La Formula 1 torna in Malesia dopo nove anni. Il circuito di Sepang, pur sotto il nome di Gran Premio del Bahrain, si prepara infatti a riaccogliere il Mondiale dopo l’ultima gara disputata nel 2017, ma il ritorno in calendario rappresenterà una sfida completamente nuova per squadre e piloti. Le monoposto e gli pneumatici sono infatti profondamente cambiati rispetto all’ultima apparizione del tracciato, rendendo particolarmente preziosi i dati che verranno raccolti nel corso del weekend.
I 5,543 km dell’impianto malese combinano lunghi rettilinei con una serie di curve ad alta velocità, concentrate soprattutto nel settore centrale. Un tracciato che sottopone le gomme a livelli di energia medi, con una severità paragonabile a quella di Spa-Francorchamps e Shanghai.
F1, Pirelli sceglie C2, C3 e C4 per Sepang

Per il ritorno in Malesia, Pirelli ha così selezionato le mescole C2, C3 e C4, che saranno rispettivamente Hard, Medium e Soft. Una scelta leggermente più aggressiva rispetto all’alternativa rappresentata dal trio di mescole più dure, considerando le caratteristiche del circuito. L’obiettivo è offrire alle squadre una finestra strategica più ampia, riducendo inoltre il divario tra le strategie a una e a due soste, pur con la consapevolezza che la gestione degli pneumatici sarà uno degli aspetti più delicati del fine settimana, soprattutto a causa delle temperature. Il caldo e l’umidità tipici della regione potrebbero infatti favorire un significativo degrado termico, rendendo fondamentale la gestione delle temperature su entrambi gli assi della vettura.
Asfalto, dati e meteo: tutte le incognite della Malesia
Il tracciato di Sepang presenta una superficie relativamente abrasiva, con un livello di rugosità dell’asfalto paragonabile a quello del circuito del Bahrain, anche se con caratteristiche proprie. Il grip, secondo le previsioni di Pirelli, dovrebbe essere inizialmente piuttosto basso durante le prove del venerdì, per poi aumentare progressivamente con l’evoluzione della pista nel corso del weekend. Proprio per questo motivo, comprendere rapidamente il comportamento delle gomme sarà fondamentale per trovare il giusto compromesso tra prestazione sul giro e gestione del degrado.
Il circuito ha inoltre subito alcuni interventi negli ultimi anni. Nel 2023 è stato rifatto l’asfalto del tratto compreso tra le curve 6 e 12, con ulteriori lavori effettuati nella zona della curva 9. Nonostante questo, secondo le valutazioni effettuate dagli ingegneri Pirelli poche settimane fa, le caratteristiche complessive della superficie sono rimaste molto simili a quelle del 2017.

Uno degli elementi più interessanti del weekend sarà la mancanza di riferimenti realmente attuali. Nonostante Sepang sia un circuito storico per la Formula 1, nessuna squadra dispone infatti di dati direttamente comparabili con quelli che verranno raccolti con l’attuale generazione di monoposto. Il 2017 appartiene infatti a un’epoca tecnica completamente diversa e anche gli pneumatici utilizzati allora erano differenti da quelli attuali. Per questo motivo, le prove libere avranno un’importanza ancora maggiore rispetto al solito.
In questo senso, i piloti dovranno ritrovare rapidamente i riferimenti su un tracciato che molti di loro conoscono soprattutto attraverso il simulatore, mentre gli ingegneri dovranno utilizzare le sessioni del venerdì per definire il corretto bilanciamento della vettura e comprendere il comportamento delle gomme. Ogni giro effettuato nelle prove libere potrà quindi fornire informazioni preziose in vista di qualifiche e gara.
A complicare ulteriormente il ritorno di Sepang potrebbe poi esserci il meteo. All’inizio di ottobre i temporali pomeridiani sono infatti una presenza abituale nella regione e potrebbero interessare qualsiasi sessione del fine settimana. Il caldo intenso, l’elevata umidità e la possibilità di improvvisi acquazzoni tropicali sono del resto alcune delle caratteristiche più riconoscibili del Gran Premio di Malesia. In definitiva, per squadre e piloti si prospetta quindi un weekend ricco di incognite: un circuito storico, ma quasi nuovo per l’attuale Formula 1, pneumatici da comprendere, un asfalto evoluto e condizioni climatiche potenzialmente imprevedibili.



