Se Verstappen ha almeno potuto salvare una rimonta importante, la gara di Isack Hadjar è invece terminata prematuramente. Il giovane pilota francese era partito terzo e sembrava pronto a inserirsi nella lotta per il podio, ma un problema alla power unit lo ha costretto al ritiro all’undicesimo giro, con il motore che ha ceduto definitivamente.
Hadjar ha raccontato di aver capito fin dai primi metri che qualcosa non stava funzionando: “Sapevo che il motore sarebbe esploso dopo curva 1, il suono è cambiato completamente dopo la partenza. Le temperature erano alte. L’unico punto positivo è che ho fatto una super partenza e poi non ho più batteria, sembrava di guidare una V8 Supercar. È un peccato perché avevo fatto tutte le procedure correttamente. Il suono era ridicolo e sapevo che a un certo punto sarebbe saltato. E quando ho pensato: ‘Oh, sto andando in testa’, non ho più avuto potenza. Per un paio di giri ho speso tempo per recuperarla. Il motore ha fatto un suono terribile, dunque sapevo che non avrei finito la gara. È un peccato. Penso che me la sarei giocata con Lewis, credo”.

Hadjar, così come altri piloti partiti nelle prime posizioni, è arrivato al via senza energia nelle batterie. Questo scenario ha sorpreso la maggior parte dei piloti in quanto non c’è mai stata la possibilità di simulare questa situazione in partenza durante i test. Un esempio è anche quello di Antonelli, che non è riuscito a fare i burnout a causa della batteria scarica, il che lo ha portato allo spegnimento dei semafori a pattinare parecchio per mancanza di temperatura nell’asse posteriore. “Il fatto che io sia arrivato alla partenza senza energia non è dovuto a un guasto. Dobbiamo solo fare meglio le cose, cercando di non ripetere questa situazione in futuro. Non siamo riusciti a simulare questo scenario nei 6 giorni di test e nemmeno nelle prove libere. È stato un caso nuovo. Farlo in gara è diverso, ma è stata comunque una buona esperienza”, ha spiegato.

Riguardo al ritiro lato motore ha affermato: “Credo che il problema siano state le temperature, non la batteria. E il suono del motore è stato terribile. Sapevo che sarebbe esploso. Ho fatto tutto correttamente nelle procedure fino alla partenza. Ed è andata così”. Il ritiro lascia inevitabilmente l’amaro in bocca, soprattutto considerando il potenziale mostrato durante il weekend. L’ex Racing Bulls ha infatti spiegato come avrebbe voluto semplicemente poter correre la sua gara e giocarsela con gli altri davanti: “No, non è quello che volevo. Mi sarebbe piaciuto che la macchina si comportasse come venerdì, quando il passo era buono, il motore… l’erogazione era regolare, tutto funzionava. In quel caso sarebbe stato bello. Con la partenza che ho fatto, è sicuro che saremmo andati in testa. E poi ci saremmo divertiti a battagliare con gli altri. E mi sarebbe piaciuto almeno finire la gara.”



