Alex Palou ha conquistato il Gran Premio di Portland 2026, 13esima prova della IndyCar 2026, mettendo a segno la 25esima affermazione assoluta, la sesta vittoria stagionale e la terza della carriera sul circuito dell’Oregon, dopo i successi del 2021 e del 2023. Per Chip Ganassi Racing è stata l’ennesima dimostrazione di forza in un weekend in cui è mancata solo la Pole Position, ottenuta da quel Felix Rosenqvist che in gara ha provato a mettergli i bastoni tra le ruote in tutti i modi.
VITTORIA DECISA AL GIRO 32
Lo scambio decisivo si è tenuto al giro 32, quando Palou ha deciso di fare un giro in più rispetto a Rosenqvist prima di rientrare ai box per il primi pit stop. Lasciata la pit road, lo spagnolo ha fatto funzionare alla perfezione l’overcut, saltando davanti a Rosenqvist ed arpionando una leadership mantenuta fino al traguardo.
Guardando al quinto posto di Kyle Kirkwood ed all’opaco 12esimo di David Malukas, i primi inseguitori in campionato, la vittoria di Portland assume un peso enorme in ottica classifica: Palou arrivava in Oregon con 83 punti di vantaggio su David Malukas e 87 su Kyle Kirkwood. Dopo i 110 giri disputati, il margine su Kirkwood tocca i 110 punti, con il catalano che potrebbe aver messo una seria ipoteca sul quinto titolo IndyCar, eventualmente il quarto consecutivo.
POCHI COLPI DI SCENA. POWER A PODIO, ANCORA BENE VEEKAY
La corsa è stata tutto sommato tranquilla, interrotta dal solo fuori pista di Graham Rahal all’ultima curva, episodio che ha richiesto una velocissima caution nei primi giri. In una corsa di ritmo e tempistiche ai box Will Power ha siglato il terzo podio stagionale, mancando però l’attacco decisivo su Rosenqvist nonostante il vantaggio di gomme (morbide contro dure) nell’ultimo stint. A pesare anche un’incomprensione con i box Andretti nella chiamata per la sosta finale, quando Power ha percorso un giro in più del previsto ritrovandosi bloccato nel traffico e perdendo circa due secondi.
Grande prova, l’ennesima della stagione, per il binomio Rinus VeeKay-Juncos Hollinger Racing, al terzo quarto posto e ormai presenza consolidata nella Top10 del campionato. L’olandese ha per di più avuto la meglio di Kirkwood, battendolo nell’ultima danza ai box e lasciandolo nelle grinfie di Marcus Ericsson, che però si è accontentato del sesto posto. Lo svedese era partito bene mettendosi in seconda piazza, ma un lungo dopo la prima sosta ha vanificato tutti gli sforzi.
SIMPSON IN TOP10 CON SORPASSO MOZZAFIATO, MA BEFFATO DA LUNDGAARD
Scott McLaughlin e Josef Newgarden non sono andati oltre il settimo e ottavo posto, precedendo un Christian Lundgaard obbligato a rimontare dall’ultima casella dopo il problema tecnico all’ibrido sofferto in qualifica. Da capogiro la partenza, con il danese capace di passare dal 25esimo al 15esimo posto in pochi km, per poi chiudere nono passando in extremis un solido Kyffin Simpson, che a metà gara era riuscito a sfilarlo all’esterno in curva tre.
DIXON ANCORA DELUDENTE, ALTRO KO TECNICO PER ARMSTRONG
Altro fine settimana storto per Scott Dixon, solamente 14esimo ed alla settima corsa di fila fuori dalla Top10. Esito negativo anche per Marcus Armstrong, bersagliato da noie tecniche per il terzo weekend su quattro.
Ora la IndyCar vola verso il Canada per il nuovo Gran Premio di Markham, in programma domenica 16 agosto alle ore 18:00.




