A Singapore il nuovo pasticciaccio brutto della FIA: l’errore della Direzione Gara fa infuriare Sainz

Ott 9, 2026

Luca Manacorda

Un altro clamoroso pasticcio della FIA scuote la Formula 1 a Singapore. A meno di una settimana dalle rocambolesche vicende della Malesia, questa volta l’epicentro del caos è Marina Bay, teatro delle qualifiche Sprint del Gran Premio di Singapore: un incredibile errore umano all’interno della Direzione Gara ha condizionato pesantemente l’esito della SQ1, provocando polemiche e l’amarezza dei piloti rimasti esclusi.

La dinamica dei fatti: l’Overtake Mode “dimenticato”

L’origine dell’incidente risale all’inizio della sessione, quando la bandiera rossa è stata esposta a causa dei detriti lasciati in pista dalla vettura di Sergio Pérez. Come da regolamento, in questi casi per motivi di sicurezza il sistema disattiva automaticamente la mappa motore extra legata all’Overtake Mode, azzerando il surplus di potenza elettrica erogabile dai propulsori.

Trattandosi di una procedura di sicurezza, il ripristino dell’Overtake Mode alla ripartenza non avviene in automatico: spetta a un funzionario della FIA riattivarlo manualmente dalla control room prima che le vetture rientrino sul tracciato per completare i rispettivi tentativi lanciati. Tuttavia, quando la corsia box è stata riaperta e i piloti sono tornati in pista per giocarsi l’accesso alla SQ2, l’interruttore non è stato azionato. Sono stati gli stessi piloti e i muretti box ad accorgersi dell’anomalia, segnalando immediatamente via radio la mancanza di potenza.

Per cercare di rimediare, la Direzione Gara ha attivato il sistema mentre le vetture erano già nel bel mezzo del loro giro veloce, lasciandolo acceso per soli 27 secondi prima di spegnerlo di nuovo per timore di alterare l’equità della sessione. Un’azione correttiva scomposta che ha finito per creare una disparità ancora maggiore: le auto si trovavano infatti in punti totalmente diversi del circuito, penalizzando chi non ha potuto beneficiare della potenza extra nell’allungo decisivo. A farne le spese più di tutti è stato Carlos Sainz, ultimo ed eliminato insieme al compagno di squadra Alex Albon, ad Arvid Lindblad, Lance Stroll e alla coppia della Cadillac composta da Valtteri Bottas e Sergio Pérez.

La posizione e il mea culpa della FIA

A sessione conclusa, la Federazione ha rilasciato una nota ufficiale ammettendo le proprie responsabilità: “La FIA conferma un errore umano in Direzione Gara, slegato dal problema di cronometraggio riscontrato anch’esso in SQ1. Quando è diventato evidente che l’Overtake Mode non era attivo dopo la ripartenza, è stato attivato per un periodo di 27 secondi prima di essere nuovamente disattivato. La FIA riconosce che questo sfortunato errore umano ha avuto un impatto sulle prestazioni di alcune vetture in base alla tempistica del loro giro e alla posizione sul tracciato. La seconda e la terza sessione della Sprint Qualifying non sono state influenzate“.

Nonostante l’ammissione di colpa, l’esito della sessione è stato congelato. I team danneggiati mantengono il diritto di sporgere reclamo formale, ma le opzioni in mano ai commissari appaiono limitate: annullare il risultato della qualifica creerebbe un caso senza precedenti e non esistono norme chiare per ridefinire la griglia di partenza della Sprint Race.

La rabbia di Sainz: “In Malesia hanno fermato tutto, qui no”

Chi non ha nascosto la propria frustrazione è Carlos Sainz, che si è scagliato apertamente contro la gestione dell’evento da parte della Federazione: “Metà delle macchine ha fatto il giro con un motore più potente di mezzo secondo rispetto agli altri. C’è stato l’ennesimo problema di software sulle vetture e questa volta ci siamo trovati dalla parte sbagliata della barricata“.

Lo spagnolo della Williams ha poi sollevato un interrogativo imbarazzante sulla continuità di giudizio della Direzione Gara, confrontando l’episodio di Singapore con quanto accaduto soltanto domenica scorsa: “Per qualche motivo la FIA, a differenza di quanto fatto a Sepang, non ha deciso di tutelare l’equità sportiva ed è stata contenta di far girare metà delle auto in qualifica con più potenza rispetto all’altra metà. Sono un po’ confuso sul perché questo sport continui ad agire in modo diverso a seconda di chi viene eliminato in Q1 o di chi finisce fuori al primo giro“.

Albon Williams Singapore

Il team principal della Williams, James Vowles, ha aggiunto a riguardo: “Confidiamo che la FIA analizzi a fondo l’accaduto. Questo inconveniente non cambia il fatto che le prestazioni della nostra vettura non siano ancora al livello desiderato: senza tale problema, avremmo avuto il potenziale per portare entrambe le auto alla seconda fase delle qualifiche Sprint, ma ora ci concentreremo sul massimizzare i risultati di domani“.

A recriminare per quanto accaduto è anche Lance Stroll che, a differenza dell’altra Aston Martin di Fernando Alonso, non ha passato il taglio: “Finora ho faticato a trovare il giusto feeling con la macchina su questo tracciato e, non avendo a disposizione la modalità di sorpasso durante il mio secondo giro di spinta, ho perso ogni possibilità di lottare per accedere alla Q2“.

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