La F1 torna a Barcellona: aggiornamenti e gomme sotto esame sul banco di prova più severo

Giu 9, 2026

Jacopo Moretti

La F1 torna a Barcellona. A distanza di sei mesi dai test prestagionali che avevano inaugurato l’era delle nuove monoposto 2026, il Circus fa nuovamente tappa sul circuito spagnolo per uno degli appuntamenti più significativi dal punto di vista tecnico dell’intero calendario. Sarà infatti occasione per team e piloti per valutare i progressi compiuti dalle vetture nel corso della prima metà di stagione, confrontando i dati con quelli raccolti nel corso delle cinque giornate di test pre-campionato a gennaio.

Pirelli cambia: gamma più morbida per ampliare le strategie

Barcellona F1

Lungo 4,657 chilometri, il circuito di Barcellona continua a essere uno degli esami più completi per una monoposto di F1. I lunghi rettilinei mettono alla prova l’efficienza aerodinamica, mentre le 14 curve del tracciato richiedono un equilibrio particolarmente raffinato tra carico, stabilità e gestione degli pneumatici. Le elevate velocità di percorrenza generano poi importanti forze laterali, soprattutto sulle gomme del lato sinistro, maggiormente sollecitate dalle nove curve a destra presenti lungo il giro.

Secondo le analisi diffuse da Pirelli, tra i punti più impegnativi ci sarebbero la lunga curva 3 e il tratto finale del circuito, modificato nel 2023 con l’eliminazione dell’ultima chicane per favorire un ingresso più fluido sul rettilineo principale. Si tratta, infatti, di sezioni che sottopongono gli pneumatici a carichi continui e rappresentano uno dei migliori indicatori della qualità complessiva di una vettura. Per il GP spagnolo il fornitore unico del mondiale ha scelto di percorrere una strada diversa rispetto al passato, portando una gamma di mescole più morbida: C2 come Hard, C3 come Medium e C4 come Soft. L’obiettivo è ampliare le opzioni strategiche a disposizione delle squadre, incentivando un numero maggiore di soste e rendendo più probabile l’utilizzo di tutte e tre le mescole durante la gara.

F1 a Barcellona: occhio al degrado, test dopo la corsa per Ferrari

FP1 Monaco – Ferrari, Lewis Hamilton – Martina Bonaita

Il tema centrale resterà comunque la gestione del degrado termico. A Barcellona il limite è tradizionalmente rappresentato dall’asse anteriore, particolarmente stressato da un asfalto molto abrasivo e comunque datato. Una sfida che potrebbe risultare ancora più complessa quest’anno, considerando che la gara si disputa più avanti nella stagione rispetto al passato e potrebbe quindi svolgersi con temperature dell’asfalto sensibilmente più elevate. Oltre all’aspetto strategico, il weekend catalano sarà osservato speciale anche sul fronte degli sviluppi tecnici: Barcellona, come da tradizione, coincide con l’arrivo dei primi grandi pacchetti evolutivi della stagione europea, e molte squadre potrebbero quindi introdurre aggiornamenti significativi. Le novità potrebbero riguardare non soltanto gli elementi aerodinamici più evidenti, ma anche componenti meno appariscenti come i cerchi e i sistemi legati alla gestione termica, sempre più importanti nelle moderne Formula 1 per il loro impatto sul comportamento degli pneumatici e sull’efficienza dell’impianto frenante.

Proprio il confronto con i dati raccolti durante i test di gennaio consentirà poi agli ingegneri di valutare con precisione l’efficacia delle modifiche introdotte negli ultimi mesi, rendendo il Montmeló uno dei passaggi chiave della stagione, capace di evidenziare punti di forza e debolezze delle vetture. L’attività di Pirelli sul circuito catalano non terminerà comunque con la gara. La settimana successiva, nelle giornate del 16 e 17 giugno, il costruttore italiano resterà infatti a Barcellona per una sessione di test dedicata allo sviluppo delle gomme slick. In pista saranno impegnate Ferrari, Aston Martin e Cadillac, che contribuiranno al programma di sviluppo dei pneumatici destinati al mondiale 2027.

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