La Ferrari era attesa ad un weekend veramente importante a Montecarlo, sfruttando al meglio le caratteristiche della SF-26 e pensando che sarebbero venuti un po’ meno i punti di forza della W17. Il risultato ha ribaltato i pronostici, con il dominio di Kimi Antonelli. Così anche al Montmelò; con il forte caldo e una difficoltà a gestire degli pneumatici più morbidi di quelli della passata stagione, si pensava ad un possibile dominio da parte della Mercedes ma, ancora, ciò non è avvenuto. Anzi, è arrivata la sorprendente vittoria di Lewis Hamilton e della Ferrari, sicuramente quando meno ce la si aspettava.
Il successo della Scuderia di Maranello in Spagna è stato certamente merito anche di una strategia aggressiva, nonché dell’impossibilità di Mercedes di favorire l’uno o l’altro pilota alla settima gara stagionale, ignorando così la forza e le qualità del duo Hamilton/SF-26 ma focalizzandosi solo sulla minaccia dell’undercut di Norris. Ne è uscita una strategia a metà tra due e tre soste, che avrebbe comunque messo a serio rischio la vittoria di Russell o Antonelli anche senza la Virtual Safety Car per il KO tecnico di Alonso.
La Ferrari ha il miglior telaio della griglia
La Ferrari è stata l’unica a portare un importante pacchetto di sviluppi in questa tappa, ed in un momento in cui la curva di sviluppo è ripida, questo può fare la differenza. Toto Wolff ha spinto ed ingigantito a modo suo la situazione: “Il pacchetto Ferrari è enorme, hanno completamente cambiato la macchina. Noi non possiamo permetterci una cosa simile in era di cost cap”. Non è proprio così, seppur un fondo di verità sull’utilizzo del budget a disposizione ci sia. Comunque anche la Mercedes porterà aggiornamenti alla sua W17, meno concentrati in un unico pacchetto ma più dilazionati almeno nel brevissimo termine.

Certamente la SF-26 è cambiata molto. Le novità hanno riguardato l’ala anteriore, il fondo, le pance e il diffusore, tutte zone che costituiscono una parte importantissima delle nuove vetture e la Rossa con tutti gli aggiornamenti apportati tra Miami e Spagna ha fatto un salto importante in termini di prestazione. Una conferma che ci ha dato il Montmelò, solitamente il riferimento dal punto di vista aerodinamico, è che la SF-26 è la regina della griglia in questo ambito. A riguardo, Norris ha utilizzato parole poco interpretabili: “Se Ferrari avesse il miglior motore, dominerebbe. Sono il benchmark in termini di prestazioni in curva al momento e se dovessero fare miglioramenti sul motore metterebbero tutti in imbarazzo”. A seguire le parole di Andrea Stella che ha confermato come la SF-26 abbia attualmente il miglior telaio della griglia. Tutto ciò è curioso se si pensa quante critiche erano piovute tra tifosi ed anche addetti ai lavori dopo il dominio di Antonelli a Montecarlo sulla bontà telaistica e le scelte tecniche di Loic Serra e Diego Tondi, tuttavia, il Principato rimane una gara a sé stante, mai realmente indicativa. Barcellona lo è certamente di più, molto di più e a sottolineare la bontà del lavoro in Ferrari ci hanno pensato i rivali oltre che i risultati in pista.
Mercedes spaventata dalla forza Ferrari, non da Barcellona ma da settimane
In casa Mercedes hanno sempre tenuto d’occhio la Rossa e Toto Wolff ha sempre avuto il timore che la possibilità di utilizzare l’ADUO fornisca le armi a Frédéric Vasseur e ai suoi uomini per essere realmente in lotta nel mondiale. Non sono state casuali determinate uscite del manager austriaco qualche settimana fa. “Il principio dell’ADUO è permettere ai team che sono in difficoltà con la power unit di recuperare terreno, ma non di superare gli altri. Deve essere molto chiaro che qualsiasi decisione presa, su quale team riceva l’ADUO, può avere un grande impatto sulle prestazioni e sul campionato se non viene fatta con assoluta precisione, chiarezza e trasparenza” disse Wolff in una conferenza ad alcuni media selezionati, tra cui AutoRacer.

Chiaramente, Barcellona è una gara di 22, serviranno ulteriori conferme da qui alla pausa estiva ma i due secondi posti e la vittoria nel GP di Spagna mettono chiaramente la Ferrari in una posizione importante, nonostante i 41 punti di distacco di Lewis Hamilton da Kimi Antonelli. “Valeva gli altri anni, non quest’anno. Lo sviluppo sarà importante e può cambiare tutto. L’importante è portare prestazione ad ogni gara” ha detto Frédéric Vasseur al termine del GP di Spagna. Di questo parere è tutto sommato anche Charles Leclerc, che però aggiunge un tassello ossia le condizioni ambientali. “Gli aggiornamenti hanno funzionato, la macchina andava forte, ma le condizioni hanno ingigantito la situazione”.
Il ‘segreto’ della Rossa è stato disporre di tanto carico aerodinamico, scivolare meno e gestire dunque al meglio le gomme. A questo ha contribuito anche un aggiornamento nella zona dei cerchi, che ha aiutato la SF-26 a migliorare nella gestione degli pneumatici posteriori. Il caldo eccessivo non ha giocato a favore invece di Mercedes, che rimane comunque il pacchetto di riferimento, il più completo, ma con importanti noie alle batterie che stanno necessitando di ulteriori accorgimenti prestazionali rispetto all’inizio della stagione. Al contrario, alcune modifiche sotto il cofano della SF-26, hanno permesso agli ingegneri del team di Maranello di ridurre gli sfoghi d’aria rispetto all’inizio di stagione, presentandosi in qualifica e gara con un cofano motore piuttosto chiuso e molto efficiente. Non è un caso che tra aggiornamenti aerodinamici, un corpo vettura più efficiente e i problemi di affidabilità Mercedes, la SF-26 non abbia sfigurato troppo al Montmelò dal punto di vista motoristico. E se il gap di motore si accorcia, la bontà del progetto SF-26 viene a galla dando la possibilità a Hamilton, per ora, di lottare costantemente per il podio e poter sfruttare le occasioni come quella capitata in Spagna per vincere.



