Involuzione Mercedes: manca bilanciamento, c’entra la DT sulle ali flessibili?

Lug 28, 2025

Jacopo Moretti

Qualche sorpasso, e poco altro, in una domenica buia per la Mercedes, incapace di uscire dal tunnel anche nel GP del Belgio, a Spa, dove solamente dodici mesi prima otteneva una clamorosa doppietta, poi tramutatosi nell’ultima vittoria in carriera di Hamilton dopo la squalifica di Russell. Ricordi lontani, con l’inglese della stella a tre punte incapace di lottare oltre il quinto posto, conquistato nelle fasi iniziali di gara, dove con gomma intermedia ha sopravanzato la Williams di Albon. Poca roba, insomma. Non è certo andata meglio a Kimi Antonelli, in lacrime ieri dopo la doppia eliminazione in Q1 nelle due qualifiche del weekend e sedicesimo alla bandiera a scacchi.

RUSSELL, LE NOVITÀ NON AIUTANO: “NON SIAMO PIÙ A LIVELLO DEI RIVALI” E IL PENSIERO TORNA ALLA SPAGNA

“La quinta posizione di oggi era il massimo ottenibile” – spiega Russell dopo la corsa – “Il nostro ritmo non era a livello di quello dei soliti rivali e questo ci ha obbligati ad una corsa in solitaria. È piuttosto frustrante trovarsi in questa posizione, ma la realtà è che questa è la nostra attuale condizione”. Proprio in occasione della tappa belga, sulla Mercedes W16 aveva fatto il suo esordio un’ala anteriore rivisitata, con alcune modifiche al secondo elemento in prossimità dell’endplate con l’obiettivo di migliorare l’effetto out wash. Proprio l’ala anteriore e la direttiva tecnica di Barcellona sono tra le questioni sotto la lente d’ingrandimento a Brackley “Dalla Spagna abbiamo cambiato alcune cose per adattarci alla nuova ala e probabilmente da lì derivano alcuni problemi. Potremmo provare a tornare indietro su alcuni aspetti. E’ molto strano il passo indietro che abbiamo fatto” ammette candidamente Russell. Accanto alle novità, gli ingegneri di pista guidati da Shovlin hanno scommesso su un assetto piuttosto scarico, che non ha comunque permesso al pilota inglese di sopravanzare Verstappen per la quarta posizione. Una circostanza curiosa, specie considerando che la Mercedes numero 63 era più veloce in condizioni umide rispetto alla seconda parte di gara asciutta.

“Ci sono aree in cui abbiamo perso terreno rispetto ai nostri rivali – ha concluso poi Russell – ora resta un GP prima della pausa e puntiamo a sistemare queste difficoltà già prima di Budapest”. A fare eco all’inglese ci ha poi pensato il team principal Toto Wolff: “Oggi George ha ottenuto il massimo dalla nostra macchina ma non ci sono molti aspetti positivi che possiamo trarre da questo weekend di Spa. Il nostro ritmo non è stato abbastanza buono per combattere con i nostri rivali e questo è stato piuttosto frustrante. Dobbiamo capire rapidamente perché ci siamo ritrovati in questa situazione e, in ogni caso, assicurarci di eseguire in modo più pulito il fine settimana. L’obiettivo è ora quello di portare in pista una vettura preparata al meglio sin dalla prima sessione”.

ANTONELLI, LE LACRIME IN BELGIO E L’AZZARDO CON L’ASSETTO

Nuovamente a secco di punti la Mercedes di Andrea Kimi Antonelli, caduto ormai in una difficile spirale negativa dove il solo podio di Montreal gli ha permesso di riscattarsi. Sulla sua Mercedes sono state prese scelte in termini di assetto quasi opposte rispetto al compagno di box Russell, con una monoposto più carica scommettendo sul bagnato. L’italiano non è tuttavia riuscito ad andare oltre la 16esima posizione finale, frenato da una partenza nelle retrovie e poi rimasto imbottigliato nel “trenino” causato dalla possibilità di difendersi con DRS per le vetture che lo precedevano. “Abbiamo scelto di cambiare assetto in previsione della pioggia – ha spiegato Kimi al termine della corsa – l’azzardo si è rivelato piuttosto vantaggioso nei primi giri, quando sono riuscito ad effettuare qualche sorpasso. Poi la pista si è asciugata rapidamente e ho iniziato a perdere terreno sui rettilinei rispetto alle monoposto con cui ero in lotta”.

Incapace di sorpassare a causa del deficit di velocità sul dritto, Antonelli e la Mercedes hanno così optato per una strategia a due soste, finendo tuttavia nuovamente bloccati alle spalle di Esteban Ocon: “Una volta passati in condizioni di asciutto abbiamo scelto di modificare la strategia optando per una doppia sosta – ha spiegato il bolognese – il risultato, però, è stato lo stesso: ci siamo ritrovati bloccati dietro ad una Haas”. Più in generale, quello dell’italiano “è stato un weekend difficile, e la speranza è quella di essere più forti a Budaspet”. Obiettivo condiviso anche dal Team Principal Wolff, che ha chiarito come “l’assetto adottato sulla vettura di Kimi è stato utile in condizioni di bagnato, ma una volta passato all’asciutto lo ha ostacolato. Abbiamo così provato qualcosa di diverso, facendo due soste, ma il deficit di velocità in rettilineo lo ha frenato”.

IL PUNTO DI SHOVLIN: “MAI AVUTO RITMO, ABBIAMO SOLO PROVATO A LIMITARE I DANNI”

Dopo un weekend complicato per la Mercedes è arrivato anche il commento di Andrew Shovlin, trackside Engineering director della stella, che è andato in soccorso dei due piloti. “Non abbiamo mai avuto ritmo – ha spiegato senza mezzi termini l’ingegnere britannico – la nostra gara è stata incentrata principalmente sul limitare i danni. Credo che George abbia massimizzato il risultato con la sua quinta posizione, approfittando di un assetto più scarico per sopravanzare Albon. Da lì è stata una corsa in solitaria fino alla bandiera a scacchi”. Riguardo i problemi attuali della W16, Shovlin non li lega tanto alla Direttiva Tecnica, che comunque non ha aiutato costringendo ad utilizzato un’ala più rigida, quanto alle caratteristiche della monoposto “Abbiamo una finestra piccola e non riusciamo a lavorare sul bilanciamento come altre squadre riescono a fare. C’è molto che possiamo imparare per trovare delle soluzioni”. In questo senso l’ingegnere ha confermato un meeting, che si tiene quest’oggi, a Brackley per discutere i recenti cambiamenti sulla W16 e come poter risolvere i problemi.

Venendo invece ad Antonelli, Shovlin ha subito teso la mano al giovane Rookie italiano. “Con Kimi, invece, abbiamo optato per un assetto da bagnato, con maggior carico, che ha funzionato nella prima fase di gara, quando il tracciato era umido. Una volta passati alle gomme da asciutto, il suo vantaggio rispetto alle monoposto che lo precedevano è stato sostanzialmente annullato, dato che non aveva velocità in rettilineo. Poi abbiamo scelto di scommettere su una doppia sosta, ma credo che in ogni caso non saremmo riusciti ad andare a punti”. E sulle difficoltà del momento ribadisce che è tutto sulle spalle del team, ricollegando ai problemi della W16 le difficoltà di Antonelli. “George conta su un esperienza più grande di lui e riesce a superare alcuni limiti. Sta a noi aiutarlo migliorando la macchina”

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