettura con gli aggiornamenti. Le informazioni che abbiamo ci dicono che è così. È più la competitività in pista a suggerire che sembriamo aver perso un po’ di terreno rispetto agli altri”, le parole di Andrea Stella in Malesia. Le parole del Team Principal italiano aprono alla possibilità che, pur disponendo di un potenziale assoluto maggiore, gli ingegneri stiano faticando ad estrarre la prestazione nelle diverse condizioni.
Nel corso della stagione diversi team hanno riscontrato un problema di restringimento della finestra operativa delle monoposto una volta introdotti gli aggiornamenti: è successo ad Haas in estate, a Ferrari negli ultimi due mesi ma anche ad altri. Ora, forse, potrebbe essere il turno di McLaren (e Mercedes?). Se Baku era chiaramente un tracciato dove la MCL40 avrebbe avuto difficoltà, c’era più fiducia per Sepang e l’asfalto doveva giocare a favore dei papaya. Tuttavia, McLaren non è mai stata al livello dei primi tre in Malesia. La monoposto di Woking è stata chiaramente quarta forza in qualifica e si è allontanata ulteriormente da Ferrari e Mercedes in gara con la perdita di prestazioni in curva. “Dobbiamo analizzare attentamente i risultati delle ultime due gare e capire come riportare le nostre prestazioni al livello che avevamo raggiunto intorno alla pausa estiva. Certamente alcuni dei nostri diretti rivali hanno fatto un significativo passo avanti, come Red Bull”. In attesa del prossimo circuito ‘vero’ ad Austin, l’obiettivo è quello di ottimizzare il pacchetto nel weekend Sprint di Singapore – un concentrato di curve a bassa velocità.
McLaren, a inizio Novembre altri sviluppi. Ecco le tappe da qui a fine anno
Se anche Singapore non riuscirà a fare chiarezza sui nuovi aggiornamenti, la conclusione sarà posticipata al GP delle Americhe. La tappa in Texas è cerchiata in rosso sui calendari di Woking, dove c’è l’aspettativa di andare molto forte. Intanto nel prossimo mese gli ingegneri avranno come obiettivo primario la comprensione del nuovo pacchetto, in attesa di ulteriori sviluppi. Inoltre, nella tournée americana non è da escludere la sostituzione delle componenti PU per montare l’ADUO Mercedes, ma il piano non è ancora noto.

“E poi affronteremo le gare finali. In realtà arriverà ancora qualcosa per gli ultimi Gran Premi. Quindi, si spera, potremo compiere un altro passo avanti e tornare in condizione di lottare per i podi”, ha anticipato Stella. Autoracer può confermare che sono previsti degli altri aggiornamenti sulla MCL40, il cui debutto è atteso attorno al GP di San Paolo, all’inizio di Novembre. Lo sviluppo sul progetto 2026 prosegue senza interruzioni come per gli altri top team, nonostante entrambi i Mondiali siano nelle mani di Mercedes. L’idea comune è che interrompere la curva di sviluppo, e con essa dei riscontri reali sulla direzione che si sta seguendo, non sarebbe una strategia ideale nonostante l’eventuale risparmio in ottica budget cap.



