GP Baku, Pirelli sceglie le gomme morbide: strategie e criticità previste

Set 21, 2026

Paolo D’Alessandro

La Formula 1 si prepara a tornare a Baku per il prossimo appuntamento del campionato, in quello che sarà l’inizio di una tripletta di tre gare consecutive. Il circuito azero rappresenta una delle sfide più particolari del calendario: 6,003 chilometri, 20 curve e un’alternanza tra sezioni molto tecniche e lunghi rettilinei. Il tracciato cittadino presenta inoltre alcune novità rispetto alle precedenti edizioni, con interventi sull’asfalto in corrispondenza di alcuni tratti delle curve 2, 3 e 4.

Le riasfaltature hanno interessato soltanto porzioni specifiche del circuito e, secondo Pirelli, non dovrebbero modificare in maniera significativa il comportamento degli pneumatici.

Come spesso accade sui circuiti cittadini, il principale elemento da considerare nelle prime sessioni sarà piuttosto il livello di aderenza inizialmente contenuto. La situazione dovrebbe però cambiare rapidamente durante il fine settimana, grazie alla progressiva deposizione di gomma sulla traiettoria. La pista è quindi destinata a evolvere in maniera importante, rendendo particolarmente delicato il lavoro di squadre e piloti nella definizione del set-up e nella gestione delle gomme.

Il programma del weekend sarà particolare quest’anno. Le prime due sessioni di prove libere si svolgeranno infatti già giovedì, mentre le qualifiche saranno disputate venerdì e il Gran Premio sabato alle 15:00 ora locale.

Pirelli sceglie C3, C4 e C5. Prevista una sola sosta.

Per il Gran Premio di Baku, Pirelli porterà la propria gamma più morbida tra quelle disponibili: C3 come Hard, C4 come Medium e C5 come Soft. La selezione rappresenta uno step più duro rispetto alla scelta dello scorso anno, quando era stata utilizzata anche la C6 come mescola più morbida. La Soft più estrema, tuttavia, non aveva trovato spazio in gara: team e piloti avevano preferito puntare sulla C5 e sulla C4, allungando gli stint e mantenendo maggiore flessibilità strategica.

Uno degli elementi più interessanti riguarderà il comportamento atteso degli pneumatici in gara. L’asfalto di Baku è relativamente liscio e poco abrasivo e, di conseguenza, usura e degrado dovrebbero mantenersi su livelli contenuti. Questo scenario rende plausibile una gara costruita su una sola sosta.

La C5 potrebbe rivelarsi più resistente di quanto il nome della mescola possa suggerire, consentendo stint particolarmente lunghi. Un comportamento già osservato recentemente a Monza. Al contrario, la C3 potrebbe avere un ruolo marginale durante la gara, con diversi team potenzialmente orientati verso le mescole più morbide.

Caratteristiche del tracciato e il ‘pericolo’ graining

Baku è un circuito cittadino, ma sottopone gli pneumatici a carichi importanti. Il lunghissimo rettilineo principale è preceduto da una sequenza di accelerazioni e frenate da velocità relativamente basse, creando un tracciato caratterizzato da continui cambi di ritmo. È il classico scenario “stop and go”, nel quale diventano fondamentali stabilità e trazione.

Anche l’efficienza aerodinamica avrà un peso rilevante, e quest’anno si parla molto di efficienza dell’intero copro vettura, grazie all’aerodinamica attiva che un po’ va ad ‘appiattire’ le scelte sulle ali.

Uno degli aspetti più delicati per Pirelli riguarderà la gestione delle temperature. Il lungo tratto a pieno gas che conduce dall’ultima curva alla prima favorisce infatti un raffreddamento significativo degli pneumatici. L’effetto è ulteriormente accentuato dall’evoluzione dei cerchi e potrebbe portare a una conseguenza apparentemente controintuitiva: un aumento del rischio di bloccaggio in frenata, soprattutto sull’asse anteriore.

A mantenere sotto controllo il surriscaldamento potrebbe contribuire anche l’ambiente cittadino. Nonostante Baku possa presentare temperature elevate, gli edifici che circondano il circuito creano numerose zone d’ombra lungo il tracciato. Questo limita l’esposizione diretta dell’asfalto al sole e può contribuire a contenere l’aumento delle temperature della pista.

Il quadro delineato da Pirelli porta quindi verso un Gran Premio in cui la gestione termica, l’evoluzione del grip e la strategia a una sosta potrebbero essere tra gli elementi principali. La fase iniziale del weekend potrebbe presentare qualche difficoltà sul fronte del graining. Il fenomeno è atteso principalmente nelle prime sessioni e dovrebbe ridursi con il progressivo aumento dell’aderenza. Non viene quindi considerato un elemento destinato a condizionare significativamente la prestazione nel corso del Gran Premio.

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