La delusione c’è, ma in casa McLaren nessuno cerca alibi. Le qualifiche di Silverstone hanno fotografato una MCL40 lontana dai migliori: sesto posto per Lando Norris, ottavo per Oscar Piastri e un distacco di circa sette decimi dalla pole position conquistata da Kimi Antonelli. Un risultato che conferma le difficoltà già emerse durante il weekend e che il team principal Andrea Stella ha analizzato con grande trasparenza, indicando le aree in cui la monoposto paga terreno rispetto a Ferrari e Mercedes.
Tra problemi di grip, sensibilità al vento, utilizzo della power unit Mercedes e un percorso di sviluppo che, secondo Stella, ha subito un rallentamento già nella scorsa stagione, la squadra di Woking non nasconde le proprie debolezze, pur confidando negli aggiornamenti attesi nelle prossime gare.
McLaren, Norris: “Giro perfetto, ma siamo semplicemente troppo lenti”

Lando Norris non ha nulla da rimproverarsi sul piano della prestazione personale. Il britannico ritiene di aver sfruttato al massimo il potenziale della vettura, senza errori lungo il giro decisivo. “Ho migliorato in ogni singola curva e ho sentito di aver tirato fuori tutto dalla macchina. Il mio giro è stato fantastico, ero davvero felice”, ha spiegato. Il problema, secondo il pilota britannico, è esclusivamente tecnico: la MCL40 non è abbastanza competitiva su nessun tipo di curva né sui rettilinei. “Siamo semplicemente lenti. Siamo lenti in rettilineo e siamo lenti in tutte le curve. Non c’è nient’altro da aggiungere, al momento la macchina non è molto efficiente.”
Norris respinge anche l’idea che il team abbia peggiorato l’assetto rispetto alla qualifica sprint. “Abbiamo migliorato la macchina, siamo solo più lontani”. Per il britannico il divario è perfettamente coerente con quanto visto nelle ultime gare. “Ero a quattro decimi in Austria su una pista da un minuto. Questa è da un minuto e trenta e sono a sette decimi, quindi ha senso. Non siamo più lenti, siamo rimasti uguali. Forse il mio giro di ieri è stato magico, mentre oggi tutti gli altri hanno fatto un buon lavoro”.
La conclusione, allora, è netta. “Non ci sono scuse. La macchina non è abbastanza buona e lo sappiamo, dobbiamo solo continuare a lavorare sodo.”
McLaren, Piastri: “La macchina è nervosa ovunque”
Anche Oscar Piastri ha descritto un weekend piuttosto complicato, caratterizzato da una monoposto difficile da mettere nella corretta finestra di funzionamento. “Abbiamo faticato per tutto il fine settimana con il bilanciamento della vettura. E in queste condizioni meteo così mutevoli, le cose sono decisamente peggiorate”. Quando gli è stato chiesto dove mancasse il passo, l’australiano non ha avuto dubbi.“Ovunque. La macchina è semplicemente molto, molto nervosa. E quando ti trovi in questa situazione in ogni singola curva, specialmente in quelle ad alta velocità, non è per niente piacevole.”
Secondo Piastri, Silverstone ha semplicemente messo in evidenza un limite già visto in altre piste. “Le condizioni di oggi hanno esposto chiaramente i nostri punti deboli. Quando il grip è buono e la situazione è costante possiamo giocarcela a ridosso dei primi. Ma oggi non c’era nessun posto dove nascondersi”. Il problema, aggiunge, è strutturale. “Sembra che fatichiamo enormemente non appena le cose si fanno un po’ più difficili. Lo abbiamo visto in Canada e a Monaco quando le temperature delle gomme erano complicate da gestire. Fatichiamo quando il vento è forte. Quando qualcosa ci porta anche solo leggermente fuori dalla nostra zona di comfort, andiamo in crisi profonda”.
Anche le prospettive per la gara restano prudenti. “Sarà una corsa in salita. La Mercedes è decisamente un passo avanti, così come la Ferrari. Nella Sprint non sono sembrate imbattibili, vedremo cosa riusciremo a fare. Ma sarà dura.”
McLaren, Stella: “Mercedes utilizza strategie di motore che noi non disponiamo”

L’analisi più approfondita è arrivata però da Andrea Stella, che ha spiegato come Silverstone abbia evidenziato tutte le debolezze della MCL40. “Questo è un circuito in cui abbiamo un po’ meno aderenza complessiva rispetto, per esempio, all’Austria. La macchina scivola molto. Oggi c’erano raffiche di vento e, in queste condizioni, vengono premiate le vetture con il miglior comportamento in curva”.
Per questo motivo Ferrari e Mercedes hanno aperto un margine importante. “Non sono sorpreso che Ferrari e Mercedes abbiano creato un gap su Red Bull e McLaren quando le condizioni di aderenza sono così difficili.” Ma non è soltanto una questione aerodinamica. Secondo Stella, Silverstone mette particolarmente sotto pressione anche la gestione della componente ibrida della power unit Mercedes. “Sembriamo avere ancora un piccolo deficit nell’estrarre il massimo dalla power unit Mercedes”. Analizzando i dati GPS, McLaren ritiene infatti di lasciare prestazione sul tavolo soprattutto nei rettilinei. “Dobbiamo mantenere aperta la conversazione con Mercedes perché c’è della performance che sembriamo lasciare sul tavolo”.
Il team principal ha confermato che McLaren non dispone ancora dell’ultima specifica della power unit della Stella, pur sottolineando come i rapporti con Brixworth restino eccellenti. “Abbiamo discusso con loro sul motivo per cui non stiamo ancora ricevendo questa specifica. Capiamo le ragioni. Ci fidiamo.” Stella ha inoltre ammesso la sorpresa nel vedere Mercedes utilizzare alcune strategie di gestione della power unit che sembrano non essere ancora disponibili sulla McLaren. “Ci ha un po’ sorpreso perché non è qualcosa di cui abbiamo discusso e non sono sicuro che sia disponibile anche per noi”.
Il ritardo nasce dallo sviluppo del 2025
L’aspetto più interessante riguarda però l’origine del gap tecnico. Secondo Stella, parte dell’attuale ritardo deriva dalle scelte progettuali effettuate durante la scorsa stagione, quando la lotta mondiale con Max Verstappen costrinse il team a concentrare molte risorse sulla monoposto in pista. “Parte del ritardo che sperimentiamo al momento è stato accumulato durante lo sviluppo nel 2025”.
La McLaren ha quindi corretto alcune direzioni progettuali soltanto negli ultimi mesi. “Ora abbiamo una direzione chiara in termini di sviluppo, ma servono uno o due mesi perché i cambiamenti aerodinamici producano effetti concreti”. I primi risultati dovrebbero arrivare già dal Gran Premio d’Ungheria. Nonostante il risultato delle qualifiche, Stella ritiene che sul passo gara la situazione possa essere leggermente migliore grazie alla gestione degli pneumatici. “La Sprint è stata un po’ un’overdelivery rispetto al nostro potenziale. In gara sembriamo avere un piccolo vantaggio nella gestione del degrado gomme rispetto alla Red Bull”. Il team principal resta però realista. “Penso che domani sarà un po’ più difficile Speriamo che il vento sia meno a raffiche, perché oggi abbiamo visto chiaramente quanto soffriamo in queste condizioni.”



