Una Red Bull smarrita in Ungheria. È proprio il caso di dirlo se si guarda all’ottavo e sedicesimo posto rimediati dal duo Verstappen – Tsunoda. Ancor più eloquenti le parole del campione del mondo olandese dopo la sessione, che ha spiegato senza mezzi termini come “non ci sia stato un singolo giro o una singola curva in cui io mi sia sentito a mio agio. È tutto il weekend che continuo a scivolare in pista”. La realtà è che il tracciato dell’Hungaroring ha messo in crisi l’impianto della RB21 fin dalle prime libere del venerdì, con gli ingegneri di Milton Keynes finora incapaci di ribaltare le sorti di un weekend partito con il piede sbagliato.
VERSTAPPEN: “ABBIAMO RIBALTATO LA MACCHINA MA SENZA MAI TROVARE UNA BUONA DIREZIONE. NON FUNZIONAVA NULLA”
Già, perché fin dai primi commenti delle FP1, quando Verstappen aveva definito la sua monoposto “semplicemente inguidabile”, vi era più di qualche sospetto che nemmeno un “miracolo” del gruppo di lavoro guidato da Paul Monaghan avrebbe potuto ridare prestazione alla peggior Red Bull della stagione. E così in effetti è stato, visto che l’ottava piazza finale rimediata dall’olandese coincide con il peggior risultato dell’anno in qualifica. “Abbiamo ribaltato la macchina per cercare di venirne a capo– ha ammesso il campione del mondo, costretto persino a tornare alla precedente specifica di ala anteriore– ma il problema è che non abbiamo trovato una vera e propria direzione, il che è preoccupante considerando che quando si stravolge l’assetto si ottengono sempre dei risultati, positivi o negativi che siano. Oggi invece è sembrato semplicemente non funzionare nulla. È come girare in tondo senza sapere cosa fare”.

“Francamente dobbiamo ritenerci fortunati di essere riusciti ad entrare inQ3– prosegue poi lapidario Verstappen – non c’è aderenza e sto guidando solamente in base alle mie sensazioni. Un vero shock, credetemi”. Insomma, neanche l’olandese, pur consapevole che l’Hungaroring non sarebbe stata una delle piste ideale per la sua RB21, si aspettava un risultato così negativo. “Non avrei mai pensato che saremmo stati così indietro, credo nessuno se lo aspettasse. È davvero difficile spiegare come mai questo fine settimana abbiamo avuto così tante difficoltà”. Come risalire la china, dunque? “Penso di poter lottare con qualcuna delle vetture davanti a me al contempo dovrò guardarmi le spalle perché più indietro c’è Lewis e non ho dubbi che risalirà rapidamente”.
MEKIES: “SIAMO ANCORA IN CERCA DEL PROBLEMA. STUPITO CHE VERSTAPPEN SIA ARRIVATO IN Q3”
“Finora non abbiamo avuto un weekend ideale e stiamo facendo fatica a portare la vettura nella giusta finestra”, ha aggiunto poi il team principal Laurent Mekies. “La mancanza di aderenza è un problema che si è riproposto fin dalle prime libere e abbiamo provato diverse soluzioni con Max e Yuki ma non siamo riusciti a dargli la macchina che avremmo voluto”. Problema non risolto, insomma. “No – conferma il francese – quantomeno ora abbiamo più dati a disposizione da analizzare. Se vogliamo migliorare dobbiamo essere bravi a sfruttare in modo costruttivo anche le giornate negative come quella di oggi”.

Commentando poi la prestazione della Red Bull numero uno, lo stesso Mekies si è detto stupito che Verstappen sia riuscito a portare la vettura fino al Q3: “credo che Max sia riuscito ad andare oltre le aspettative, ma il suo ottavo posto è la fotografia reale del nostro potenziale. Domani, in gara, ci saranno temperature elevate e dovremo essere bravi a sfruttarle”.
SFORTUNA TSUNODA, VICINO A MAX MA FUORI IN Q1
Tanta sfortuna per l’altra Red Bull di Yuki Tsunoda. Il giapponese, già ampiamente caduto nel limbo del “secondo pilota” di Milton Keynes, sembrava poter essere quantomeno a livello del compagno di box nel weekend ungherese. Eppure neanche in qualifica – dove ha girato con un ritardo medio di poco più di un decimo rispetto a Verstappen – l’ex Racing Bulls è riuscito a convincere, fermandosi in Q1 (sedicesimo). “Yuki è stato eliminato per un paio di centesimi nonostante fosse davvero vicino a Max”, spiega Mekies. “Stiamo faticando come squadra – ha poi aggiunto Tsunoda – la preparazione, fin dalle FP3, non è stata affatto buona e siamo stati semplicemente lenti. Abbiamo mancato del tutto l’obiettivo, la macchina scivolava e basta”. Un’indicazione importante quella del giapponese, che spiega come la scuderia anglo-austriaca non sia riuscita a svolgere un buon lavoro di preparazione durante le libere: “sono aspetti che contano, anche se un weekend no può capitare”.



