L’autocandidatura di Christian Horner alla Ferrari ha probabilmente prodotto un effetto opposto rispetto alle attese. Maranello, almeno in questa fase, era più un obiettivo dichiarato dall’ex team principal Red Bull che una possibilità realmente presa in considerazione dalla Ferrari.
Le sue parole hanno però inevitabilmente alimentato nuove storie sul futuro di Frédéric Vasseur, creando un ulteriore elemento di disturbo attorno alla squadra. La reazione interna, al di là della dirigenza, è stata piuttosto quella di una maggiore compattezza. Il team è concentrato soprattutto su un obiettivo molto più concreto: far andare il più velocemente possibile le due Ferrari.

Il rumore generato da Horner, insomma, sembra aver sortito l’effetto opposto rispetto a quello che avrebbe potuto immaginare: invece di aprire una breccia, ha contribuito a ricompattare l’ambiente attorno all’attuale gestione. Al di là del fascino che può esercitare un nome forte e di grande richiamo come quello dell’ex team principal Red Bull, in larga parte della squadra la preferenza resta senza dubbio per Vasseur. Nonostante i suoi difetti, che a Maranello conoscono bene, il francese continua a essere considerato la figura più adatta per portare avanti il lavoro.
I risultati attuali non soddisfano nessuno e a Maranello c’è piena consapevolezza della necessità di migliorare. Questo, però, non si traduce in una messa in discussione della leadership. Secondo quanto appreso, la fiducia della Ferrari nei confronti di Vasseur resta immutata. Una posizione ribadita anche ufficialmente dalla portavoce della Ferrari, che ha chiarito fermamente come «Vasseur non era e non è in una posizione a rischio».
Una posizione che riguarda non soltanto la Gestione Sportiva, ma più in generale l’azienda. Del resto, non è la prima volta che manager, tecnici o piloti manifestano più o meno apertamente il desiderio di lavorare per la Ferrari. Un’autocandidatura non significa necessariamente che dall’altra parte esista un interesse.

Il tema vero resta quindi la prestazione. La concorrenza ha compiuto passi avanti importanti attraverso gli ultimi aggiornamenti, McLaren in particolare, mentre Ferrari deve ritrovare slancio nello sviluppo.
La risposta è attesa ad Austin, dove sulla SF-26 arriverà il quarto e ultimo maxi pacchetto di aggiornamenti della stagione. Sarà un passaggio importante per provare a recuperare prestazione nell’ultima parte del campionato.
È soprattutto su questo che Vasseur e i suoi uomini stanno lavorando. Il rumore attorno alla leadership ha creato disturbo, ma anche una reazione di compattezza probabilmente opposta a quella che qualcuno poteva attendersi. A Maranello, oggi, la questione non è chi debba guidare la Ferrari: è come rendere più veloci le sue due monoposto.



