Miami ha segnato il primo vero cambio di passo della stagione per la McLaren. Dopo le prime gare disputate con una MCL40 ancora molto vicina alla base tecnica vista ad inizio anno, il team di Woking ha portato in Florida un vasto pacchetto aerodinamico, con interventi sul fondo, sulle fiancate, sul raffreddamento, sull’ala posteriore e su diversi dettagli aerodinamici attorno ai gruppi ruota. Insomma, non un aggiornamento di dettaglio ma una revisione pensata per migliorare il modo in cui la vettura genera, distribuisce e mantiene stabile il carico aerodinamico.
McLaren ha ribilanciato la MCL40 con il pacchetto Miami
Il nuovo pacchetto ha confermato la volontà degli ingegneri McLaren di non intervenire su un singolo punto della vettura, ma sull’intero percorso dei flussi, lavorando soprattutto sul fondo e sulla gestione dell’aria verso un posteriore che non è stato il punto forte della MCL40 nelle primissime gare dell’anno. Il tema comunque non è soltanto il carico aerodinamico aggiunto ma la qualità con cui questo carico resta stabile quando la vettura frena, si inserisce e percorre la curva. È qui che la MCL40 ha mostrato il progresso più interessante. In queste curve serve una vettura stabile, che entri con precisione, ruoti senza perdere appoggio e consenta al pilota di mantenere velocità a centro curva senza dover correggere continuamente.

Il confronto con la Mercedes aiuta a chiarire la natura del miglioramento. Nelle prime gare il quadro era abbastanza chiaro con una MCL40 che faticava a trasformare il potenziale della vettura in una prestazione continua nelle curve medie con gap rifilati dal riferimento tecnico, la Mercedes, sia a Melbourne che in Cina e a Suzuka. A Miami, invece, qualcosa è cambiato. La McLaren continua a non costruire il proprio tempo nei rettilinei, dove la Mercedes W17 resta molto efficace, soprattutto nelle fasi di accelerazione e allungo iniziale. Tuttavia, la MCL40 è ora molto più competitiva nelle curve di media velocità, dove Norris è risultato essere sensibilmente più competitivo rispetto ad Antonelli. È questo il segnale più importante dell’aggiornamento: la MCL40 non è diventata ad un tratto una vettura super efficace in rettilineo, ma ha trovato prestazione nella zona del giro dove prima faticava di più.
Mercedes molto forte in rettilineo, il pacchetto Canada cambierà il compromesso?
La MCL40 paga ancora nei tratti di rettilineo, così come nel lento il vantaggio Mercedes non è stato cancellato del tutto. Tuttavia, nelle curve veloci il confronto è quasi allineato e, soprattutto, nelle curve medie, dove serve stabilità laterale, precisione dell’anteriore e sostegno del retrotreno, la vettura papaya è tornata a comandare il gruppo come spesso successo lo scorso anno. Le modifiche al fondo e alla gestione dei flussi verso la parte posteriore avevano lo scopo di rendere il carico più stabile e meno sensibile alle variazioni di assetto. In termini semplici, la vettura deve continuare a generare una deportanza coerente anche quando frena, si inserisce, cambia l’altezza da terra, trasferisce carico sull’avantreno e poi torna progressivamente sul gas. È in queste transizioni che una monoposto moderna può diventare difficile da guidare: se il carico arriva in modo brusco o si sposta troppo rapidamente tra anteriore e posteriore, il pilota perde fiducia ed è costretto a correggere; se invece il carico è più progressivo, può portare più velocità dentro la curva.
A Miami, la McLaren è sembrata più prevedibile proprio in queste fasi. L’anteriore ha dato l’impressione di essere ancora più solido in inserimento, mentre il retrotreno ha seguito con maggiore coerenza nella fase di appoggio, un qualcosa che mancava nelle prime tre gare.

In questo quadro chiaramente entra anche il peso. La MCL40 aveva iniziato la stagione con un margine di alleggerimento ancora da sfruttare e il lavoro fatto dal team di Woking non va letto soltanto come un guadagno cronometrico diretto. Una vettura più leggera accelera meglio, ma soprattutto cambia direzione con più prontezza, richiede meno energia in frenata, ruota con minore inerzia e può ridurre lo stress sugli pneumatici nelle fasi di trazione. Nelle curve medie questo diventa decisivo: meno massa significa una risposta più rapida ai comandi del pilota e una base aerodinamica più stabile permette invece di mantenere più velocità senza perdere equilibrio. Il grande miglioramento, quindi, nasce dalla somma di più fattori.
Mentre la Mercedes W17 continua a essere un riferimento nelle fasi a basso drag, in attesa di un importante pacchetto che arriverà nel weekend del GP del Canada, la MCL40 sembra aver trovato il beneficio più netto nella parte più tecnica del giro. Ora la vettura papaya è una vettura molto più completa, seppur ancora distante dalla Mercedes nei rettilinei ma molto competitiva nella parte del giro in cui contano percorrenza, stabilità laterale e qualità del carico. Ed è proprio questo il segnale più importante dell’aggiornamento, considerando che la W17 potrebbe modificare il suo compromesso man mano verrà evoluta, a partire dal GP del Canada.



