Ferrari è uscita con le ossa rotte dalle gare di Settembre: se a Barcellona era nata la convinzione di potersi giocare il Mondiale Costruttori contro Mercedes, Madrid e Baku hanno spento la luce. Con gli aggiornamenti di Budapest, McLaren ha scavalcato la Rossa che non ha ancora risposto allo sviluppo degli inglesi e da Monza gioca il ruolo di terza-quarta forza. Le cinque gare che hanno preceduto la pausa estiva avevano dato prova di una Ferrari forte e concreta, capace di cogliere due occasioni d’oro a Barcellona e Silverstone per tornare al successo dopo un anno e mezzo, ma non c’è stata continuità al rientro dalle vacanze. Non era un segreto che con gli aggiornamenti di Zandvoort e Monza si sarebbe decisa la direzione della seconda metà. Dopo quattro gare, gli obiettivi sono stati significativamente ridimensionati nel campionato piloti e soprattutto in quello Costruttori. Appena 40 punti conquistati tra Monza e Baku (rispetto ai 103 nelle tre gare prima della pausa) rispecchiano una mancanza di competitività ed esecuzione che hanno praticamente rimosso Ferrari dalla lotta per il campionato. In mezzo al caos mediatico nato tra Zandvoort e Monza, si è perso il vero motivo dietro ai risultati deludenti dell’ultimo mese?
Ferrari, mancano due decimi: la fine dell’estate ha ridimensionato gli obiettivi
Nel momento in cui ci si attendeva uno scatto da parte della Rossa, è arrivato il collasso quasi definitivo. Un copione troppo conosciuto quando si parla della squadra di Maranello che, spesso, fa un passo indietro proprio quando uno in avanti potrebbe portare ad affacciarsi sulla cima della montagna. A Zandvoort e Monza il clima acceso tra i due piloti della Rossa ha nascosto i primi segnali che indicavano che il nuovo fondo non ha consentito di migliorare quanto bastava per raggiungere McLaren e Mercedes. Questa è anche la conseguenza di un pacchetto, quello d’Olanda, che Ferrari non ha introdotto nel suo intero, proprio per i risultati non così convincenti ottenuti in galleria. A Madrid e Baku è arrivata una sentenza più netta, con la SF-26 prestazionalmente dietro agli altri tre top team.

Secondo diverse analisi effettuate da Autoracer, nelle ultime quattro gare è evidente un buco prestazionale di due decimi abbondanti rispetto alla crescita generale della griglia: manca quella fetta di prestazione che sarebbe stato ideale ottenere da un pacchetto tra quello di Barcellona e quello che arriverà ad Austin. Il fondo di Zandvoort ha avuto più un ruolo di trampolino di lancio verso l’ultimo grande step stagionale, piuttosto che un salto di prestazione pura. Fare passi avanti a Sepang e (soprattutto) ad Austin sarà cruciale non solo per concludere al meglio la stagione e avere una base migliore di quella attuale nel 2027, ma anche per dare un’iniezione di fiducia all’ambiente.
McLaren ha aggiornato e Mercedes lo farà a Sepang, Ferrari deve aspettare per un grosso step
Nel weekend di Budapest Andrea Stella aveva sottolineato molto bene come, per rimanere competitivi da lì a fine stagione, sarebbe stato imperativo trovare almeno mezzo secondo. Se Ferrari ha trovato più di due decimi dalla nuova Power Unit ADUO 2, manca ora un ulteriore contributo da parte degli aggiornamenti aerodinamici. Nelle ultime settimane è stato messo in discussione l’aumento di cavalli fornito dal secondo ADUO, ma la telemetria è chiara: a Monza, Madrid e Baku, il contributo del motore sviluppato si è visto e ha fatto la sua parte secondo le aspettative. Tuttavia “Sappiamo perfettamente che in ogni weekend di gara partiamo con un deficit di 4 decimi, che in certi casi arriva anche a 6”, ha sottolineato Hamilton. Dall’altra parte, il doppio pacchetto McLaren a Budapest – Zandvoort ha permesso alle papaya di scavalcare la SF-26 come prima forza nelle curve: in Olanda e Spagna la MCL40 è stata la migliore nel guidato e sarà da valutare in Malesia. Senza un vantaggio in curva, il deficit motoristico assume un peso ancora più importante. “Avremo alcune cose sulla macchina e speriamo che ci aiutino a essere davanti a Red Bull e McLaren. Non penso però che sarà sufficiente per lottare con Mercedes”, il commento di Leclerc nel giovedì malese.

Come anticipato da Autoracer nei primi mesi della stagione, i pacchetti deliberati per lo sviluppo sono quattro con l’ultimo in arrivo a fine Ottobre. Tuttavia, prima di quel weekend bisogna fare i conti con la MCL40 aggiornata e l’ultimo step Mercedes. Woking ha già migliorato una vettura che è stata prima forza in tre degli ultimi cinque fine settimana, mentre Mercedes avrà il compito di migliorare quello che è stato complessivamente il miglior pacchetto in griglia.
Le carenze sono di natura prestazionale, ma a Ferrari quest’anno manca un contributo extra dai piloti?
Nessuno nel Paddock può permettersi di puntare il dito contro i piloti Ferrari, che storicamente non sono mai stati un problema per una squadra così ambita da parte dei migliori in griglia. Tuttavia, è evidente che quest’anno altri siano riusciti a fare la differenza più dei ferraristi. In primis Kimi Antonelli e Lando Norris, che hanno cambiato le carte sostituendo il trio Verstappen – Leclerc – Russell che nel 2024 e 2025 avevano fatto la differenza su tutti. Anche Max Verstappen è stato autore di un’annata molto competitiva. Negli ultimi quindici anni si possono trovare una piccola manciata di stagioni in cui nessuno dei due piloti in Rosso è stato tra i migliori in griglia. Tra queste, si può aggiungere il 2026?

I nuovi regolamenti hanno cambiato ciò che viene richiesto al pilota e ha messo in seria difficoltà alcuni di quelli che hanno brillato con la generazione precedente, come Russell e Piastri. Non è un segreto che specialmente nella fase centrale di stagione anche Leclerc abbia avuto alcune difficoltà – legate in parte ai regolamenti, ma non solo. Rispetto ai due citati sopra, il suo talento gli ha permesso di stare a galla: prestazionalmente, la differenza con il compagno è nell’ordine dei centesimi, ma si tratta di un passo indietro rispetto agli standard a cui ci ha abituati. Dall’altra parte, Hamilton si è ripreso dopo aver sofferto le caratteristiche dell’effetto suolo, ma anche il sette volte campione del mondo non è più ai livelli di una volta.
Non è da escludere che l’estrema competitività di entrambi nasconda il loro contributo, ma l’impressione è che diverse volte in stagione a Ferrari sia mancato quel fattore in più che negli anni precedenti era sempre riuscita ad ottenere dai suoi piloti. In Azerbaijan, dove Leclerc ha sempre fatto un’enorme differenza su tutta la griglia, il monegasco ha fatto bene ma non ha replicato alcune magie degli anni passati. A Sepang il layout verrà incontro alle caratteristiche della SF-26 più di Baku, ma le prime posizioni sembrano comunque fuori portata.



