La FIA ha concluso l’indagine sul problema software che ha provocato la perdita di potenza di diverse monoposto durante i giri di formazione del Gran Premio del Bahrain disputato in Malesia, costringendo a sospendere la procedura di partenza. L’episodio, come noto, si era verificato in condizioni particolari e mai incontrate prima durante questa stagione, con pista bagnata e vetture equipaggiate con pneumatici intermedi.
Non comunque una giustificazione per la Federazione, che ha dunque individuato con maggiore precisione la causa del comportamento anomalo del sistema software che gestisce il funzionamento delle nuove Power Unit.
Ecco cos’è successo in Malesia:

Secondo quanto spiegato dalla FIA, alcune vetture che procedevano a bassi giri motore in determinati settori del circuito hanno incontrato una situazione non prevista nella gestione della potenza. In quelle zone era infatti stata impostata una riduzione di 250 kW per limitare l’energia erogata dalla Power Unit in condizioni di pista bagnata, ma su alcune monoposto la riduzione è risultata superiore a quella prevista.
Il punto critico era proprio il regime particolarmente basso del motore: una volta applicata la limitazione, la perdita di potenza diventava maggiore dell’intenzione originaria del software e non poteva essere recuperata all’interno di quei settori. Ed è proprio questo meccanismo ad aver provocato gli episodi osservati durante il primo giro di formazione: la Red Bull di Max Verstappen ha rallentato in testa al gruppo, mentre Lewis Hamilton ha addirittura perso l’utilizzo dell’acceleratore. Problematica poi sofferta anche da Ocon con la Haas e Bottas con la Cadillac, entrambe motorizzate Ferrari.
La FIA ha quindi deciso di ripristinare per Singapore la configurazione utilizzata a Sepang, nel caso in cui dovessero ripresentarsi condizioni meteorologiche analoghe. Un ulteriore aggiornamento del software dedicato alla gestione delle Power Unit sul bagnato sarà invece introdotto per il Gran Premio degli Stati Uniti del 25 ottobre.
FIA: nuove misure per evitare episodi simili
La Federazione ha inoltre annunciato nuove misure per migliorare il processo di verifica del software, riconoscendo che le occasioni per effettuare test completi durante una stagione di Formula 1 sono limitate. Team, costruttori delle Power Unit e FIA lavoreranno quindi per rafforzare simulazioni, test e procedure di validazione, con un coinvolgimento anche del fornitore della centralina elettronica standardizzata ECU.
La FIA ha infine voluto respingere l’idea che il software fosse stato introdotto senza adeguate verifiche. Prima dell’impiego erano state effettuate simulazioni con team e motoristi, mentre il pacchetto era stato successivamente testato in condizioni di funzionamento reale durante le FP1 dei GP del Belgio e dei Paesi Bassi.
Dopo i problemi di Sepang, inoltre, la risposta è stata estremamente rapida: alle 15:45 la procedura di partenza è stata sospesa dopo due giri di formazione, alle 15:50 la FIA aveva già individuato la causa e distribuito una configurazione aggiornata, mentre alle 16:20 tutti i team avevano completato installazione e integrazione. Alle 16:22 è stato dato il segnale dei dieci minuti e alle 16:33 le vetture sono tornate in pista per la nuova procedura di partenza. L’episodio di Sepang è quindi servito anche come banco di prova per correggere il sistema in vista delle prossime gare bagnate, con un nuovo aggiornamento già previsto a partire da Austin.



