Ferrari, la priorità di Singapore in formato Sprint: “Massimizzare l’unica sessione di prove libere”

Ott 7, 2026

Luca Manacorda

A pochi giorni dalla tappa di Sepang, la Scuderia Ferrari si appresta ad affrontare uno degli appuntamenti più suggestivi ed estenuanti del calendario: il Gran Premio di Singapore. Il weekend di Marina Bay aggiungerà un ulteriore elemento di pressione rispetto al passato, debuttando per la prima volta nella storia con il format della Sprint Race, l’ultima prevista in questa stagione. Con un’unica sessione di prove libere a disposizione, piloti ed ingegneri dovranno trovare immediatamente la giusta direzione d’assetto senza margini d’errore.

Il tracciato cittadino di Marina Bay (4.927 metri, 19 curve) mantiene la sua classica natura selettiva: carreggiata stretta, muretti vicini e sollecitazioni estreme sia per l’impianto frenante che per il raffreddamento delle monoposto. A complicare il quadro ci saranno il caldo soffocante, l’elevata umidità e l’incognita meteo, con frequenti temporali tropicali pronti a stravolgere i piani. Al momento le previsioni riportano qualche possibile precipitazione sabato e domenica, ma prima degli orari serali delle sessioni.

Programma ed orari del weekend (ora italiana):

  • Venerdì: Prove Libere 1 alle 11:30; Qualifiche Sprint alle 14:30.
  • Sabato: Sprint Race (21 giri) alle 11:00; Qualifiche GP alle 15:00.
  • Domenica: Gran Premio alle 14:00.

Vasseur: «Servirà la massima efficienza fin dalle FP1»

Il Team Principal della Ferrari, Frédéric Vasseur, ha evidenziato le difficoltà logistiche e tecniche di un appuntamento che chiude un’intensa tripletta di gare in Asia: “L’ultimo weekend Sprint della stagione presenta una sfida aggiuntiva, proprio perché si corre a Singapore, un circuito sul quale i piloti generalmente desiderano percorrere quanti più giri possibile per acquisire fiducia“.

La Sprint su un circuito cittadino di questo genere rappresenta un po’ l’antipasto di ciò che vedremo il prossimo anno a Monte Carlo. Le FP1 assumono un’importanza vitale per disputare una buona qualifica Sprint e partire il più avanti possibile su un circuito con pochissimi punti di sorpasso: “I distacchi tra le squadre sono molto ridotti e dobbiamo assicurarci di massimizzare ogni sessione, in particolare l’unica di prove libere, per mettere i piloti nelle migliori condizioni possibili con la vettura – ha sottolineato Vasseur – Singapore è una delle gare più impegnative dell’anno per tutti i membri del team, e lo è ancora di più quest’anno arrivando al termine di una tripletta. Faremo il massimo per ottenere il miglior risultato possibile“.

La sfida medica: caldo, umidità e fuso orario

A spiegare la gestione fisica e mentale di uomini e strutture è Michele Messina, medico dello sport di Med-Ex al supporto della Scuderia Ferrari. Il medico ha analizzato i rischi e le strategie per affrontare l’ultima tappa del trittico composto da Baku, Sepang e Marina Bay: “L’inserimento della gara in Malesia nel calendario ha reso questa tripletta particolarmente impegnativa perché, oltre ai viaggi e ai cambi di fuso orario, ci siamo trovati ad affrontare due weekend consecutivi caratterizzati da caldo e umidità estremi. La sfida non è gestire una singola gara, ma il carico complessivo di una fase della stagione molto intensa. In queste condizioni diventano fondamentali l’idratazione, il recupero e la possibilità di offrire alle persone momenti di sollievo in ambienti climatizzati“.

Messina ha poi chiarito come la gestione dei ritmi biologici a Singapore differisca nettamente rispetto ad altre trasferte asiatiche: “Baku ha richiesto un adattamento relativamente semplice, Sepang ha portato un cambiamento molto significativo sia di fuso orario sia di condizioni ambientali, mentre Singapore è particolare perché il programma del weekend mantiene gran parte della squadra su ritmi più vicini a quelli europei pur trovandoci in Asia. Per questo il recupero deve essere pianificato e non affrontato soltanto quando la stanchezza si fa sentire. Sonno, esposizione alla luce, alimentazione, idratazione e attività fisica fanno tutti parte della strategia. In questa fase della stagione la fatica è cumulativa: non conta solo come hai dormito la notte precedente, ma il quadro complessivo. Il nostro compito è gestire il carico prima che possa influire sul benessere, sulla concentrazione e sulla performance“.

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