In fase di approccio di pausa estiva, il bilancio in casa Mercedes era di una prima parte di stagione dalla doppia faccia. Dopo l’inizio sulla falsa riga delle due precedenti stagioni, con le gare estive c’è stato un netto cambio di passo che ha lasciato le migliori prospettive in vista della seconda parte di campionato. Nella frazione conclusa con il GP di Singore sembrano però essere tornati quei problemi di gioventù della W15, che si sono riflessi sul fronte prestazionale, nonché su quello dei risultati. In questa che possiamo definire la sosta autunnale la Mercedes ha lavorato e non poco, per far sì che gli aggiornamenti in arrivo possano restituire quella competitività che manca da un paio di mesi.
La ridotta finestra di utilizzo è costata cara nelle ultime gare
Dopo la gara di Spa di fine luglio la Mercedes era andata in vacanza con una serie di tappe alle spalle che avevano restituito uno slancio importante in vista della seconda parte di campionato. Sin dal rientro a Zandvoort invece la W15 è sembrata peccare di quei difetti che avevano condizionato e non poco l’inizio di stagione. La ridotta finestra di utilizzo della monoposto ha dato non poco filo da torcere ai tecnici, che spesso, sessione dopo sessione, hanno osservato riscontri differenti e contrastanti. È il caso per esempio delle ultime due tappe di Baku e Singapore, dove il valore espresso in pista è cambiato in maniera importante fra una giornata e l’altra. In Azerbaijan, il weekend era stato approcciato con le migliori aspettative per poi cambiare faccia con l’avvento della qualifica, dove la Mercedes ha incanalato il passo del gambero. Situazione opposta in quel di Marina Bay, dove il venerdì aveva messo in luce quanto i tecnici e i piloti fossero in balia di una complessa ricerca del bilanciamento. Una competitività ritrovata in qualifica, con la seconda fila monopolizzata in griglia, e poi sfumata nuovamente alla domenica, quando il ritmo non è stato all’altezza dei diretti avversari. Un atteggiamento altalenante che si era visto anche a Zandvoort e a Monza. Due tappe in cui il team aveva chiuso però lasciando il giudizio in sospeso, rispettivamente per via dell’alternanza di condizioni del weekend in Olanda, nonché per l’atipicità del circuito brianzolo.

La Mercedes è tornata ad essere la quarta forza in pista!
Un percorso di questo tipo non può che rispecchiarsi a livello negativo anche sui risultati. A livello di numeri il confronto con il periodo estivo è impietoso, basti pensare che dal rientro dalle vacanze a Brackley sia arrivato soltanto il trofeo del terzo posto di Baku di George Russell, maturato peraltro dopo l’incidente fra Perez e Sainz all’ultimo giro. Solo qualche settimana prima il bilancio raccontava invece di una Mercedes a podio in sei gare consecutive, con ben tre vittorie nelle ultime quattro gare prima del summer break. Con uno scenario di questo tipo non possono che beneficiarne i diretti avversari, che negli ultimi quattro appuntamenti hanno visto uscire dalla partita una scuderia che in estate era spesso riuscita a far la voce grossa. Da Spielberg in poi, quando è coincisa la prima vittoria, la Mercedes aveva scavalcato la Ferrari in termini di valori in pista, pagando circa un paio di decimi dalla Red Bull in qualifica, come in gara ma dalla McLaren. Dopo la sosta la scuderia di Woking si è confermata il benchmark tecnico. Chi non si è confermata invece è la Mercedes, che è tornata ad essere la quarta forza in pista, aprendo in maniera vertiginosa il gap con McLaren soprattutto sul fronte gara e pagando anche un pacchetto portato in pista dalla Ferrari che sembra aver fatto fare un buon passo in avanti alla SF-24. La Mercedes nelle ultime quattro gare ha mediamente pagato sei decimi al giro in termini di ritmo gara, uno scenario tutt’altro che pronosticato alla vigilia delle vacanze estive.

Dopo l’ultima gara a Singapore, i vertici del team si sono soffermati proprio sul cercare di dare una spiegazione al perché di queste difficoltà prestazionali. La W15 è tornata a soffrire di una ristretta finestra di utilizzo, che ha complicato non poco la ricerca del bilanciamento ottimale per il weekend di gara. Toto Wolff e James Allison hanno poi precisato che un ulteriore fattore penalizzante sia stato da relegare al surriscaldamento degli pneumatici posteriori, soprattutto sui tracciati in cui è importante avere una buona trazione. L’aggiornamento al fondo portato a Spa doveva aiutare ma non ha funzionato. A dimostrare quanto i tecnici Mercedes abbiano faticato a trovare la quadra, sono state le scelte in termini di pacchetto portato in pista. Nelle ultime due gare il team di Brackley ha infatti bocciato proprio il fondo Spa Spec, per tornare alla versione precedente, quella con cui Hamilton aveva trionfato a Silverstone. Una decisione che ha portato con sé la promessa di una versione rivisitata, che debutterà in occasione del prossimo appuntamento ad Austin. Gli Stati Uniti rappresenteranno quindi uno snodo importante per la stella a tre punte, che ripone nell’ultimo pacchetto stagionale quella fiducia sfumata dal rientro dalle vacanze sino ad oggi.



