Ferrari, impeding e reprimenda per Hamilton che critica la FIA: “Non esistono linee guida a riguardo”

Set 24, 2026

Luca Manacorda

Un giovedì interlocutorio per la Ferrari a Baku. In una giornata dominata dalle Mercedes, la SF-26 è apparsa meno brillante della Red Bull di Max Verstappen e della rinnovata McLaren, soprattutto nella simulazione di passo gara svolta a fine FP2. Dalle parole di Charles Leclerc e Lewis Hamilton emerge la necessità di analizzare i dati odierni per apportare delle modifiche, con particolare attenzione alla finestra di utilizzo delle gomme. Il sette volte iridato è stato inoltre protagonista di un nuovo caso di impeding sul quale ha polemizzato con la FIA: gli steward lo hanno ritenuto colpevole, punendolo con una reprimenda.

Il lavoro in pista: quasi 100 giri percorsi

La Ferrari ha aperto il venerdì di Baku completando 97 giri totali (50 in FP1 e 47 in FP2) in una giornata caratterizzata dalla progressiva gommatura dell’asfalto e dalle frequenti bandiere gialle, caratteristica tipica del circuito azero. Il programma si è concentrato sulla presa di confidenza con i muretti del tracciato, sulla comparazione di tutte e tre le mescole Pirelli (Hard, Medium e Soft) e sulla messa a punto delle SF-26, alternate tra simulazioni di qualifica e long run.

Nella prima sessione, dopo un avvio su gomme Hard, Leclerc e Hamilton hanno siglato i propri migliori riferimenti con mescola Medium, chiudendo rispettivamente in terza (1’45”791) e quarta posizione (1’45”824), per poi dedicarsi a un finale in configurazione gara. Nella seconda sessione, interrotta temporaneamente da una bandiera rossa per l’incidente di Arvid Lindblad, dopo la mezz’ora entrambi i piloti sono passati alla Soft per la simulazione della qualifica, ottenendo il quarto tempo con Leclerc (1’44”473) e il quinto con Hamilton (1’44”665), prima di concludere la giornata con ulteriori prove di long run a pieno carico di benzina sempre su mescola morbida.

Leclerc: “Ci è mancato un po’ il passo”. Resta l’incognita penalità

Parlando del suo venerdì, Leclerc ha confermato come la SF-26 sia stata meno brillante di altre occasioni: “Nelle libere di oggi ci è mancato un po’ di passo, quindi questa sera avremo parecchio lavoro da fare per ridurre il distacco. Analizzeremo tutti i dati raccolti e lavoreremo per compiere un passo avanti in vista di domani. Speriamo di essere più competitivi in qualifica domani anche perché guidare su questa pista mi piace moltissimo“.

Leclerc (Ferrari)

Oggi Leclerc ha utilizzato la Power Unit ADUO2 che montava la domenica dell’incidente di Monza. Nonostante i riscontri in pista abbiano confermato che l’impatto contro le barriere della Parabolica non ha avuto ripercussioni sul motore, sul weekend del monegasco rimane l’incognita della possibile retrocessione sulla griglia di partenza, nel caso in cui la Ferrari decida di mettergli a disposizione un’unità in più per l’ultima parte della stagione. A differenza di altre scuderie, ad esempio Aston Martin, che hanno già comunicato l’introduzione di nuove componenti e che dunque andranno incontro a delle penalità, la Ferrari al momento mantiene il riserbo sulla sua decisione finale: “Sulla possibile penalità di Leclerc per cambio del motore ho le idee chiare, ma me le tengo per me – ha detto il team principal Fred Vasseur – Comunque qui abbiamo il motore che abbiamo introdotto a Monza. La specifica è quella“.

Hamilton: “Il divario di velocità con Lawson era enorme”

Le prestazioni di Hamilton sono rimaste all’incirca in linea con quelle di Leclerc, ma il sette volte iridato è apparso un po’ più soddisfatto della situazione, pour sottolineando come la gestione delle gomme rimanga un fattore chiave da ottimizzare: “La prima sessione è stata incoraggiante, siamo riusciti a completare diversi giri con continuità e a stabilire una base utile sulla quale lavorare. Ci sono alcuni aspetti che dobbiamo analizzare nel dettaglio, ma abbiamo raccolto una gran quantità di dati che esamineremo per capire dove possiamo progredire. La preparazione delle gomme rimane un aspetto importante sul quale concentrarci, in particolare per riuscire a portarle con costanza nella corretta finestra di funzionamento. Questo ha un impatto significativo sia sul grip a disposizione sia sul bilanciamento complessivo della vettura e sarà una delle nostre priorità in vista di domani“.

Hamilton Ferrari

A tenere banco per il britannico è stata però la convocazione presso gli steward per un impeding ai danni di Liam Lawson, avvenuto nel settore finale nel corso delle FP2. Hamilton si è soffermato sull’episodio, spiegando perché non ritiene di avere avuto colpe particolari nell’episodio: “Credo che nessun pilota abbia mai l’intenzione di intralciare gli altri. In sostanza, per come sono strutturate le regole, quando affronti l’ultima curva per iniziare il giro lanciato non disponi dell’mgu-K, quindi non c’è erogazione di potenza dalla batteria: si utilizza praticamente solo il motore termico. Parliamo di circa 500 cavalli in meno. Non esistono linee guida su quale debba essere il distacco minimo per valutare la velocità di avvicinamento rispetto a chi sta effettuando il giro veloce. Avevo quattro secondi di vantaggio e ho pensato che fosse un margine sufficiente; ho accelerato, ma arrivato alla curva 18 il divario di velocità era enorme e a quel punto non avevo più spazio di manovra. È una situazione spiacevole, ma ci offre indicazioni utili su cosa potremmo cambiare in vista di domani. Tuttavia, non è colpa dei piloti: dipende dalle decisioni prese dalla FIA a inizio stagione. Noi piloti cerchiamo di gestire la situazione al meglio mentre siamo in pista”.

Alla fine, complice il fatto che si trattasse di una sessione di prove libere, Hamilton se l’è cavata con una reprimenda, la seconda dell’anno per lui. Questa la ricostruzione dell’episodio da parte degli steward del GP Azerbaijan: “Hamilton stava percorrendo un out lap, mentre Lawson si stava avvicinando nel corso di un giro lanciato. Hamilton era stato informato due volte dal proprio team dell’arrivo di Lawson. Le note del Direttore di Gara prescrivono che le vetture impegnate in giri di uscita o giri lenti debbano mantenersi sul lato estremo sinistro nel tratto compreso tra l’uscita di curva 16 e l’ingresso di curva 18; impongono inoltre a team e piloti di gestire i distacchi prima di curva 18, in modo da poter percorrere il tratto tra l’apice di curva 18 e l’apice di curva 19 senza ostacolare una vettura impegnata in un giro veloce. Hamilton non ha mantenuto la posizione sul lato estremo sinistro tra le curve 16 e 18. Avvicinandosi a curva 19, mentre Lawson sopraggiungeva, Hamilton è rimasto sulla traiettoria ideale, costringendo Lawson a sollevare il piede dall’acceleratore e a frenare leggermente”.

Nel comunicato della FIA, gli steward spiegano poi la loro decisione finale: “I Commissari hanno pertanto stabilito che Hamilton non ha rispettato le istruzioni relative alla gestione del traffico e ha ostacolato inutilmente Lawson. La sanzione standard per un’infrazione di impeding durante le prove libere è un richiamo, a meno che la manovra non sia pericolosa o intenzionale. In questo caso non vi è stata intenzionalità, ma, considerate la configurazione del tracciato, la presenza di curve ad alta velocità e le specifiche istruzioni impartite dal Direttore di Gara, i Commissari hanno ritenuto grave l’intralcio causato. I Commissari hanno inoltre tenuto conto della difficoltà nel gestire l’erogazione di energia nel tratto compreso tra la curva 16 e la curva 19, fino al termine del giro. Entrambi i piloti hanno sottolineato, durante l’audizione, che quando un pilota non dispone più di energia da erogare, la differenza di velocità tra le due vetture in quel tratto risulta significativa. Alla luce di tali circostanze, i Commissari infliggono una reprimenda al pilota“.

Autore

RIPRODUZIONE VIETATA. I trasgressori saranno perseguibili a norma di legge

Condividi l'articolo

SEGUICI SU
PODCAST