Allison: “Il problema Mercedes ad Austin non erano gli aggiornamenti”

Ott 24, 2024

Paolo D’Alessandro

La Mercedes ha approcciato il weekend di Austin con delle aspettative interessanti soprattutto per l’aggiornamento portato in pista che avrebbe dovuto correggere i problemi emersi con le novità di SPA, già scartate dopo averle provate a Zandvoort e Monza, ed aumentare il potenziale della W15. Lavorare in un weekend Sprint è però sempre complicato e non sempre si riesce ad estrarre il massimo della perfomance e per questo motivo non vanno nemmeno tratte conclusioni affrettate. Di certo tra perfomance e errori dei piloti, Mercedes ha lasciato Austin con un po’ di grattacapi, ai quali James Allison ha provato a dare qualche risposta.

Allison: “Abbiamo visto i numeri che ci aspettavamo, c’è stato poco tempo per lavorare sulla macchina”

Il direttore tecnico della Mercedes, James Allison, ha parlato del pacchetto di aggiornamenti nominato ‘upgrade 19’ internamente al team e dei primi riscontri dati dalla pista, mettendo subito in chiaro che il team anglo-tedesco è convinto della bontà dei nuovi pezzi e continuerà a lavorarci anche nelle prossime gare. “Il carico è aumentato e non abbiamo visto comportamenti anomali dei flussi sotto la macchina, anche prima dei testacoda e dei problemi avuti”. L’ex Ferrari si è fatto già una prima idea di quelli che possono essere stati i problemi avuti dalla W15, che hanno portato poi ai diversi errori di Lewis Hamilton e George Russell che sono stati anche abbastanza anomali pensando al livello e alla qualità dei piloti in questione. “Continueremo ad usarli e lavorarci. Vedremo già in Messico se i numeri saranno confermati”

“Quello che ha reso la macchina così imprevedibile e nervosa è stato l’aver impostato altezze da terra troppo aggressive. Queste macchine funzionano girando basse, ma se esageri puoi avere l’effetto contrario. Ed eravamo anche molto rigidi“ ha analizzato James Allison, tirando fuori temi che oramai sono ricorrenti, da 2 anni, in Mercedes. Da sempre le vetture di Brackley son state costruite e pensate per correre radenti al suolo e molto rigide, dove queste monoposto in teoria si esaltano, ma possono avere anche effetti contrari, come si è evidenziato proprio al COTA. “Se guidi in questo modo, se prendi in modo sbagliato un bump, la macchina si può scomporre, magari anche se c’è del vento di coda che penalizza il posteriore. Penso che abbiamo spinto la macchina troppo in basso e troppo rigida“ ha detto l’ingegnere inglese, andando così a scagionare i piloti dai loro errori, non accusando nemmeno troppo gli aggiornamenti.

Allison: “Ecco perché Lewis non è partito dalla pitlane e non ha montato un nuovo motore”

La stranezza del weekend Mercedes è stata anche quella di vedere una W15 competitiva al Venerdì, persino in lizza per fare la pole position nella Sprint Qualyfing, per poi sparire misteriosamente già dalla Sprint Race, ma ancor di più in Qualifica “Questa è una domanda da un milione di dollari” ha detto James Allison. Vedendo il risultato deludente di Hamilton in Qualifica, molti davano per scontato che lui, come Russell, sarebbe partito dalla pit lane, sfruttando così la partenza dal fondo al meglio. Il direttore tecnico di Brackley è entrato nei dettagli della vicenda. “Con George abbiamo dovuto lavorare fino a tardi sulla sua vettura, rompendo il coprifucio e per questo siamo dovuti partire dalla pitlane. Con Lewis invece non pensavamo ci fosse bisogno di modificare il setup e prendere questa decisione”.

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In merito alla possibilità di montare una nuova Power Unit invece, James Allison ha spiegato che la squadra non ha preso questa decisione per un motivo di costi. “Se si rompe un motore, puoi introdurre una nuova unità, ma se invece scegli di metterne uno nuovo per una rotazione migliore, questo incide sul cost cap. Un motore nuovo inciide in modo marginale sulla prestazione e quindi abbiamo pensato che non fosse la scelta migliore introdurre una nuova Power Unit”. L’inglese ha confermato anche come Mercedes abbia trovato un danno sulla vettura di Lewis Hamilton, nella zona della sospensione anteriore, risolto poi prima della Qualifica ma che ha inficiato il rendimento nella Sprint Race. Purtroppo l’errore di Domenica ha visto Lewis uscire subito di scena in gara, ma Russell è stato autore di un’ottima rimonta. “Il suo passato è stato simile a quello di McLaren e Verstappen. Le Ferrari erano più veloci. Anche partendo sesto, non avremmo fatto di meglio, avremmo solo accorciato il gap a fine gara“

L’importante per Mercedes è tenere ora il morale alto e insistere sulla strada che si è deciso di seguire. C’è ancora fiducia sugli aggiornamenti, ma serviranno altre sessioni di prove per poter impostare al meglio la W15 e trovare la finestra di utilizzo ideale. “Lavoreremo ancora su questo pacchetto anche su altezze da terra diverse per capire il loro comportamento”. Allison ha spiegato che la passione per questo lavoro è tanta e quando nasce un problema è compito loro trovare poi una soluzione per migliorare la situazione, senza farsi abbattere dal momento negativo. Il Messico rappresenta una sfida importante ed unica “Si utilizzano le ali che vediamo a Montecarlo, su una pista che come perfomance è vicina a Monza. Questo è dato dalla rarefazione dell’aria. Le macchine però non danno sensazioni diverse dal normale”.

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