GP Messico: McLaren favorita in altitudine, ma c’è un fattore cruciale

Ott 23, 2025

Andrea Vergani

A cinque Gran Premi dalla fine del Mondiale la battaglia per il titolo piloti è apertissima tra i due piloti della McLaren – già coronata in classifica costruttori – e Max Verstappen, che ha già vinto cinque volte il GP del Messico. Lo stato di forma dei tre piloti è completamente diverso, così come la loro situazione in classifica: in questa battaglia Norris è l’uomo in mezzo, non il più in forma e non quello messo meglio in termini di punti, ma ha le carte in regola per giocarsi la vittoria finale nonostante un’annata complicata. L’inglese non vince dal GP di Ungheria e da dopo la pausa estiva ha conquistato solo 57 punti, contro i 62 del compagno e 119 di Verstappen, anche a causa del pesante ritiro di Zandvoort; nonostante ciò l’inglese è stato il più in forma dei due McLaren da Monza è sempre arrivato davanti alla vettura papaya numero 81. Il GP del Messico sarà una tappa fondamentale più per i suoi rivali: Piastri non può permettersi un altro weekend no dopo Baku e Austin, e se Verstappen dovesse essere battuto dalle McLaren sarebbe costretto a recuperare più di 40 punti in quattro weekend. La tappa messicana può essere il miglior terreno di caccia per McLaren da qui alla fine e una vittoria di Norris significherebbe essere almeno a -7 da Piastri. 

GP Messico: il layout sorride a McLaren, ma Red Bull è competitiva ovunque e Verstappen è un fattore in più 

Le caratteristiche del circuito Hermanos Rodriguez si adattano meglio alla MCL39 vista la maggiore presenza di curve a media e bassa velocità – dove non è da sottovalutare la RB21, molto migliorata con il nuovo fondo – rispetto al Circuito delle Americhe dove Verstappen ha fatto bottino pieno qualche giorno fa. L’altra componente importante nell’equazione del GP del Messico è la rarefazione dell’aria che, riducendo il carico aerodinamico e la resistenza all’aria, induce le squadre ad adottare assetti da alto carico e cofani dalle aperture estreme: saranno molte le squadre che introdurranno un cofano motore modificato in Messico per soddisfare queste richieste, inclusa Ferrari. Nella prima parte di stagione McLaren ha fatto della capacità di raffreddamento uno dei suoi principali punti di forza, e questo weekend può dare qualcosa in più alla MCL39. Le condizioni estreme per il raffreddamento di Power Unit e freni saranno un fattore non solo nella scelta di impostazioni, ma anche nell’economia del weekend perché viaggiare in aria pulita sarà un fattore fondamentale che porterà molta enfasi su qualifica e primo giro. George Russell ha recentemente parlato dell’importanza della posizione di partenza: Già prima della gara ero convinto che la posizione in cui sarei stato in curva uno sarebbe stata quella in cui avrei chiuso la corsa. Ormai ci vuole oltre mezzo secondo di vantaggio nel passo per superare”. In Messico saranno accentuati al massimo tutti i problemi di questa natura visti in Texas.

Anche questo weekend ci sarà moltissima enfasi sulla seconda metà di Q3 dove riuscire a mettere insieme un giro vicino al limite della vettura conta sempre di più: i dati confermano che in questa stagione Verstappen e Russell sono stati i migliori in questo, seguiti a distanza ravvicinata da Leclerc (non aiutato dalle difficoltà della SF-25), ma soprattutto che da quando sono stati introdotti gli aggiornamenti sulla RB21 l’olandese non sbaglia un colpo al sabato e ha fatto la differenza rispetto a Piastri e Norris. In termini di risultati lo testimoniano le tre Pole Position nelle ultime quattro gare, arco di tempo in cui McLaren non è mai stata in prima fila ma si sono visti dei buoni progressi da parte di Norris – non ancora al livello del campione del mondo in carica – e il periodo nero di Oscar Piastri. Per i due piloti della squadra di Woking sarà importante riuscire a mettere insieme un giro pulito e competitivo in qualifica perché a Singapore ed Austin si è visto che la MCL39 non era seconda a nessuna vettura in aria pulita. Piastri è stato più bravo nella prima metà di stagione ma dovrà ritrovare fiducia e tranquillità in una delle sue peggiori piste: nei weekend del 2023 e 2024 l’australiano ha faticato moltissimo nella Città del Messico.

In termini aerodinamici il circuito messicano è quello che, tra i cinque rimanenti, si dovrebbe adattare al meglio alla monoposto papaya e il GP del Messico può essere l’occasione più grande per tornare alla vittoria e allontanare Verstappen in classifica: lo stile di Norris può aiutarlo qui e il numero 4 dovrà confermare il trend in crescendo e assumere il ruolo di inseguitore per avvicinarsi al leader del Mondiale. Tuttavia con distacchi così ravvicinati la parola chiave sarà ‘esecuzione’, aspetto nel quale Red Bull e Verstappen eccellono. Sarà in secondo piano la lotta per la seconda posizione in classifica Costruttori che vede Mercedes davanti a Ferrari (-7) e Red Bull (-10), con quest’ultima indubbiamente favorita tra le tre anche questo weekend; rispetto ad Austin, il circuito è più improntato su sezioni a media e bassa velocità e questo favorisce Mercedes rispetto a Ferrari ma anche qui si giocherà sui dettagli. L’asfalto molto liscio e le temperature più miti, intorno ai 27°C di massima, uniti a un minor impatto del vento presentano due delle differenze sostanziali rispetto alla scorsa gara. 

GP Messico: Pirelli ripropone il salto di mescola, ma le variabili sono limitate

Per il secondo weekend consecutivo, Pirelli ha scelto di riproporre il salto di mescola con una variazione: in Messico saranno C2, C4 e C5 le possibili gomme a disposizione, uno step più morbido rispetto al GP in Texas. Pirelli stessa ha fatto sapere che tra la bianca e le altre mescole a disposizione c’è un considerevole delta in termini di tempo sul giro e una minore aderenza, non un caso perché l’obiettivo è quello di aggiungere incognite a una gara che l’anno scorso era stata completata comodamente con una sola sosta da parte dei top. La gomma morbida non è stata utilizzata in gara nel 2024, mentre quest’anno potrebbe giocare un ruolo importante: dopo la prima giornata di libere sarà più chiaro il quadro generale e le squadre saranno indirizzate verso una strategia tra C4-C2 oppure C5-C4. Perché viene esclusa la doppia sosta? La perdita di tempo di 22 secondi ai box è una delle motivazioni ma non la principale: come già sottolineato, la criticità del raffreddamento impone alle squadre di cercare il maggior numero di giri in aria pulita e sorpassare molte vetture richiede una velocità pura e capacità di gestione che forse anche la MCL39 ha perso. 

Lo scarso utilizzo del circuito nel resto dell’anno e le condizioni atmosferiche a 2200 metri di altitudine rendono lo scivolamento un fattore importante nella gestione degli pneumatici in gara, con possibile graining nel corso dei 71 giri previsti, ma anche nel giro di qualifica dove è importante non surriscaldare le coperture nella prima metà di giro. A questo proposito sarà importante il ruolo dei piloti nella gestione del limite della vettura nel corso del giro lanciato: questa sarà una delle grandi sfide per il duo McLaren nel confronto con Max Verstappen. L’accentuata evoluzione della pista può anche riservare sorprese importanti in qualifica, dove negli anni scorsi proprio Piastri e Norris sono stati eliminati nella prima fase. 

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