Verstappen conquista la pole a Sepang davanti a Hamilton, che porta la Ferrari in prima fila sotto gli occhi del CEO Benedetto Vigna, presente per qualifiche e gara. Per la prima volta quest’anno, Mercedes non è mai stata realmente in lotta per la pole: il basso grip ha frenato la W17, riducendo anche il peso del suo vantaggio di potenza.
L’asfalto vecchio e poco aderente ha generato un sottosterzo marcato, bloccando buona parte del potenziale delle monoposto. Ieri le vetture faticavano persino a inserirsi correttamente in curva. Una difficoltà superiore alle previsioni, che ha complicato il lavoro sugli assetti. La situazione è migliorata nelle FP3 e poi in qualifica, ma Sepang è rimasta lentissima, con tempi di circa tre-quattro secondi superiori alle attese. Una differenza enorme, che ha avuto effetti particolarmente favorevoli sulla gestione dell’energia.
Le velocità inferiori in curva hanno consentito alla carica di durare più a lungo, alleggerendo le difficoltà di deployment. La concorrenza ha quindi subito molto meno lo strapotere della power unit Mercedes: in queste condizioni, la disponibilità di potenza aveva un peso inferiore sul tempo sul giro.

Per rendere l’idea, è come se alle monoposto fossero stati tolti cento punti di carico aerodinamico. Un paragone sugli effetti, perché a rallentarle era l’aderenza dell’asfalto. Il risultato richiama comunque l’obiettivo delle modifiche previste per il 2027: ridurre le velocità in curva per migliorare la guida e il rapporto con la gestione dell’energia.
Sepang ha premiato le vetture con un avantreno più efficace e maggiore presa meccanica. Ferrari SF-26 e Red Bull si trovano bene nelle condizioni “front limited”, nelle quali è soprattutto la tenuta dell’asse anteriore a fissare il limite della prestazione. Entrambe hanno trovato un terreno favorevole rispetto alla Mercedes.
Verstappen e Hamilton hanno sfruttato queste caratteristiche, guidando al limite dell’aderenza disponibile. La pole dell’olandese e il secondo posto dell’inglese nascono dall’incontro tra la qualità dei piloti e quella delle rispettive monoposto nelle condizioni di oggi: vetture complessivamente inferiori alla W17, ma più efficaci su un asfalto che impediva alla Mercedes di esprimere i propri punti di forza.
La W17 ha continuato a perdere soprattutto nella prima parte del giro. Alla difficoltà d’inserimento dovuta al sottosterzo si aggiungeva quella in uscita, con una trazione fortemente limitata dal basso grip. Mercedes faticava quindi anche a scaricare a terra la potenza.

Antonelli ha comunque fatto nettamente meglio di Russell, interpretando con maggiore efficacia una vettura lontana dalle condizioni ideali. Anche il suo ingresso in curva era limitato dal sottosterzo, ma il rendimento dei due piloti Mercedes è stato sensibilmente diverso.
A complicare il quadro c’era l’introduzione di mezza vettura nuova. Il pacchetto ha trasformato buona parte della W17 e richiede comprensione, soprattutto su una pista priva di riferimenti attendibili. Separare gli effetti delle novità da quelli dell’asfalto era tutt’altro che semplice: questa qualifica non basta quindi a giudicare il potenziale dell’aggiornamento.
Le condizioni hanno aiutato anche Aston Martin, finalmente fuori dalle ultime posizioni. Alonso ha chiuso dodicesimo, conquistando la sesta fila: un ottimo risultato oggi. Il limite della power unit Honda ha inciso molto meno, permettendo allo spagnolo di mettere in evidenza le proprie qualità e il potenziale della vettura. Un risultato legato anche alle particolarità di Sepang, ma che offre finalmente alla squadra qualcosa da festeggiare.



