Lo strano caso di Bottas: la batteria detta anche gli errori adesso?

Set 28, 2026

Andrea Vergani

Il fine settimana di Baku ha fatto parlare di molti temi: il primo grande errore di Kimi Antonelli secondo alcuni potrebbe aver aperto uno spiraglio per Russell, McLaren ha deluso prestazionalmente e nel risultato, l’incidente di Colapinto ha aperto per l’ennesima volta il capitolo delle reazioni sociali fuori controllo in una Formula 1 sempre più popolare. Tra tutto questo, uno dei temi più interessanti è stato l’incidente di Valtteri Bottas al cinquantesimo giro che ha anche rischiato di mettere in discussione la vittoria di Russell. Infatti nel tratto di curva 15 Verstappen ha guadagnato circa sette decimi sul leader sotto bandiera gialla, creandosi un’opportunità sul rettilineo finale. Il ritiro del finlandese ha concluso una gara complicatissima nella quale Perez girava tra uno e due secondi più veloce del compagno. Quello che fa storcere il naso è il modo in cui Bottas è arrivato a muro: nella fase finale della frenata, appare evidente come l’elettrico abbia dato un apporto non richiesto e il pilota della Cadillac non abbia avuto modo di evitare il muro di curva 15. 

PU 2026 sempre più bocciate: duelli artificiali e batterie protagoniste anche degli errori! 

In un anno dove moltissimi appassionati ed esperti hanno messo severamente in discussione i regolamenti, vedere un incidente causato unicamente dal software che gestisce la metà della potenza totale è uno schiaffo al significato della Formula 1. Ma cosa è successo? “Alla fine della gara, ho avuto un bloccaggio in curva 1 e sono uscito di pista, quindi credo che i sistemi si siano un po’ confusi a causa della distanza in più che avevo percorso” ha commentato Bottas. La telemetria mostra benissimo questo problema: rispetto al giro precedente, la traccia della velocità si è trovata in “ritardo” di circa 90 metri per via della distanza percorsa in più nel giro dell’errore. “Poi ho subito un forte super clip alla curva 15 e, quando ho frenato, hanno funzionato solo i freni anteriori e mi è sembrato che il posteriore non stesse più accumulando energia”. 

Confronto telemetrico tra giro 49 (grigio) e 50 (giallo) di Valtteri Bottas, Cadillac | Autoracer.it

La telemetria conferma le parole del finlandese: dopo una fase di circa duecento metri di insolito super clipping in cui la velocità cala di 56 km/h, la fase di frenata ha un gradiente nettamente diverso dal giro prima. Dalla spiegazione tecnica, l’incidente ricorda quanto successo a Charles Leclerc nella gara di casa – nonostante sia avvenuto per motivi ben diversi. In questo caso, il software ha probabilmente interpretato quella situazione come una fase di accelerazione e ha impedito all’MGU-K di agire da freno, condannando Bottas alle barriere di curva 15. Senza il contributo frenante della Power Unit, i freni meccanici da soli non sono riusciti a fermare la vettura. Il pilota in questo caso, come in molte circostanze nel corso dell’anno, è stato solamente un passeggero. Oltre a sottolineare la differenza tra il software Cadillac e uno indubbiamente più sviluppato come quello McLaren, che non ha dato problemi a Piastri e Norris nei giri del lungo in curva 1, quanto accaduto porta a riflettere sullo stato della Formula 1 attuale. Quest’anno le Power Unit hanno iniziato a dettare chi può permettersi di accelerare prima in qualifica e chi vince un duello; è inaccettabile che stiano anche rendendo artificiali gli errori dei piloti.   

Domenicali ha spesso ribadito come l’interesse della Formula 1 non si allinea con quello degli appassionati più tenaci dello sport. Weekend nel formato Sprint costringono a seguire sessioni già dal venerdì, gare con più sorpassi attraggono spettatori e la nuova ondata di appassionati è più interessata a eventi e attività extra-sportive che aiutano a comunicare con nuove realtà. “I tifosi non si soffermano sulle discussioni tecniche più complicate. A molti l’utilizzo della batteria nei sorpassi non interessa”, aveva dichiarato il CEO di Formula 1 a fine Luglio. I numeri commerciali danno ragione alla direzione intrapresa, ma il successo di oggi non è una garanzia per il domani. Strappare il DNA di uno sport per massimizzare lo spettacolo non può essere una strategia a lungo termine: la moda fa molto rumore ma non può essere messa sullo stesso piano della passione. A quasi un anno dal debutto, il regolamento tecnico attuale non può che essere bocciato ma si dovranno attendere diversi anni per un nuovo capitolo.

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