Marko promuove Antonelli e scommette sul futuro: “Wolff ha un asso nella manica”

Apr 22, 2026

Luca Manacorda

Nonostante il suo nuovo ruolo di ambasciatore del Red Bull Ring lo tenga ufficialmente lontano dalle decisioni operative del box, Helmut Marko non ha perso il vizio di analizzare il Circus con la consueta, tagliente lucidità. In un’intervista esclusiva rilasciata alla testata austriaca oe24, l’ottantaduenne di Graz ha scattato una fotografia impietosa del momento che sta attraversando la Red Bull, ma svelando come l’Austria potrebbe contare tra qualche su un paio di nuovi talenti dai cognomi tutt’altro che sconosciuti.

Red Bull in crisi: “Sviluppo nella direzione sbagliata”

La RB22, nata con l’incognita del primo motore costruito in proprio dalla Red Bull, sembra aver smarrito la via non tanto nella parte meccanica, quanto in quella aerodinamica. Marko non nasconde la preoccupazione per un team che sembra aver perso la bussola tecnica.

“Si soffre insieme a tutta la squadra – ha ammesso Marko – ma speriamo nella tradizione, ovvero nella capacità che abbiamo avuto in passato di ribaltare le situazioni difficili. Il motore non è il migliore, ma non è il problema principale. Il telaio ha funzionato in modo accettabile solo nella gara inaugurale a Melbourne, ma poi gli sviluppi sono andati nella direzione sbagliata.

Sulle voci di un possibile addio prematuro di Verstappen a fine stagione, Marko ha preferito non sbilanciarsi, confermando un certo distacco: “Non lo sento regolarmente, quindi non posso darvi notizie. Per valutare correttamente se lascerà a fine anno sono troppo lontano, non do consigli dall’esterno”. Tuttavia, il suo verdetto sulla lotta al titolo è gelido: “L’anno scorso Max ha fatto un miracolo sfiorando il titolo, ma temo che quest’anno non ce la farà.

L’elogio a Kimi Antonelli: “Ora può vincere il Mondiale”

Se l’anno scorso Marko era apparso scettico sul talento italiano, oltre a metterlo nel mirino con alcune uscite fuori luogo come dopo il sorpasso subìto da Lando Norris nel GP Qatar, i risultati di questo inizio 2026 lo hanno costretto a una brusca marcia indietro.

“Ho visto subito che Antonelli era velocissimo – ha dichiarato il consulente austriaco – ma era incostante. Quest’anno la musica è cambiata. Ora credo sia capace di lottare per il Mondiale. Una promozione a pieni voti che certifica quanto il lavoro di Toto Wolff stia dando i frutti sperati, con la Mercedes tornata stabilmente al vertice anche grazie al suo nuovo pupillo in grado di mettere in dubbio la leadership designata di George Russell.

I “figli d’arte” e il futuro dell’Austria

Marko ha poi acceso i riflettori su due nomi che potrebbero riportare la bandiera austriaca sulla griglia di partenza della Formula 1 non solo tra i Costruttori: Jack Wolff (9 anni, figlio di Toto) e Johan Berger (figlio di Gerhard).

Toto Wolff ha un asso nella manica: suo figlio Jack, che sta spingendo fortissimo nei kart, proprio come Johan, il figlio di Gerhard Berger. Sono in costante contatto telefonico con Gerhard – ha rivelato Marko – Vedremo se ce la faranno, le premesse ci sono tutte”. Sebbene i due siano ancora giovanissimi, l’attenzione di Marko conferma che il monitoraggio sui talenti di domani non si è mai interrotto.

Il nuovo ruolo al Red Bull Ring

Infine, Marko ha parlato della sua nuova sfida come ambasciatore del tracciato di Spielberg, con l’obiettivo di rilanciare l’interesse per il motorsport in patria, non solo per le quattro ruote.

Spero di poter contribuire ad aumentare l’interesse, soprattutto per la gara di MotoGP al Red Bull Ring – ha detto l’austriaco riguardo all’evento che quest’anno si terrà nel weekend del 20 settembre – Sono un grande fan delle moto. Sarò presente agli eventi Classics di maggio e ovviamente per il Gran Premio di Formula 1 a fine giugno”.

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