McLaren MCL40, Budapest ha corretto la rotta: Baku misurerà la portata della svolta

Ago 15, 2026

Cristiano Sponton

Il nuovo fondo introdotto in Ungheria ha fatto qualcosa di più che aumentare il carico: ha restituito coerenza alla piattaforma aerodinamica e indicato una direzione di sviluppo convincente. Zandvoort proseguirà il lavoro, mentre l’ultimo step atteso a Baku dovrà dimostrare se la MCL40 sarà diventata competitiva anche quando efficienza e trazione contano più del carico massimo.

Budapest può aver segnato un punto di svolta, ma è presto per averne la certezza. Woking punta a completare tra Ungheria, Olanda e Azerbaijan un ciclo evolutivo nell’ordine di mezzo secondo. Le indicazioni emerse all’Hungaroring attribuiscono al nuovo pacchetto aerodinamico un miglioramento nell’ordine di due-tre decimi al giro. Un guadagno significativo, anche se il riscontro complessivo della pista comprende inevitabilmente anche assetto, pneumatici e utilizzo della Power Unit. La prestazione dell’Hungaroring non basta però per considerare la MCL40 il nuovo riferimento assoluto. Andrea Stella ha riconosciuto che la Ferrari conserva un vantaggio in frenata e nell’ingresso delle curve lente. McLaren, tuttavia, è riuscita a sfruttare meglio il proprio pacchetto, mettendo a disposizione dei piloti una vettura più prevedibile e più facile da portare al limite.

Budapest, il valore del nuovo fondo va oltre i decimi

Il principale intervento riguarda il fondo, accompagnato da una presa d’aria dei freni anteriori rivista e da nuovi profili nella zona posteriore. L’obiettivo è gestire meglio le turbolenze generate dalle ruote e rendere più regolare il flusso diretto verso il diffusore.

Credit: MAteusz Mróz

La MCL40 produceva già molto carico nelle curve medio-veloci, ma non riusciva sempre a mantenerlo stabile quando la vettura cambiava direzione, si inclinava lateralmente o variavano vento e aderenza della pista. Nelle sequenze più tecniche il bilanciamento poteva quindi cambiare rapidamente, costringendo i piloti a correggere la traiettoria e provocando maggiore scivolamento degli pneumatici. Il pacchetto introdotto a Budapest sembra aver migliorato soprattutto questo aspetto. Più che aumentare il carico massimo, ha reso la vettura più stabile e prevedibile. I piloti possono avvicinarsi al limite con maggiore fiducia e meno correzioni, mentre gli pneumatici lavorano in modo più progressivo, scivolano meno e accumulano meno temperatura. Un miglioramento che si è visto anche sul passo gara.

Il passo relativamente corto aiuta la MCL40 a ruotare rapidamente, ma può rendere il retrotreno più nervoso nei cambi di direzione. Il pacchetto avrà quindi raggiunto pienamente il proprio obiettivo se riuscirà a conservare questa agilità, offrendo allo stesso tempo una vettura più stabile e facile da controllare.

Zandvoort, la prova di maturità della piattaforma

In Olanda, la McLaren completerà la prima parte del lavoro iniziato all’Hungaroring, dove aveva anticipato una parte degli sviluppi originariamente previsti per Zandvoort. Il circuito olandese offrirà però una verifica molto diversa: curve lunghe, banking, cambi di pendenza e vento metteranno alla prova la stabilità del bilanciamento e la capacità della MCL40 di mantenere un comportamento costante.

Non conterà soltanto il livello massimo di carico aerodinamico, ma soprattutto il modo in cui verrà distribuito tra avantreno e retrotreno nelle diverse fasi della curva. La velocità minima nei lunghi appoggi, la regolarità dei tempi e il degrado degli pneumatici offriranno indicazioni più significative del semplice distacco sul giro secco.

La Sprint, con una sola sessione di prove libere, imporrà una correlazione già solida e renderà più difficile separare l’effetto dei componenti da quello dell’assetto.

Baku, l’efficienza deve chiudere il cerchio

Zandvoort e Baku offriranno due verifiche molto diverse. In Olanda conteranno soprattutto la stabilità nei lunghi appoggi e la capacità di mantenere un bilanciamento costante. In Azerbaijan, invece, diventeranno centrali l’efficienza aerodinamica, la stabilità nelle frenate più violente, la rotazione nelle curve lente e la trazione verso il lunghissimo rettilineo finale.

A Baku dovrebbe completarsi il programma di sviluppi iniziato all’Hungaroring. Il miglioramento complessivo atteso non deve però essere interpretato come mezzo secondo direttamente recuperato sulla Mercedes. I diversi aggiornamenti lavorano insieme e il loro rendimento cambia in base alle caratteristiche del circuito. Anche le rivali, inoltre, continueranno a sviluppare le proprie vetture, anche se la Mercedes arriverà con il suo importante pacchetto dopo l’appuntamento azero.

Usata

Credit: Tomasz Mroz

Sul circuito di Baku il fondo dovrà generare carico senza aumentare troppo la resistenza all’avanzamento, mentre il retrotreno dovrà restare stabile nelle curve a novanta gradi. È proprio in questa fase che la McLaren continua a perdere qualcosa rispetto alla Ferrari: se la vettura non ruota con naturalezza, il pilota deve attendere prima di accelerare e finisce per perdere una parte del vantaggio ottenuto sul rettilineo.

Anche la Power Unit avrà un ruolo importante. I problemi emersi a Spa non si sono ripresentati in Ungheria, ma Baku sottoporrà il sistema a una prova molto più severa. Bisognerà verificare se la spinta elettrica potrà essere mantenuta fino alla fine del rettilineo e se le temperature resteranno sotto controllo senza richiedere aperture della carrozzeria troppo penalizzanti per l’aerodinamica.

La gestione degli pneumatici nel finale di stagione

Budapest ha confermato che la MCL40 si esprime al meglio quando il tracciato mantiene gli pneumatici costantemente sotto carico e permette loro di restare nella corretta finestra di temperatura. Questo non significa che il caldo rappresenti sempre un vantaggio, ma che la McLaren riesce a sfruttare bene la gomma quando la sua temperatura rimane stabile. Le gare più fredde restano invece un’incognita, soprattutto sui circuiti nei quali i lunghi rettilinei interrompono il lavoro degli pneumatici.

Sepang e Singapore potrebbero valorizzare la gestione del passo gara, mentre il Qatar (se si correrà) verificherà la stabilità della MCL40 nelle curve lunghe e veloci. Monza offrirà invece un esame completamente diverso: anche con l’aerodinamica attiva, continueranno a contare la resistenza prodotta dal corpo vettura, il raffreddamento e l’efficienza del passaggio tra la configurazione da curva e quella da rettilineo.

Las Vegas potrebbe essere l’appuntamento più difficile. Le basse temperature, i lunghi rettilinei e le frenate ripetute tendono a raffreddare la struttura dello pneumatico. In queste condizioni, lo scivolamento può aumentare rapidamente la temperatura superficiale senza riscaldare correttamente la carcassa, favorendo il graining. Un fondo più stabile e una vettura più prevedibile possono ridurre il problema, ma difficilmente eliminarlo del tutto.

Il verdetto

Budapest ha offerto la prima conferma della bontà della direzione intrapresa da McLaren. Il nuovo pacchetto aerodinamico è valso tra i due e i tre decimi al giro, ma il risultato più importante riguarda la qualità della prestazione: il carico è diventato più stabile, il bilanciamento più prevedibile e i piloti riescono ad avvicinarsi al limite con maggiore continuità.

stella mclaren

Se gli sviluppi previsti fino a Baku porteranno il miglioramento complessivo nell’ordine di 0,45-0,55 secondi senza restringere la finestra di funzionamento degli pneumatici, la MCL40 potrà contendere alla Mercedes, oltre alla Ferrari, il ruolo di riferimento sul passo gara nella seconda parte della stagione.

Per completare il sorpasso tecnico, però, McLaren dovrà confermare gli stessi progressi anche su circuiti e con temperature molto diversi da Budapest. Zandvoort verificherà la stabilità aerodinamica nei lunghi appoggi, mentre Baku misurerà efficienza, frenata e trazione. Se la MCL40 sarà competitiva in entrambi gli scenari, Budapest non sarà stato soltanto un fine settimana favorevole, ma l’inizio di un cambiamento concreto nella gerarchia del campionato.

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