Leclerc: “Dominio McLaren frustrante, ma a Monza andrà meglio di Zandvoort”

Set 4, 2025

Chiara Scaccabarozzi

Il 16° appuntamento del mondiale 2025 di Formula 1 è quello più atteso da tutti gli italiani: il circus arriva a Monza, dove la Ferrari sarà accolta dalla famosa ‘marea rossa’ dei tifosi presenti in tribuna. Dopo aver avuto un assaggio dell’affetto del pubblico nell’evento organizzato mercoledì a Milano, oggi Leclerc e Hamilton sono protagonisti nel media day al circuito. Mentre il weekend del britannico, primo all’Autodromo in tuta rossa, parte già in salita a causa delle 5 posizioni di penalità ricevute a Zandvoort, il monegasco è sfuggito all’infrazione in seguito al sorpasso su Russell che i commissari hanno giudicato pulito. A Monza l’obiettivo di tutta la scuderia di Maranello è far bene davanti ai propri tifosi, ma il gap che la McLaren ha nei confronti degli avversari è difficilmente colmabile da un weekend all’altro. Di questi argomenti ha parlato Charles Leclerc alla vigilia delle libere monzesi.

VERSO MONZA

In una stagione dalle evidenti difficoltà, la spinta del pubblico può rivelarsi una carta molto importante per le sorti della gara. L’anno scorso Leclerc aveva sorpreso con una strategia diversa che gli è valsa la vittoria davanti alle due McLaren, ma quest’anno il team sembrerebbe puntare qualcosa di più lineare: “I tifosi forse ci possono aiutare, ma vedremo come andrà. Ovviamente la strategia quest’anno sembra un po’ più chiara rispetto all’anno scorso, quindi forse è una carta in meno che abbiamo da giocare, ma vedremo. Aspettiamo domenica e dopo proveremo a sorprendere i nostri avversari nella nel migliore dei modi. Qualunque esso sia, alla fine l’obiettivo deve essere vincere, che sia a Monza o altrove. Qua abbiamo anche la spinta dei tifosi, è un weekend molto speciale e spero di farcela”. Non nasconde però qualche vena di ottimismo dopo il weekend da dimenticare in Olanda: “Spero di non sbagliarmi, ma sono abbastanza convinto che sarà un weekend migliore rispetto a Zandvoort, che è stato molto difficile per noi. In quelle curve molto lunghe sembriamo faticare di più, e non è una novità: è così da anni. A Monza invece dovrebbe andare meglio, perché le curve lunghe sono ad alta velocità, mentre soffriamo soprattutto in quelle lente. Penso quindi che andrà meglio qui. Non significa che saremo al livello della McLaren, non credo che siano loro la squadra da battere, ma saremo vicini.”

Il layout del circuito di Monza può aiutare le due Ferrari, anche se le monoposto McLaren partono ovviamente come favorite. Nelle nove gare rimanenti, Leclerc indica quali possono essere quelle dove possono nascere sorprese: “Realisticamente non c’è una pista dove pensiamo di essere più forti della McLaren, ci sono le piste però dove saremo più vicini. Spero nelle qualifiche a Baku, che è sempre stato una delle mie preferite, quindi spero che questo possa fare la differenza lì, anche se in gara purtroppo spesso abbiamo più fatto fatica. Monza è stato una delle gare dove abbiamo avuto delle sorprese, così come Singapore e Las Vegas, che è così particolare che qualche volte può venir fuori qualcosa che non ci aspettiamo. A Singapore la qualifica fa tanto, quindi se facciamo tutto perfetto lì perché no? Le altre la vedo molto difficile perché sono comunque piste in cui è abbastanza facile sorpassare e quindi star davanti dopo una buona qualifica è più è più difficile.”

Nella seconda metà della scorsa stagione, la McLaren ha iniziato a sorprendere tutti con una monoposto nettamente più veloce delle altre e che si comporta bene in ogni situazione. Questo non può che far nascere discontento tra gli avversari, incapace di potersela giocare ad armi pari con Norris e Piastri. “È frustrante”, spiega Leclerc, “Purtroppo è da un po’ che ho questo feeling, perché non ho ancora avuto l’opportunità di avere una macchina, a parte nell’inizio del 2022 forse, pronta a battagliare regolarmente per le vittorie. Però quello non cambia la mia motivazione, forse quella rabbia la cambio in motivazione, anche perché hai voglia di fare qualcosa di più, cosa che sulla carta non sembra molto realistica. Però, se ce la fai, come l’abbiamo fatto l’anno scorso ad esempio, la gioia è ancora più grande.”

IL WEEKEND A ZANDVOORT

Ci siamo lasciati con un doppio DNF a Zandvoort da parte della Ferrari: Hamilton è finito a muro, mentre Leclerc è stato protagonista di un incidente innescato da Antonelli mentre cercava il sorpasso in maniera ottimistica. Al termine della gara il rookie è stato visto entrare nel box di Maranello per porgere di persona le sue scuse a Charles e al team, ma i due piloti non si sono incrociati. È lo stesso monegasco a spiegare quanto accaduto: “Purtroppo io sono dovuto andare subito all’aeroporto e non l’ho ancora visto da quando sono arrivato qua, ma ci siamo parlati al cellulare”. Già al termine della gara aveva commentato l’errore di Kimi; a Monza ripete quanto già affermato: “Su una pista così bisogna essere incisivo, aggressivo e bisogna prendere rischi. Purtroppo questa volta non è andata bene per lui. È successo anche a me, è successo a tutti. Fa sempre male quando finisce la mia gara, però è così e succede.”

Se Antonelli non ha indovinato il sorpasso, Leclerc ne ha fatto uno clamoroso ai danni di Russell, che l’ha accusato di essere andato fuori pista. Il britannico non è stato l’unico ad aver giudicato la manovra al limite, ma i commissari l’hanno trovata corretta e non hanno penalizzato il monegasco, che spiega l’accaduto. “Non abbiamo nemmeno noi una vera percezione di come la direzione gara ha valutato l’episodio, ma certamente quando ci si trova nella stanza degli steward ognuno porta avanti le sue ragioni per difendersi. Sicuramente vedevamo la situazione in maniera diversa: io ero molto contento del mio sorpasso, anche se sapevo che era molto al limite, ma alla fine mi piace gareggiare così. È al limite? Sì, lo è. Andare all’esterno della 11 sarà sempre un po’ al limite nella 12, quindi sapevo che sarebbe stato molto vicino, forse anche troppo. Ero consapevole di questi rischi sapendo che la macchina davanti a me è quella con cui stiamo battagliando per i Costruttori. Quindi in questi casi si possono prendere più rischi. Non ho nessun rimpianto per quello. Se avrò un’altra opportunità di fare lo stesso e di guadagnare una posizione e lo rifarò.”

Infine, chiude il capitolo Zandvoort spiegando gli aspetti positivi, sottolineati anche dal team principal Vasseur: “Credo che ci siano stati molti insegnamenti ed è stato questo l’aspetto positivo. Però, la performance generale è stata molto scarsa, quindi non vedo molti lati positivi. Una cosa certa è che siamo migliorati molto dal venerdì al sabato: il venerdì eravamo in grossa difficoltà, a un secondo e mezzo in FP1, mentre in qualifica eravamo molto più vicini e senza un errore avrei potuto fare P4, molto meglio di quanto ci aspettassimo. Quindi abbiamo imparato tanto da quel weekend. Ricordo che anche l’anno scorso, dopo Zandvoort, facemmo un passo avanti proprio grazie alle lezioni imparate. È una situazione simile. Ecco perché c’era un po’ di ottimismo, ma nel complesso resta stato un weekend particolarmente difficile per noi”.

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