Stella: “Norris perde oltre un decimo in rettilineo ma non è solo Power Unit. Sorpreso di non essere più i migliori nel veloce”

Ott 3, 2026

Jacopo Moretti

La McLaren chiude le qualifiche del Gran Premio di Malesia con Lando Norris in sesta posizione e Oscar Piastri in settima, che diventano però rispettivamente quinta e sesta posizione sulla griglia dopo la penalità di Isack Hadjar. Un risultato che nasconde solo in parte le difficoltà incontrate dalla MCL40, soprattutto sulla vettura di Norris.

Il tema principale emerso da Sepang è infatti ancora una volta la velocità in rettilineo della monoposto del campione del mondo. Un problema già evidenziato a Baku e che si è ripresentato anche in Malesia, senza che McLaren sia ancora riuscita a individuarne con certezza l’origine. Norris ha chiuso il Q3 con un tempo di 1’35″757, appena cinque millesimi più veloce di Piastri, ma ha sottolineato come il comportamento della sua vettura continui a penalizzarlo soprattutto nei tratti ad alta velocità.

“Sono abbastanza soddisfatto del mio ultimo giro. Sento di aver messo tutto insieme e di aver fatto un buon lavoro con quello che avevamo. Ma è chiaro che siamo lontani dal ritmo”, ha spiegato il britannico. “La mia macchina fatica con la velocità sui rettilinei e ci è mancato ritmo generale per tutto il weekend. Partire quinto non è una sorpresa. Non ci aspettiamo miracoli e i Red Bull sembrano essere in una categoria a parte qui”.

Norris ha poi evidenziato quanto il problema possa incidere anche sulla gara: “Ogni volta che faccio una buona uscita da una curva, alla fine del rettilineo sono comunque più lento. Fa male vedere questa situazione ogni volta. Dovrei essere più avanti, non necessariamente perché avrei potuto fare un lavoro migliore, ma perché non stiamo ottenendo dalla macchina tutto ciò che dovremmo”.

Stella: “Un deficit di oltre un decimo, ma non stiamo puntando il dito sulla Power Unit”

stella mclaren

A confermare che la differenza esiste realmente è stato il Team Principal Andrea Stella, che ha però voluto delimitare con precisione il problema, evitando di identificarlo automaticamente con una carenza della Power Unit Mercedes.

“Il problema che vediamo sulla macchina di Lando riguarda una mancanza di velocità in rettilineo”, ha spiegato Stella. “Nelle sezioni in cui conta la potenza, la macchina accelera un po’ meno e sviluppa una velocità massima leggermente inferiore. Parliamo probabilmente di uno o due km/h, quindi di quantità molto piccole”.

Numeri ridotti all’apparenza, ma che sul tempo sul giro diventano significativi. “Sono quantità persino difficili da vedere, perché basta un po’ di scia di una macchina quattro secondi davanti e Lando può risultare più veloce dell’altra vettura. Statisticamente, però, vediamo queste piccole differenze e dovremmo parlare più precisamente di un deficit di velocità in rettilineo”, ha proseguito. La stima di McLaren è in questo senso particolarmente interessante: il problema costerebbe a Norris oltre un decimo al giro, con una perdita quantificabile tra uno e due decimi di secondo.

La causa, però, non è stata ancora individuata. “Capire il motivo per cui accade è qualcosa di diverso”, ha sottolineato Stella. “In realtà possono esserci diverse ragioni. È più difficile monitorare quello che sta succedendo dal punto di vista della Power Unit e, se fosse un problema di deployment, probabilmente riusciremmo a vederlo. Potrebbe invece avere a che fare con altri parametri”.

Ed è proprio qui che entra in gioco anche il comportamento della vettura nel suo complesso. “Ci sono comportamenti della Power Unit che dipendono da ciò che accade sul telaio. Infine, potrebbero esserci parametri legati al drag della vettura”. La posizione di McLaren è quindi chiara: non viene puntato il dito contro la Power Unit. Il dato che il team vuole assumersi è quello del deficit prestazionale sulla vettura di Norris.

“Non stiamo facendo un punto sulla Power Unit. Stiamo semplicemente evidenziando una mancanza di velocità in rettilineo”, ha spiegato Stella. “È corretto nei confronti di Lando assumerci la responsabilità del fatto che sulla sua macchina ci sia un deficit di tempo sul giro che, al momento, non siamo riusciti a rimuovere in un paio di eventi”.

Il problema, inoltre, non potrà essere risolto già a Sepang. McLaren potrà intervenire soltanto a Singapore, dove verranno valutati e modificati tutti i parametri necessari.

McLaren: Piastri comunque vicino a Norris

Sul lato Oscar Piastri, la situazione è differente. L’australiano ha chiuso la qualifica a soli cinque millesimi da Norris, ma ha compromesso il suo ultimo tentativo con una perdita di trazione in uscita da curva 2.

Anche Stella ha sottolineato quanto sia facile pagare caro ogni piccolo errore con queste gomme. “Con la delicatezza di questi pneumatici, non appena inneschi un po’ di wheelspin te lo porti dietro a lungo e perdi immediatamente un decimo”, ha spiegato. “È successo a Oscar in curva 2 e gli era già capitato nel primo run fuori da curva 9”.

Nel complesso, però, la valutazione di Stella sulla qualifica di Piastri è positiva: “È stato estremamente competitivo e fondamentalmente sullo stesso livello di Lando in Q3”. Il Team Principal ha inoltre ribadito la sua lettura del percorso di crescita dell’australiano, soprattutto nella comprensione del comportamento della McLaren al limite: “Ho sempre detto che per Oscar era una questione tecnica: doveva capire come guidare al limite queste vetture, in particolare la McLaren, che richiede un’intensità d’attacco costante rispetto ad altre auto che sembrano più semplici da guidare”.

McLaren, Stella: “Il vantaggio Mercedes visto a Baku è scomparso”

La qualifica di Sepang ha anche modificato, almeno in parte, la fotografia delle forze in campo. Per Stella, il dato più interessante è il differente comportamento delle monoposto rispetto all’appuntamento di Baku: “Il vantaggio velocistico che Mercedes aveva a Baku è completamente scomparso qui”.

Secondo l’analisi del manager McLaren, Red Bull ha mostrato la migliore velocità di punta, mentre Ferrari è sembrata particolarmente forte nella percorrenza delle curve. McLaren, invece, è rimasta a circa un decimo da Mercedes, nonostante il pacchetto di aggiornamenti portato dalla squadra tedesca. “Siamo a circa un decimo da Mercedes, che è una buona posizione considerando il loro pacchetto di aggiornamenti”, ha spiegato Stella. “Siamo semmai un po’ sorpresi di non essere più i migliori nell’alta velocità come lo eravamo a Madrid o a Zandvoort”. Un quadro che conferma quanto rapidamente possano cambiare i rapporti di forza in questa stagione, anche in funzione delle caratteristiche del circuito.

Degrado e strategie: la gara può cambiare tutto

fp2 gp bahrain

Per McLaren, comunque, la posizione di partenza non rappresenta necessariamente il fattore decisivo in vista della gara. Sepang presenta infatti un asfalto particolarmente abrasivo e temperature estremamente elevate, condizioni che potrebbero portare a un degrado delle gomme superiore rispetto a quello visto negli appuntamenti precedenti.

“Questo tracciato ha un’asfaltatura unica, paragonabile solo a quella del Bahrain per rugosità, e le vetture sono molto sensibili a questo fattore”, ha spiegato Stella. “Con le alte temperature bisogna aprire molto la carrozzeria per raffreddare e questo significa sacrificare carico aerodinamico”. La gestione degli pneumatici sarà quindi fondamentale: “Il degrado è così marcato che dopo tre giri le gomme perdono più di quanto non separi le vetture sul giro secco”.

McLaren si aspetta dunque una gara con più soste, strategie differenti e possibili Safety Car, oltre alla variabile sempre presente del clima malese. Lo stesso Norris ha evidenziato come la gestione possa diventare decisiva: “Sarà una gara molto diversa e difficile per tutti. Il degrado delle gomme è più alto di quanto abbiamo visto durante tutto l’anno, e questo probabilmente ci porterà verso una strategia a due o tre soste”.

 

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