Ferrari: faccia a faccia con Vasseur per arginare una rivalità diventata un danno d’immagine

Nov 7, 2026

Rosario Giuliana

Il lungo vertice di giovedì sera a San Paolo ha rappresentato un passaggio importante nella gestione delle tensioni tra Lewis Hamilton e Charles Leclerc. Vasseur ha ribadito che non ci saranno preferenze tra i due piloti, ma ha soprattutto cercato di ricondurre il confronto entro i confini degli interessi della Ferrari. Prima della riunione, il team principal aveva ricevuto indicazioni precise dai vertici di Maranello, alcune direttamente da John Elkann. Un direttivo particolarmente irritato, più per il danno d’immagine subito.
Fred ha ribadito su indicazioni chiare: “prima la Ferrari, poi i piloti”.

Dentro al “summit” Vasseur-piloti, il malcontento di Lewis: se Hamilton non si sentirà ascoltato, volterà pagina?

Non c’è soltanto quanto accaduto tra Lewis Hamilton e Charles Leclerc nel primo giro, ma soprattutto per quello che è successo – avulso dalla realtà – quando il confronto sportivo ha cominciato ad alimentarsi attraverso le dichiarazioni pubbliche del sette volte campione del mondo.
Quanto avvenuto giovedì sera, dopo l’arrivo di Leclerc in Brasile neopapà, è stato piuttosto pragmatico.  Hamilton si è congratulato con il monegasco per il lieto evento, in un momento iniziale più disteso, prima che la discussione entrasse nel merito delle questioni lasciate aperte dal Messico.

Frédéric Vasseur ha voluto chiarire la propria posizione, ascoltando anche quelle dei piloti. Il punto centrale, tuttavia, non sembra essere stato tanto stabilire chi avesse ragione o torto nell’episodio in pista, quanto evitare che la situazione continuasse ad avere ripercussioni sull’intera squadra.


Prima del vertice con Hamilton e Leclerc, Frédéric Vasseur aveva avuto un confronto virtuale con i vertici di Maranello. La Ferrari deve venire prima di tutto, indipendentemente dalle ambizioni e dalle tensioni dei singoli piloti.

Nessun cambio nelle gerarchie, una scelta che si sposa con una filosofia già in atto. Sia Leclerc che Hamilton concorrono “soltanto” per un’eventuale seconda piazza nel Mondiale Piloti, e non sono previste a priori disparità di trattamento.

Una linea che, tuttavia, sembra incontrare meno il favore del sette volte campione del mondo britannico, convinto che il vantaggio mantenuto su Leclerc in classifica sin dall’inizio della stagione possa legittimare una maggiore priorità nelle scelte della squadra. Hamilton vorrebbe che il rendimento espresso fin qui trovasse un riconoscimento anche sul piano delle gerarchie interne, mentre Ferrari continua a mettere sullo stesso piano i suoi due piloti. Vasseur ha cercato di riportare il confronto entro questi confini, senza introdurre nuove gerarchie o modificare le regole d’ingaggio. Il problema, del resto, non sembra essere tanto la competizione tra i due piloti, quanto ciò che questa sta producendo fuori dalla pista.

Leclerc ha sbagliato in pista, Hamilton fuori

Nel momento in cui Hamilton sostiene che Leclerc adotti un atteggiamento particolarmente aggressivo nei confronti dei propri compagni, il discorso finisce indirettamente per coinvolgere anche chi è chiamato a gestire la coppia di piloti. Non significa necessariamente che il britannico voglia mettere in discussione l’autorità di Vasseur, ma le parole del sette volte campione hanno prodotto un effetto negativo, più che un grido disperato, costringendo il team principal a intervenire su una questione che avrebbe voluto chiarire a quattrocchi avrebbe preferito affrontare lontano dai riflettori.


In questo senso, le dichiarazioni del team principal nella conferenza stampa di venerdì assumono un valore particolarmente significativo.

«Abbiamo tenuto la riunione ieri sera perché dovevo tornare in Europa in aereo tra una gara e l’altra, ma è andata bene. È stato utile discuterne, chiarire la mia posizione e la loro, ed è stata una cosa positiva. E ora voltiamo pagina».

Ma è soprattutto nel passaggio successivo che emerge il significato del confronto avvenuto poche ore prima.

«Devono avere rispetto l’uno per l’altro ma prima di tutto devono rispettare il marchio, la squadra, le persone che lavorano in sede e quelle che lavorano in pista».

 

Ferrari ha parlato chiaro. Ora bisognerà capire chi ascolterà

La vera verifica non sarà soltanto il comportamento dei due in pista a Interlagos, ma anche quello che verrà detto fuori dalla monoposto. Perché se le polemiche dovessero proseguire, il messaggio del team principal rischierebbe di tramutarsi in una spaccatura insanabile.

Hamilton è arrivato a Maranello con un peso sportivo e mediatico enorme, oltre che con l’ambizione di costruire un nuovo capitolo vincente della propria carriera. Ma il sostegno di cui gode all’interno della Scuderia non può essere considerato indipendente dal clima che si sta creando.

Se anche Elkann comincia a manifestare insofferenza per le conseguenze di questa rivalità, diventa legittimo chiedersi fino a che punto le posizioni di Hamilton continueranno a trovare appoggio all’interno della Ferrari, soprattutto qualora il britannico scegliesse di mantenere aperto il confronto con Leclerc.

 

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