Hamilton e l’errore di Sepang: “Decisione collettiva. McLaren non ha ricevuto queste critiche”

Ott 8, 2026

Luca Manacorda

Inizia il weekend di Singapore, ma in casa Ferrari si parla ancora molto di quanto accaduto lo scorso weekend a Sepang. La scelta di far partire entrambi i piloti su gomme slick ha fatto molto discutere, con nuove pesanti critiche al muretto del Cavallino Rampante. Sulla questione è intervenuto a gamba tesa Lewis Hamilton, riprendendo anche un po’ la narrativa del team principal Fred Vasseur riguardo l’eccessiva negatività dei media attorno alla Scuderia di Maranello.

Hamilton: “Riceviamo più critiche rispetto agli altri”

Due aspetti importanti sono stati evidenziati da Hamilton. Il primo riguarda il confronto con la McLaren, autrice della stessa scelta errata prima del via – sebbene in parte corretta richiamando Oscar Piastri al termine del giro di formazione per montare le Intermedie – ma attorno alla quale non si è scatenato lo stesso putiferio: “Una cosa interessante è che, per qualche motivo, come squadra riceviamo molte più critiche rispetto agli altri. La McLaren ha preso la stessa decisione e nessuno ha detto nulla. O hanno trovato qualche scusa. La McLaren ha commesso lo stesso errore e ha fatto la stessa scelta. Alla fine, si è trattato di un errore“.

Il secondo riguarda invece la paternità della scelta. In Malesia, Hamilton aveva spiegato che era stato il team a decidere per le slick, ignorando le sue osservazioni su un asfalto che si stava asciugando meno velocemente del previsto. A Singapore, il sette volte iridato ha preferito dividere fra tutti le responsabilità: “Non è colpa degli strateghi. Purtroppo, il mio team di strategia finisce per subire le critiche maggiori, ma in realtà la decisione non è partita dallo stratega. È il frutto di un lavoro collettivo: Fred (Vasseur), Matteo (Togninalli), io, il mio ingegnere… decidiamo insieme. Ne discutiamo e mettiamo in comune i nostri contributi, le nostre idee e le informazioni a disposizione“.

Tornando alla ricostruzione dei momenti che hanno portato alla scelta delle slick, Hamilton ha raccontato: “Come ho detto, quando sono entrato in pit-lane ho pensato: ‘È bagnato’. Vado al muretto dei box e dico: ‘È bagnato’. Torno ai box e dico: ‘Ragazzi, dovremmo montare le gomme intermedie’. A quel punto, ognuno offre un punto di vista diverso. E quando hai tre persone che ti danno opinioni diverse, alla fine ti lasci convincere e dici: ‘Ok, faccio come dite voi’. È così che si lavora in squadra, speri che tre teste siano meglio di una, ma in certi casi succede il contrario. Avevi ragione tu, il tuo istinto ci aveva visto giusto, e allora pensi: ‘Cavolo, avrei dovuto seguire il mio istinto’. Tuttavia, in genere tutti cercano di fare del proprio meglio. Non è bastato, ne abbiamo discusso a lungo e cercheremo di capire come arrivare a decisioni migliori con maggiore costanza in futuro“.

Nessuna polemica con la FIA

Un Hamilton molto conciliante non ha polemizzato neppure con la FIA per il problema al software che ha posticipato l’avvio del GP Bahrain: “Ero entusiasta di una gara sotto la pioggia quando ha iniziato a piovere, e mi sono detto, sì, questa sarà divertente. E abbiamo fatto i giri di formazione sulla griglia, c’era chiaramente molta acqua sollevata, e poi con tutti i ritardi e tutto il resto, alla fine non siamo riusciti ad avere quello scontro che volevo con Max, di cui ero entusiasta, e con Kimi. Non ho davvero risentimento verso la FIA. Penso che alla fine facciano del loro meglio per mantenerci tutti al sicuro“.

Quantomeno, alla fine Hamilton si è goduto la rimonta dal fondo della classifica fino al podio: “È stato molto divertente. Onestamente, mi ha ricordato i miei giorni da giovane, da bambino, quando il mio primo kart era di quinta mano, tutto ammaccato, e partivo praticamente dal fondo della griglia e dovevo risalire il gruppo. Mi ha riportato un po’ indietro in quel senso“.

Il feeling con Singapore

Archiviato lo scorso gran premio, Hamilton ha parlato dell’appuntamento con Singapore, pista su cui spesso è stato protagonista di grandi prestazioni, tra cui la pole position del 2018 ritenuta una delle migliori prestazioni sul giro singolo della F1 moderna: “Ogni volta che vengo qui cerco di ritrovare quella stessa sensazione, ma le gomme sono sempre diverse a ogni ritorno – ha detto il britannico – C’è il problema del surriscaldamento… ma cambia anche la preparazione: certe pratiche che usavamo in Mercedes, o che si adottavano in altre squadre all’epoca, come le soluzioni per raffreddare gli pneumatici posteriori, vengono vietate. E così nascono nuovi modi di gestire le gomme“.

Hamilton

Le caratteristiche del circuito asiatico rendono Hamilton abbastanza ottimista per questo fine settimana, anche se non mancano i punti interrogativi: “Credo che la nostra auto vada generalmente bene sui circuiti cittadini, soprattutto quando non ci sono rettilinei particolarmente lunghi. Se guardiamo alle ultime gare, eravamo veloci in curva ma non altrettanto in rettilineo. Questo è un circuito ad alto carico aerodinamico, quindi spero che il vantaggio che gli altri hanno avuto sui lunghi rettilinei si riduca un po’, permettendoci di pareggiare i conti grazie al passo che riusciamo a tenere in curva. Per noi, quindi, l’importante è avere una base solida e stabile, specialmente nei tratti sconnessi, dato che qui il fondo è irregolare“.

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