La Ferrari comanda il venerdì del Messico, con Leclerc al vertice di entrambe le sessioni e una SF-26 subito competitiva. Il monegasco ha chiuso le FP2 in 1’17”827, davanti a Norris di 103 millesimi e Russell di 106. Antonelli quarto a 217 millesimi, Verstappen quinto a 311.
Non è il primo venerdì nel quale la Rossa offre ottime indicazioni, ma nulla può essere promesso fino alla Q3. La velocità c’è, il bilanciamento sembra convincente, tuttavia i distacchi lasciano aperto il confronto verso la qualifica.
Il tema tecnico è soprattutto quanto poco carico avessero a disposizione i piloti. In Messico le auto stanno correndo con una spinta verticale drammaticamente scarsa: l’aria rarefatta riduce l’efficacia dell’aerodinamica e quest’anno manca anche il consueto margine per compensare attraverso ali più cariche. Le monoposto utilizzano già configurazioni importanti su molti circuiti, grazie alla possibilità di ridurre la resistenza sui rettilinei con lo Straight Mode.

Anche Russell sottolinea questa difficoltà, descrivendo una macchina particolarmente complicata da guidare e il turbo lag come un’ulteriore variabile.
In queste condizioni il carico generato dal fondo assume un’importanza ancora maggiore. Anche il sottoscocca risente della minore densità dell’aria, ma riuscire a ricavarne deportanza stabile diventa determinante quando dalle ali si ottiene così poco. La SF-26 sembra messa bene proprio su questo fronte: una base utile per dare fiducia ai piloti e limitare gli scivolamenti su un asfalto che offriva pochissima aderenza.
Leclerc continua inoltre a intervenire pochissimo sull’incidenza dell’ala anteriore. Un’indicazione positiva sulla base di assetto, che non richiede continue correzioni per trovare il bilanciamento. Anche Lewis offre segnali molto buoni nella gestione della gomma durante il lavoro che è riuscito a completare.
C’è poi il contributo della power unit. Il motore Ferrari ha fatto passi avanti con il turbocompressore aggiornato attraverso l’ADUO, mentre il suo concept favoriscea una risposta più pronta nelle ripartenze. Il minor turbo lag consente di risparmiare un po’ di energia elettrica in trazione, riducendo il sostegno necessario per compensare l’attesa della spinta del termico. In un weekend nel quale la gestione dell’energia pesa molto, anche questo dettaglio contribuisce alla competitività della Rossa.

Credit: Tomasz Mroz
La domanda è quanto resterà di questo vantaggio oggi, quando gli avversari apriranno la potenza. La Ferrari ha dominato la giornata di ieri occupando stabilmente il vertice, ma non ha scavato un distacco rassicurante nella sessione più rappresentativa. McLaren e Mercedes erano vicine; anche il quinto posto di Verstappen va letto considerando i danni riportati nel contatto con Lawson.
Il malfunzionamento sulla macchina di Lewis lascia invece un’incognita. Nella migliore delle ipotesi, il problema dovrebbe aver interessato il suo motore in specifica ADUO 1, costringendolo a fermarsi dopo appena 13 giri nelle FP2 e impedendogli di completare il lavoro sulla distanza. L’undicesimo tempo racconta quindi poco del suo potenziale: prima dello stop le sensazioni erano positive e lo stesso Lewis riteneva necessarie poche modifiche all’assetto. Ferrari ha fatto sapere che lo stop ad Hamilton è arrivato in seguito ad alcune anomalie sui sensori ed è stata presa questa scelta precauzionale. Il team non ha specificato quale unità fosse. Da quello che possiamo desumere, si crede che Lewis oggi possa essere sulla sua versione ADUO 2. Come detto, il team non vuole sostituire elementi, su un tracciato dove superare é complesso.
Al team non piacerebbe sostituire elementi della power unit che comportino penalità né qui né a Interlagos, a meno che non sia strettamente obbligato a farlo. Le verifiche sul motore dovranno stabilire se sarà possibile mantenere questo programma.
La Ferrari arriva così al sabato con argomenti concreti: il fondo, i progressi del motore, la risposta del turbo e una buona gestione delle gomme. Per trasformare un altro ottimo venerdì in un’opportunità di vittoria servirà conservare queste qualità fino al momento decisivo della Q3.



