IndyCar | Long Beach: Palou piega Rosenqvist ai box ed eguaglia Fittipaldi

Apr 20, 2026

Matteo Pittaccio

In gestione per 58 giri, poi il colpo riuscito ai box ai danni di Felix Rosenqvist: così Alex Palou ha vinto per la prima volta il GP di Long Beach della IndyCar, conquistando una vittoria ottenuta di fatto nella pit road del circuito cittadino più iconico degli Stati Uniti. Una prestazione che non solo arricchisce il suo palmarès personale, portandolo a 22 vittorie, al pari di una leggenda come Emerson Fittipaldi, ma che gli permette di riprendersi con forza la leadership della classifica generale.

La svolta ai box

La gara si è decisa su un binario di precisione millimetrica. Partito dalla terza piazzola, Palou ha giocato una partita d’attesa, gestendo le gomme e la pressione sugli avversari nelle fasi iniziali. Il momento cruciale è arrivato a circa trenta giri dalla conclusione: una bandiera gialla ha raggruppato il plotone, innescando la girandola dei pit stop simultanei.

In questa fase, l’efficienza dei meccanici di Chip Ganassi è stata determinante. Sfruttando una sosta fulminea e una posizione favorevole in corsia box, Palou è riuscito a scavalcare la concorrenza, uscendo in testa e mantenendo il comando fino alla bandiera a scacchi grazie a un ritmo inavvicinabile.

Rosenqvist mastica amaro, Dixon sale sul podio

Felix Rosenqvist (Meyer Shank Racing) può dirsi il grande sconfitto di giornata, pur avendo chiuso con un eccellente secondo posto. Lo svedese, scattato dalla pole position, ha guidato il gruppo per ben 58 giri, ma ha dovuto cedere il passo alla forza del binomio Palou-Ganassi, vedendo sfumare la possibilità di tornare al successo dopo sei anni di digiuno.

Alle loro spalle, la saggezza tattica ha premiato Scott Dixon. Il sei volte campione ha costruito il suo terzo posto partendo con le mescole dure per poi spingere nell’ultimo stint con le gomme morbide. Nonostante il forcing finale su Rosenqvist, il neozelandese si è accontentato del terzo posto, ottenendo il 146° podio in carriera e precedendo un costante Kyle Kirkwood. Quest’ultimo, pur perdendo il primato in classifica a favore di Palou, conferma costanza e regolarità con la quinta “top 5” consecutiva.

Delusioni e penalità: O’Ward e Newgarden sottotono, Power bloccato dai una penalità

Non è stata la domenica sperata per Pato O’Ward, quinto al traguardo. Il messicano ha pagato caro un rallentamento durante la prima sosta, perdendo posizioni preziose che non è più riuscito a recuperare. Gara da dimenticare anche per Will Power, penalizzato con un drive-through dopo un contatto con un meccanico altrui durante le concitate fasi ai box.

Tra i grandi nomi, spicca il weekend difficile di Josef Newgarden. Il pilota del Team Penske ha tentato una strategia aggressiva sulle tre soste, ma un errore in fase di sorpasso ha causato un pesante bloccaggio delle ruote. Le vibrazioni risultanti hanno compromesso il suo passo, relegandolo a un anonimo 14° posto finale.

L’avventura di Schumacher in IndyCar non decolla

Tra i primi dieci brillano la costanza di Graham Rahal (unico raggio di sole per il Team RLL) e finalmente un convincente Kyffin Simpson, alla seconda top10 dell’anno. Note di merito anche per Dennis Hauger, 11° e miglior rookie di giornata. In fondo alla classifica, prosegue il momento buio di Mick Schumacher: il tedesco, dopo un fine settimana costellato di problemi tecnici e incidenti nelle libere, ha chiuso la gara in 17ª posizione, mai realmente capace di risalire la classifica.

INDYCAR: I RISULTATI DEL GP DI LONG BEACH

Il Gran Premio di Long Beach ha incoronato ancora una volta Alex Palou. Il pilota spagnolo, portacolori del team Chip Ganassi Racing, ha conquistato una vittoria di autorità sul circuito cittadino più iconico degli Stati Uniti, siglando il suo terzo successo stagionale. Una prestazione che non solo arricchisce il suo palmarès personale — portandolo a 22 vittorie, al pari di una leggenda come Emerson Fittipaldi — ma che gli permette di riprendersi con forza la leadership della classifica generale. La svolta ai box La gara si è decisa su un binario di precisione millimetrica. Partito dalla terza piazzola, Palou ha giocato una partita d’attesa, gestendo le gomme e la pressione sugli avversari nelle fasi iniziali. Il momento cruciale è arrivato a circa trenta giri dalla conclusione: una bandiera gialla ha raggruppato il plotone, innescando la girandola dei pit stop simultanei. In questa fase, l'efficienza dei meccanici di Chip Ganassi è stata determinante. Sfruttando una sosta fulminea e una posizione favorevole in corsia box, Palou è riuscito a scavalcare la concorrenza, uscendo in testa e mantenendo il comando fino alla bandiera a scacchi grazie a un ritmo inavvicinabile. Rosenqvist mastica amaro, Dixon sale sul podio Felix Rosenqvist (Meyer Shank Racing) può dirsi il grande sconfitto di giornata, pur avendo chiuso con un eccellente secondo posto. Lo svedese, scattato dalla pole position, ha guidato il gruppo per ben 58 giri, ma ha dovuto cedere il passo alla superiorità strategica del binomio Palou-Ganassi, vedendo sfumare la possibilità di tornare al successo dopo sei anni di digiuno. Alle loro spalle, la saggezza tattica ha premiato Scott Dixon. Il sei volte campione ha costruito il suo terzo posto partendo con le mescole dure per poi scatenarsi nell’ultimo stint con le gomme morbide. Nonostante il forcing finale su Rosenqvist, il neozelandese si è accontentato del 146° podio in carriera, precedendo un solidissimo Kyle Kirkwood. Quest'ultimo, pur perdendo il primato in classifica a favore di Palou, conferma il suo straordinario momento di forma con la quinta "top 5" consecutiva. Delusioni e penalità: O’Ward e Newgarden sottotono Non è stata la domenica sperata per Pato O’Ward, quinto al traguardo. Il messicano ha pagato caro un rallentamento durante la prima sosta, perdendo posizioni preziose che non è più riuscito a recuperare. Gara da dimenticare anche per Will Power, penalizzato con un drive-through dopo un contatto con un meccanico altrui durante le concitate fasi ai box. Tra i grandi nomi, spicca il weekend difficile di Josef Newgarden. Il pilota del Team Penske ha tentato una strategia aggressiva sulle tre soste, ma un errore in fase di sorpasso ha causato un pesante bloccaggio delle ruote. Le vibrazioni risultanti hanno compromesso il suo passo, relegandolo a un anonimo 14° posto finale. Il resto della griglia Nella top 10 brilla la costanza di Graham Rahal (unico raggio di sole per il Team RLL) e il debutto convincente di Kyffin Simpson. Note di merito anche per Dennis Hauger, 11° e miglior rookie di giornata. In fondo allo schieramento, prosegue il momento buio di Mick Schumacher: il tedesco, dopo un fine settimana costellato di problemi tecnici e incidenti nelle libere, ha chiuso la gara in 17ª posizione, mai realmente capace di impensierire il gruppo di testa.

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