WEC: Mike Conway dice basta alle corse, il vincitore di Le Mans si ritira

Ott 6, 2026

Matteo Pittaccio

Mike Conway ha deciso di chiudere la propria carriera nel motorsport, appendendo il casco al chiodo una volta terminata la 6 Ore di Monza, ultimo appuntamento del WEC. Si chiude così una delle carriere più importanti e longeve nella storia recente dell’endurance. Conway ha costruito il proprio percorso nelle gare di resistenza a partire dal 2013, quando si è affacciato alla categoria LMP2 con G-Drive Racing, prima di entrare nel programma Toyota nel 2014. Da quel momento è diventato uno dei piloti simbolo del costruttore giapponese, contribuendo in maniera determinante alla crescita della squadra fino ai vertici del Mondiale. Due le vittorie a Le Mans, così come due i Mondiali conquistati nel WEC.

La decisione arriva al termine di una stagione che gli ha regalato uno dei risultati più prestigiosi della sua carriera. A giugno, Conway ha infatti conquistato per la seconda volta la 24 Ore di Le Mans, insieme a Kamui Kobayashi e Nyck de Vries al volante della Toyota TR010 Hybrid #7. La vittoria di La Sarthe è arrivata dopo un finale combattutissimo, con Toyota capace di precedere BMW di appena 10 secondi. Già nel post-gara Conway aveva fatto capire che quel trionfo fosse una sorta di splendido canto del cigno, a cui l’inglese vorrà dare eco con la conquista del terzo titolo piloti nel prossimo novembre.

Dalla Formula 3 all’IndyCar

Prima di diventare uno dei protagonisti dell’endurance, Conway aveva costruito una solida carriera nelle monoposto. Dopo i titoli in Formula Renault UK e British Formula 3, il britannico aveva conquistato anche il prestigioso Gran Premio di Macao, attirando l’attenzione del mondo della Formula 1.

Nel 2007 e nel 2008 arrivarono i test con la Honda in F1, ma il passaggio nel Circus non si concretizzò. Conway si trasferì quindi negli Stati Uniti, entrando nel campionato IndyCar, dove avrebbe conquistato quattro vittorie. Proprio in America il pesantissimo infortunio nell’ultimo giro della Indy500 del 2010, quando Conway colpì Hunter-Reay, rimasto senza benzina, decollando in curva tre. L’inglese riportò la frattura di tibia e perone destro, nonché di una vertebra toracica. Tornato in pista nella stagione successiva, Conway vinse quattro gare con Andretti, Carpenter e Coyne, tutte nei cittadini (Long Beach, Detroit e Toronto).

Già nel 2013 la svolta verso l’endurance. La prima stagione in LMP2 con G-Drive Racing fu subito positiva, con quattro vittorie in otto gare e il terzo posto finale in classifica. Prestazioni che gli valsero l’opportunità di entrare nel programma Toyota nella stagione successiva.

Una carriera costruita con Toyota

Il primo successo con Toyota arrivò già nel 2014, in Bahrain, insieme ad Alexander Wurz e Stéphane Sarrazin. Da quel momento Conway è diventato una presenza fissa della squadra giapponese, condividendo negli anni la vettura con alcuni dei più importanti piloti dell’endurance. Il suo palmarès WEC conta due titoli mondiali, conquistati nel 2019-20 e nel 2021, e numerosi piazzamenti sul podio. Conway ha inoltre contribuito alla conquista di sette titoli Costruttori da parte di Toyota, diventando il britannico più vincente nella storia del campionato. Le vittorie nel WEC sono diventate complessivamente 20, con l’ultimo successo arrivato proprio nella gara più importante: la 24 Ore di Le Mans 2026.

“È stato un viaggio incredibile, che non cambierei per nulla al mondo”, ha spiegato Conway annunciando la decisione. Il britannico ha ricordato come la propria passione sia iniziata a otto anni, quando il padre lo portò per la prima volta su una pista di kart, e come quella stessa passione lo abbia accompagnato per oltre vent’anni.

La scelta di fermarsi, ha spiegato, non è stata semplice. Dopo la seconda vittoria a Le Mans, però, Conway ha sentito che fosse arrivato il momento giusto per chiudere questo capitolo e dedicarsi maggiormente alla propria famiglia.

Ancora in lotta per il Mondiale

Il ritiro arriva in un momento particolare anche dal punto di vista sportivo. Conway, Kamui Kobayashi e Nyck de Vries sono ancora matematicamente in corsa per il titolo Piloti 2026 con la Toyota TR010 Hybrid #7. Dopo il Fuji, l’equipaggio occupa infatti il secondo posto in classifica con 79 punti, dieci in meno rispetto alla Toyota #8 di Sébastien Buemi, Brendon Hartley e Ryō Hirakawa. La BMW #20 di René Rast e Robin Frijns segue a quota 75.

Il finale di stagione potrebbe quindi offrire a Conway un’ultima occasione per aggiungere un altro trofeo alla propria collezione. A Monza, dunque, non sarà soltanto l’ultima gara della stagione WEC per Toyota. Sarà anche l’ultima gara di Mike Conway, che concluderà la propria esperienza nel campionato dopo 94 presenze con il costruttore giapponese.

wec conway

Conway vuole godersi vita e famiglia ora. Gli onori anche da Kamui

Il rapporto con Toyota è stato uno degli elementi centrali della carriera di Conway. Il britannico ha ringraziato la squadra per averlo accolto nel 2014 e per avergli permesso di vivere i momenti più importanti della propria carriera. Anche Kamui Kobayashi, oggi Team Principal oltre che compagno di Conway sulla #7, ha voluto rendere omaggio al pilota britannico, definendolo un compagno straordinario sia per velocità e costanza sia dal punto di vista umano.

“È stato un piacere correre sulla #7 con Mike per così tanti anni”, ha dichiarato Kobayashi. “Abbiamo condiviso tanti momenti emozionanti, soprattutto a Le Mans, e alcune delle mie memorie più incredibili nel motorsport sono arrivate insieme a Mike”.

Tra i candidati a prendere il sedile di Conway sulla Toyota #7 potrebbe spuntarla Kevin Estre, da mesi affiancato al marchio giapponese, specialmente considerando l’assenza di Porsche nel WEC.

 

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