Serra: “Ancora nessun voto alla SF-26, ma soddisfatto del metodo di lavoro Ferrari”

Ago 14, 2026

Paolo D’Alessandro

Il borsino campionato della Ferrari fin qui recita due vittorie (Lewis Hamilton a Barcellona e Charles Leclerc a Silverstone), una SF-26 quasi sempre a podio ed infine la classifica: seconda nel mondiale costruttori e seconda nel mondiale piloti con il sette volte campione del mondo. Spagna segna anche un’importante tappa in questa stagione poiché vi è stato il secondo grosso pacchetto di evoluzione prodotto da Loic Serra e i suoi uomini e, come ha sottolineato Frederic Vasseur prima della sosta, “il campionato si può dividere in due parti: prima di Barcellona, dove Mercedes ha spesso dominato, e da Barcellona in poi, con gli sviluppi, e da dove noi abbiamo fatto più punti di loro”. 

Sviluppi aggressivi ma mirati, una base solida ma con ampio margine di lavoro, affidabilità, guidabilità, fiducia per i piloti (con entrambi capaci di esprimersi ad alto livello, nonostante alcune difficoltà) e un’ottima esecuzione in pista, con l’eccezione negativa di Ungheria, condizionata da troppi errori. La Ferrari, come squadra, ha reso la vita difficile a Mercedes in questa prima parte di mondiale, tanto da costringere a rivedere i piani in ottica aggiornamenti dopo la sosta, con una spinta che a Maranello ancora non si è esaurita. 

Loic Serra: “Valuteremo la SF-26 solo a fine campionato, la progressione degli sviluppi è ciò che conta”

In una recente intervista ad AutoSprint, il direttore tecnico della Ferrari, Loic Serra, ha fatto ben capire quali sono stati i pensieri dietro la progettazione della SF-26, quella che è la filosofia di sviluppo adottata quest’anno e come il team sta lavorando per cercare di essere competitivi fino alla fine. Come già svelato in anteprima, a Zandvoort ci sarà un terzo grosso pacchetto di aggiornamento per la Rossa, a cui poi si aggiungerà lo sviluppo del motore, ADUO 2, che dovrebbe arrivare a Monza (salvo sorprese e anticipazioni in Olanda, al momento non previste). 

“Non considero la SF-26 una mia vettura, anche se è quella in cui certamente ho messo più impegno da quando sono a Maranello, perché siamo partiti da un foglio bianco. Non è un evoluzione da un anno all’altro di una vettura, ma un progetto partito da zero che però è il frutto del lavoro di un grande team e di grandi ingegneri” ha detto il DT francese, condividendo così i meriti e le responsabilità con tutti gli altri uomini in Rosso. Anche lui, come il suo Team Principal, mantiene un atteggiamento pragmatico ed attento, senza scomporsi troppo, analizzando in modo lucido la situazione. 

“Un voto potrà essere dato solo a fine campionato. La situazione in pista è dinamica e dipende molto dal programma di sviluppi. Chi porta un aggiornamento spesso fa un salto avanti, ma poi rimane indietro quando gli altri fanno altrettanto. Noi abbiamo portato sviluppi a Barcellona e siamo andati molto forte, però poi non è successo lo stesso in Austria, dove altri team hanno portato delle novità”. Questa è una conferma delle sensazioni che si avevano prima del campionato, dove gli aggiornamenti sarebbero tornati protagonisti, visto il potenziale inespresso di queste auto e lo sviluppo che si può trovare velocemente in galleria del vento, data la natura giovane di questo regolamento. 

“Noi abbiamo portato due pacchetti di aggiornamenti grandi (Miami e Barcellona) che hanno funzionato come ci aspettavamo, e siamo riusciti a progredire. In Formula 1 però chi non pensa al domani e si ferma sul presente, è destinato a soccombere” avverte l’ex ingegnere della Mercedes. Anche questo è un pensiero che spesso ritorna nelle parole di Vasseur, che non vuole vedere la sua squadra fermarsi o cullarsi sui risultati ottenuti, posto che al momento la Ferrari non ha ancora vinto nulla, se non due gare, e non è praticamente mai stata l’auto migliore in pista. Come già avuto modo di scrivere, a Maranello considerano di aver migliorato indicativamente 8 decimi con i due grossi pacchetti, e poco meno di un decimo con il motore ADUO 1, ma il lavoro da fare è ancora tanto, anche considerando le parole di Andrea Stella, team Principal McLaren, che al suo team chiede “dobbiamo migliorare ancora mezzo secondo per rimanere così competitivi”, ha detto dopo la vittoria in Ungheria, segnata dagli sviluppi introdotti sulla MCL40

Qualcosa di cui Loic Serra si dice particolarmente soddisfatto è però la dinamica e il metodo di lavoro che sta vedendo a Maranello. Questo è un qualcosa a cui lui, insieme a Frederic Vasseur e Jerome d’Ambrosio stanno lavorando molto sin dal loro insediamento. In questo 2026 si è tornata a vedere una Ferrari capace e vogliosa di osare, di essere aggressiva, sotto tutti gli aspetti, specialmente tecnici, innovando e sfruttando zone grigie o al limite del regolamento. “Non si può mai essere però completamente soddisfatti, bisogna sempre cercare di andare oltre e spingere i limiti”

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