Ferrari, D’Ambrosio: “Continuiamo a massimizzare il pacchetto in pista e a sviluppare la vettura a Maranello”

Lug 15, 2026

Luca Manacorda

La Formula 1 riaccende i motori sul leggendario circuito di Spa-Francorchamps per il Gran Premio del Belgio, decimo appuntamento del campionato del mondo 2026. Dopo la vittoria di Silverstone, c’è grande curiosità per capire quali saranno le prestazioni della Ferrari su un altro tracciato in cui il motore gioca un ruolo fondamentale. La scuderia di Maranello non ha lasciato nulla al caso, sfruttando il filming day sul nuovo circuito di Madrid per testare alcune soluzioni che potremo vedere adottate in questo fine settimana.

Spa rappresenta una delle sfide più probanti dell’intero calendario, unendo sezioni ad altissima velocità con curve estremamente tecniche che mettono a dura prova l’efficienza complessiva delle monoposto. In questa occasione le squadre torneranno a confrontarsi con il format tradizionale del weekend, potendo sfruttare tre sessioni di prove libere per deliberare gli assetti più idonei. Con i suoi 7.004 metri, il circuito belga si conferma la pista più lunga del Mondiale e richiede una precisione millimetrica nella ricerca del compromesso aerodinamico per affrontare curve d’appoggio come Pouhon e Blanchimont e lunghissimi rettifili, tra cui spiccano l’iconica sequenza Eau Rouge-Raidillon e il rettilineo del Kemmel. A complicare ulteriormente le scelte dei muretti box interviene la variabile meteorologica: la lunghezza del circuito favorisce microclimi differenti, rendendo frequente lo scenario di una pista bagnata in un settore e completamente asciutta in un altro.

L’analisi di Vasseur: compattezza di squadra per un weekend impegnativo

Il Team Principal della Scuderia Ferrari HP, Fred Vasseur, ha presentato l’evento sottolineando ancora una volta l’importanza di eseguire alla perfezione ogni singola procedura operativa in un fine settimana caratterizzato da molteplici insidie esterne: “Arriviamo a Spa-Francorchamps sapendo che ci attende un weekend particolarmente impegnativo. È uno degli appuntamenti più difficili del calendario, sia per le caratteristiche del circuito sia per il meteo delle Ardenne, spesso variabile e imprevedibile“.

Vasseur ha poi sottolineato l’importanza del lavoro di squadra e del ruolo dei piloti della Ferrari, Charles Leclerc e Lewis Hamilton: “Sappiamo di poter contare su una squadra unita, che continua a spingere nella stessa direzione, e su due piloti che lavorano molto bene insieme e si stimolano a vicenda ogni volta che scendono in pista. Anche in questo weekend il nostro obiettivo sarà massimizzare il risultato e fare in modo di eseguire ogni dettaglio nel miglior modo possibile, dalla prima sessione fino alla bandiera a scacchi” ha concluso il dirigente francese.

D’Ambrosio e la sfida degli sviluppi

L’appuntamento di Spa assume un significato particolare per il Deputy Team Principal Jerome D’Ambrosio, che ha ripercorso il legame storico che unisce il Belgio alla casa modenese, risalente addirittura agli albori dell’attività sportiva del Cavallino Rampante: “Per me è sempre un piacere tornare a Spa-Francorchamps, non solo perché sono belga, ma anche perché questo è uno dei circuiti più iconici e affascinanti del calendario. In Belgio c’è una vera passione per il motorsport e i tifosi Ferrari vengono sempre qui in gran numero. Questo Paese occupa inoltre un posto speciale nella storia della Ferrari: il Cavallino Rampante fece qui il proprio debutto in gara, alla 24 Ore di Spa del 1932, conclusa con una doppietta, mentre Francorchamps fu la sede di uno dei primi e più importanti importatori Ferrari, il Garage Francorchamps“.

Spostando l’attenzione sul momento di forma del team, reduce da un trend positivo che negli ultimi tre weekend di gara ha visto trionfare prima Lewis Hamilton a Barcellona e successivamente Charles Leclerc a Silverstone, D’Ambrosio ha ricordato come la stagione 2026 imponga un lavoro di sviluppo incessante sia sul circuito che negli stabilimenti della gestione sportiva: “L’atmosfera è positiva, ma soprattutto molto concentrata. Le vittorie di Barcellona e Silverstone riflettono i progressi compiuti da tutta la squadra, sia in pista sia a Maranello, e sono il risultato di un lavoro costante. Sappiamo però che il ritmo di sviluppo è un elemento centrale in questo campionato e stiamo lavorando duramente, con entrambi i piloti, per continuare a migliorare il pacchetto” ha aggiunto l’ex pilota di F1.

Credit: MADRING & Ferrari

In un mondiale caratterizzato da una forte imprevedibilità e da distacchi minimi, D’Ambrosio ha infine approfondito le sottili dinamiche ingegneristiche che regolano le attuali vetture a effetto suolo, spiegando quanto l’approccio metodologico debba rimanere rigoroso in ogni singola sessione per estrarre il massimo potenziale dalle monoposto: “La chiave è restare con i piedi per terra, sapendo che ogni gara può raccontare una storia diversa. Affrontiamo avversari molto forti, quindi ci presentiamo a ogni appuntamento e a ogni sessione con la stessa mentalità e l’obiettivo di ottenere il massimo dal pacchetto che abbiamo. Con queste vetture, piccoli dettagli possono fare una grande differenza e l’attenzione da parte di tutti, in ogni area, è fondamentale. Continuiamo quindi a lavorare su entrambi i fronti: massimizzare il pacchetto in pista e sviluppare la vettura a Maranello” ha concluso il dirigente belga.

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