Toyota strappa il trono della 24 Ore di Le Mans a Ferrari, vincendo finalmente in mezzo ai costruttori più grandi dell’automobilismo. Un’esecuzione magistrale, specialmente per la Toyota #7 di Kamui Kobayashi, Mike Conway e Nyck de Vries, in una gara non priva di sfide e problemi. Maranello, invece, è costretta ad abdicare dopo tre anni di festa, ma in Ferrari possono tenere alta la testa.
IL JOLLY STRATEGICO DI INIZIO GARA
Pur scattando da posizioni di rincalzo a causa di una qualifica definita da Toyota stessa “deludente”, le Hypercar giapponesi hanno impostato una tattica iniziale molto aggressiva, in linea con quanto visto a Spa con la poi vincente BMW #20. Anticipando la sosta per il rifornimento rispetto alla concorrenza, hanno potuto sfruttare pista libera e aria pulita per mettere a segno un forte undercut. Questa mossa ha proiettato soprattutto la #8 in cima, sfoggiando un ritmo molto forte e siglando persino i record sul giro, prima che una serie di contrattempi si mettesse di traverso ad entrambi gli equipaggi.
LE DUE SAFETY CAR HANNO AIUTATO, MA PILOTI E SQUADRA HANNO MESSO IL TIMBRO
Una foratura lenta ha costretto la #7 ad un pit extra, ma un passo gara martellante, in particolare durante la mattinata, le ha permesso di agganciare la zona podio a sei ore dalla bandiera a scacchi, sfruttando poi la Safety Car provocata dall’incidente della Porsche di Guven per agganciarsi al podio.
Sull’altro fronte, la #8 si è trovata a gestire la testa della corsa nelle battute iniziali proprio in virtù della tattica di rifornimento asimmetrica. Successivamente, però, un’uscita di pista a Mulsanne nel corso della nona ora, una penalità con passaggio obbligato in corsia box in piena notte e i 30 secondi persi in un pit stop per sistemare il fissaggio del tamburo dei freni, hanno reso la risalita verso i vertici più complicata, cedendo il testimone alla #7, incaricata di battere la BMW #20.
L’equipaggio della #8 ha difeso con le unghie la seconda piazza, persa quando Frijns ha messo a segno un bel sorpasso prima delle curve Porsche, approfittando di un Buemi in pista con gomme più usate. Kobayashi, invece, ha preso la testa nell’alternanza delle soste e, con Frijns staccato di 20 secondi all’inizio dell’ultima ora, non si è fatto scalfire dalla pressione e ha traghettato la #7 alla vittoria.
What an incredible feat! Toyota is back in charge at Le Mans. Nyck de Vries passes the Cadillac to take second place. pic.twitter.com/eYgdTeHMdy
— 24 Hours of Le Mans (@24hoursoflemans) June 14, 2026
IL TRIONFO CHE CERTIFICA LA GRANDEZZA TOYOTA
Successo magico per Toyota, brava a unire la solidità del ritmo alla proverbiale scaltrezza nel gestire strategie e stint (anche quadrupli). La fortuna concessa dalle Safety Car ha poi dato il via libera ai giapponesi, che hanno approfittato anche del vantaggio numerico per prendere in contropiede Cadillac e BMW, in lotta con una sola macchina a testa. Ora sì, Toyota può dire a tutti gli effetti di aver vinto Le Mans contro altri colossi del motorsport, facendosi valere contro chi ha sempre svalutato le vittorie ottenute tra il 2018 ed il 2022.
FERRARI ABDICA CON ONORE: FATTO IL MASSIMO PER IL PACCHETTO DISPONIBILE
Passando a chi quel trono l’ha preso con forza e conservato per tre anni, si può affermare che Ferrari abbia estratto il massimo da questa 24 Ore, sebbene il ritiro della #50 di Antonio Fuoco, Nicklas Nielsen e Miguel Molina mini il bilancio e post-gara e le due classifiche Mondiali. Tuttavia, difficile immaginare un risultato migliore del quinto posto ottenuto dalla 499P #51 di Alessandro Pier Guidi, Antonio Giovinazzi e James Calado, la cui gara è stata tutto sommato priva di grandi battute d’arresto. L’unico grande intoppo la penalità drive-through inviata a Pier Guidi per il contatto con la LMP2 Proton di Jonas Ried nelle chicane del primo settore, ma per il resto il trio Campione del Mondo in carica ha affrontato una corsa regolare.
BOP O NON BOP, FERRARI ESCE A TESTA ALTA
Al di là delle polemiche su un BoP ormai censurato, a Maranello hanno corso con una Hypercar priva di quegli aggiornamenti portati all’inizio dell’anno da quasi la totalità dei marchi, BMW, Cadillac e Toyota in primis, proprio coloro che hanno dettato legge in gara. Il fatto che le Ferrari siano comunque riuscite a farsi vedere nella Top5, pur considerando i limiti del caso, avvalora esponenzialmente la bontà di un progetto che può ancora resistere al passare del tempo e agli sviluppi della concorrenza.
Possiamo immaginare che il BoP non sia stato così dolce con la Hypercar iridata, anzi, disporre di un bilancio delle prestazioni benevolo avrebbe certificato le debolezze di una 499P che, invece, regge ancora il passo ed è temuta da tutti, ACO in primis. Per il resto, però, tutti sapevano, Ferrari prima di ogni altro, che questa Le Mans e questa stagione sarebbero state in difesa, per poi tornare all’attacco con il macro-aggiornamento previsto per il 2027. A riprova di ciò e in chiusura, le parole di Antonello Coletta e Ferdinando Cannizzo dopo la bandiera a scacchi.
Antonello Coletta, Global Head of Endurance and Corse Clienti: “Sapevamo di non poter lottare per la vittoria ma nonostante questo non ci siamo lasciati scoraggiare anzi, abbiamo cercato ulteriori motivazioni per ottimizzare tutto quello che era nel nostro controllo. Scendere dal podio di Le Mans dopo esservi saliti, con tutti i nostri equipaggi, per tre anni di fila non ci rende felici e siamo consapevoli che non abbiamo disputato la gara perfetta che ci eravamo prefissati. Tuttavia abbiamo dato il massimo e abbiamo davvero poco da rimproverarci. Questo risultato è uno stimolo per tornare più velocemente possibile nelle posizioni che contano.”
Ferdinando Cannizzo, Head of Endurance Race Cars: “Abbiamo perso la gara, ma abbiamo dimostrato che siamo un team e questa è la cosa più importante. Sapevamo dall’inizio che era molto difficile, quasi impossibile essere competitivi. Purtroppo, dopo i primi giri, è stato molto chiaro. Abbiamo continuato fino alla fine con dignità e nel rispetto del valore del Cavallino Rampante, che è la cosa più importante per noi. La Ferrari è questa squadra, e spero che avremo l’opportunità di dimostrare ciò che sappiamo fare. Il campionato non è ancora finito, anche se dopo questa gara sarà una sfida molto difficile”.




