Quello di Verstappen e la Red Bull nel GP di Spagna sembrava un podio alla portata. Certo, da Milton Keynes le hanno provate tutte pur di acciuffare il duo papaya davanti – compresa un’inedita strategia a tre soste – ma poi tutto è cambiato. E non in meglio. Già, perchè se la Safety Car entrata al giro cinquantacinque ha riaperto scenari fino ad allora insperati per le altre scuderie, non ha sicuramente aiutato il campione del mondo. L’olandese è stato infatti l’unico a montare pneumatici duri durante la neutralizzazione della corsa, scelta (obbligata e sbagliata) che ha scatenato il caos.
GP Spagna, Verstappen: “Io come un’anatra per il tiro al segno”

“Non avevo alternative, anche se con il senno di poi era meglio restare in pista – spiegherà Verstappen dopo la gara – mi sono sentito davvero un’anatra con un bersaglio addosso”. Difficile dargli torto, visto che alla ripartenza tenere la terza posizione era davvero una missione impossibile: all’ultima curva perde il controllo della vettura, “non so come io l’abbia tenuta”, e Leclerc lo affianca. I due sono vicinissimi e arrivano al contatto: “Si è spostato a sinistra di colpo, poteva finire in un brutto incidente”, si lamenta Max. “Ci siamo mossi insieme, se questo non si può fare allora siamo messi male”, replica Charles. Insomma, “la Safety Car è entrata nel momento più sbagliato per noi – prosegue l’olandese – con le gomme dure ho faticato tantissimo all’ultima curva e poi ancora in curva uno“.
GP Spagna, Verstappen e il contatto con Russell, ma attenzione: alla prossima sarà squalifica

Già, perché una volta passato da Leclerc, Verstappen è diventato preda facile anche per Russell. I due – non esattamente amici per la pelle – raggiungono curva uno appaiati fino ad arrivare al contatto. L’inglese della Mercedes è costretto ad allungare la traiettoria e dal box chiedono a Verstappen di restituire la posizione. Max è una furia, “stanno cercando di buttarmi fuori“, ci pensa un giro e poi esegue l’ordine del suo muretto. Peccato che, neanche il tempo di lasciar transitare la W16 numero 63, e l’olandese prova un disperato attacco in frenata. Risultato? Contatto e penalità di dieci secondi. “L’ha fatto sicuramente apposta – spiega Russell dopo la gara – l’ho visto fare diverse volte sui videogiochi ma vi confesso che è la prima volta che succede in Formula Uno. Magari in Formula E. È una manovra inaccettabile”. Non poteva ovviamente mancare la replica di Verstappen: “se si lamenta ancora così credo che la prossima volta gli porterò dei fazzoletti…”, spiega ai giornalisti, rifiutandosi di approfondire oltre. Ma non è tutto. Oltre alla penalità, i commissari hanno inflitto ben tre punti di penalità all’olandese, che raggiunge quota 11 su 12 disponibili. Tradotto: attenzione Max, la prossima sarà squalifica. Due punti saranno recuperati a fine Giugno, dopo Canada ed Austria, ed altri 2 solamente a fine Ottobre, dopo il Messico.
Oltre al danno, la beffa: Max non avrebbe dovuto cedere la posizione

Al termine della corsa è poi arrivata un’ulteriore beffa per Verstappen, dato che gli steward hanno decretato che non avrebbe dovuto restituire la posizione. “Si tratta di una valutazione decisamente soggettiva – ha voluto chiarire il team principal della Red Bull, Christian Horner – guardando quello che è stato segnalato ai commissari pareva evidente che ci sarebbe stata una penalità. Per questo abbiamo chiesto a Max di restituire la posizione, cosa che ovviamente l’ha infastidito molto. Capibile, dato che era convinto di avergli lasciato il giusto spazio”. E su quanto accaduto dopo: “a curva cinque c’è stato un contatto tra le due macchine. Non ne abbiamo parlato per il momento ma i commissari hanno deciso che la manovra meritava una penalità. Un vero peccato, dato che lasciamo la Spagna con un solo punto quando avremmo potuto conquistare un facile podio“.

Sul tema sono stati interpellati anche altre due figure autorevoli, come Toto Wolff ed Helmut Marko. Il primo – che in teoria continua a corteggiare l’olandese per un futuro in Mercedes – non ha voluto esprimere giudizi definitivi “Dovrei rivederlo, non ho ben capito cosa sia successo. Quella di Max è sembrata un azione un po’ rabbiosa, come i tassisti romani o napoletani. Se la sua è stata una reazione rabbiosa, non va bene. Non possiamo vedere una manovra così in F1″ condannando così il gesto, ma tenendo aperte le porte a possibili interpretazioni diverse. Dello stesso avviso Marko, che però si è limitato a dire di capire la frustrazione del proprio pupillo. “Avevamo solo una Soft molto usata o la Hard nuova, e le simulazioni indicavano la Hard come migliore. Chiaramente è stata una scelta sbagliata. Il warm up era troppo complicato. La frustrazione di Max è comprensibile, ciò che rende amaro il finale è la penalizzazione e la P10 finale”



