Cowell: “Aston Martin vuole rendere possibili obiettivi che per altri sono impossibili.”

Nov 4, 2025

Chiara Scaccabarozzi

La stagione 2025 di Formula 1 sta ormai volgendo al termine, ma non ci sarà tempo di andare in vacanza che già gli occhi di tutti gli appassionati e degli addetti ai lavori saranno puntati sulla prossima. Negli ultimi anni abbiamo già avuto un assaggio di quello che sarà il 2026 con l’entrata in vigore del nuovo regolamento tecnico che rimischierà le carte in tavola. Per la rivoluzione che si prospetta, tanti team hanno cambiato molteplici membri interni e l’ingaggio che ha fatto più scalpore è quello di Adrian Newey in Aston Martin, a cui segue l’arrivo di Enrico Cardile dalla Ferrari. La scuderia di Silverstone si prepara al nuovo anno con le idee chiare e un’armonia interna che più volte è stata sottolineata dai vertici. In un episodio della serie “Unearth Your Greatness” prodotta dal team stesso, il Ceo e team principal Andy Cowell spiega il lavoro quotidiano all’interno dell’Aston Martin e quali aspetti fanno la differenza, concentrandosi sull’importanza di entrambi i piloti, Alonso e Stroll, e naturalmente di Newey.

IL FEEDBACK DEI PILOTI E L’IMPORTTANZA DI NEWEY

Tra i team che si affacciano al 2026 con maggiori novità c’è sicuramente l’Aston Martin, che alla sicurezza dei due piloti Alonso e Stroll ha aggiunto l’esperienza e il genio di Adrian Newey. Tanto si è già detto, e tanto si dirà ancora, sul progettista più ambito del paddock ma ciò che è sbalorditivo è “la sua attenzione ai dettagli e il suo entusiasmo nel dare il massimo. Hanno dato una spinta all’intera organizzazione”, rivela Cowell. In una Formula 1 dove l’aerodinamica è sempre più importante, di figure complete come quella dell’ingegnere britannico se ne vedono poche: “Adrian è un ingegnere al 110%. Non è solo un esperto di aerodinamica: progetta l’intera vettura e ne considera l’aspetto nel suo complesso, dal flusso d’aria, che è fondamentale per le prestazioni, alla facilità di manutenzione della vettura, in modo da poter modificare rapidamente l’altezza da terra nelle FP1. È attento ai minimi dettagli della ricerca delle prestazioni aerodinamiche, ma comprende anche l’intero aspetto di un weekend di gara e come ottenere punti per il campionato.”

 

Il lavoro di tante persone, un migliaio nell’AMR Technology Campus a Silverstone, culmina nella creazione della monoposto che soltanto due persone possono guidare. I due piloti sono coloro che mostrano l’opera del team al pubblico. I loro feedback sono quindi importantissimi per correggere in corsa alcuni problemi emersi durante la stagione e per apportare alcune migliorie alla vettura. Il segreto per ottenere il loro meglio? Cowell non ha dubbi: “Ascoltarli. Sono in macchina e sentono cosa sta facendo l’auto. Devi credere a quello che dicono e poi assicurarti che i dati corrispondano a ciò che i piloti stanno vedendo. Poi lavori sulle parti che renderanno l’auto più veloce. Quindi, si tratta di ascoltarli e di dar loro un feedback, ma poi di lavorare sulle cose che rendono l’auto più veloce”.

L’Aston Martin può fare affidamento sul pilota più esperto del paddock, che conta nel suo palmares anche due titoli mondiali. “Quando è uscito dall’auto all’inizio dell’anno, Alonso ha dato il suo feedback immediato, ha parlato in modo molto dettagliato di ciò che provava. Alcune parti erano migliori, altre meno. Quel download di dati era semplicemente eccezionale”. Anche l’altra parte del box non è da meno: molte volte Stroll è stato oscurato dal compagno di squadra e messo in secondo piano rispetto ai piloti della sua generazione, ma Cowell assicura che anche il feedback del canadese è lo stesso dello spagnolo: “Anche Lance è lo stesso. La sua passione per questa squadra è incredibile. Quando gli parlo di cosa stiamo facendo con la vettura del 2025 lui mi dice di pensare anche al medio e lungo termine. Questo è così raro per un pilota di F1. Vogliono velocità oggi, non domani.”

VERSO IL FUTURO

Se Adrian Newey è tra le figure più attese, la nuova monoposto non porterà solo il suo nome. Lawrence Stroll mira infatti a costruire un team coeso che unisca tante menti geniali verso un unico obiettivo: “Arrivare in cima e rimanerci, vincere più campionati consecutivi”. E Cowell svela anche il segreto per riuscirci: “Fissare obiettivi che tutti ritengono impossibili, ma poi renderli possibili”. Non bisogna però aspettarsi un’Aston Martin subito vincente: il processo per tornare al successo è a lungo termine: “La sfida è capire qual è il divario e poi raggiungerlo più velocemente dei nostri avversari. Poi si tratta di andare oltre. È allora che si diventa pionieri”. Le basi, però, sono buone secondo l’ingegnere britannico: “La nostra cultura è quella di voler vincere. Abbiamo un gruppo di persone entusiaste di questo. Ed è una cultura in cui vogliamo imparare i passi da compiere per passare dalla situazione attuale a una situazione in cui possiamo combattere con sicurezza al vertice, vincere gare e campionati”.

C’è solo un percorso da seguire: “È guardare il modo in cui ci approcciamo all’ingegneria dell’auto da corsa. È prendere i regolamenti ed elaborare come creeremo una macchina da corsa migliore di chiunque altro. Ed è avere l’ambizione di avere il problema di non avere abbastanza spazio nella bacheca dei trofei.”

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