Le continue indiscrezioni sul futuro di Frederic Vasseur stanno iniziando a pesare sull’ambiente Ferrari. Il team principal della Scuderia lo ha ammesso dopo il GP dell’Azerbaijan, chiuso da Charles Leclerc al quarto posto e da Lewis Hamilton al sesto, e proprio da Baku è arrivato il pensiero sulla questione di chi conosce bene le dinamiche di Maranello, Stefano Domenicali.
Prima di guidare il Circus per Liberty Media, Domenicali è stato infatti team principal della Ferrari dal 2008 al 2014 e la sua indicazione, intervenendo a Radio Anch’io Sport su Rai Radio1, è quella di non lasciarsi condizionare dalle voci che continuano a circolare attorno alla squadra.
“È un momento in cui i risultati non sono quelli che ci si aspetta, la mia esperienza mi dice che proprio in un momento di tante voci, anche di autocandidature di persone importanti, bisogna rimanere forti, uniti ed evitare soluzioni fantasiose che rischiano di portare fuori strada e far accumulare ulteriore ritardo”, ha spiegato.
Il riferimento alle “autocandidature di persone importanti” non è chiaramente casuale, ma arriva in un momento in cui le continue speculazioni sul futuro del Team Principal stanno togliendo serenità alla squadra, coinvolgendo anche le persone che lavorano quotidianamente nel garage.
Domenicali: “Vasseur deve mantenere la barra dritta”

Domenicali ha chiaramente evitato commentare direttamente nelle scelte della Ferrari, pur indicando per certi versi la strada a Vasseur: non cambiare direzione sulla base delle pressioni esterne e continuare a seguire il percorso individuato per riportare la Scuderia alla vittoria. “Chi ha la responsabilità di una squadra come la Ferrari, Fred Vasseur, deve sentire la voglia di mantenere la barra dritta e avere chiaro cosa si deve fare per un percorso di vittorie. Più c’è tempesta e più bisogna che il comandante mantenga la barra dritta”.
Parole che arrivano dopo settimane nelle quali il nome di Vasseur è tornato fortemente al centro del dibattito. La Ferrari sta infatti attraversando un periodo complicato, con cinque gare consecutive senza podi e a rendere ancora più rumoroso il momento attorno a Vasseur ci hanno pensato anche le recenti dichiarazioni di Christian Horner. L’ex team principal della Red Bull, intervistato dal Times prima del Gran Premio d’Italia, aveva definito la Ferrari “il più grande brand della Formula 1”, oltre che “il sogno” e un “gigante addormentato”. Parlando poi del proprio possibile ritorno in Formula 1, Horner aveva spiegato di essere disposto a fare un’eccezione alla sua precedente richiesta di avere anche una partecipazione nella proprietà di una squadra: “C’è una sola squadra per la quale accetterei di non avere una partecipazione”.
Il riferimento alla Ferrari è apparso evidente a molti, ma bisogna pur sempre considerare come l’intervista sia stata realizzata prima del Gran Premio d’Italia, quando le indiscrezioni sul futuro di Vasseur avevano ricominciato a intensificarsi, ed era stata organizzata dall’editore nell’ambito della promozione del libro che Horner pubblicherà il prossimo mese.
Il nodo sarebbe il controllo della squadra
Il tema principale riguarda comunque il modello di gestione. Durante la sua esperienza in Red Bull, Horner ha ricoperto contemporaneamente il ruolo di CEO e team principal, esercitando un livello di controllo molto ampio sulle principali decisioni della squadra: dai piloti alle assunzioni, passando per gli investimenti e i progetti strategici. Un’eventuale esperienza in Ferrari richiederebbe quindi un’impostazione differente rispetto a quella adottata negli ultimi anni da Elkann e Benedetto Vigna, con i team principal Mattia Binotto prima e Vasseur poi inseriti in una struttura manageriale nella quale non hanno avuto lo stesso livello di autonomia di Horner in Red Bull.
Per questo, anche qualora in futuro la Ferrari valutasse concretamente il suo nome, non si tratterebbe semplicemente di sostituire un team principal con un altro. Sarebbe necessario capire quale modello di gestione Horner riterrebbe accettabile e quanto Maranello sarebbe disposta a modificare il proprio assetto. Lo stesso Horner ha ammesso di considerarsi contemporaneamente “la cura e il problema” per una squadra che decidesse di affidarsi a lui, sottolineando come, a un certo punto, la competitività debba prevalere sulle questioni personali e sugli ego. Per ora, però, questo resta uno scenario ipotetico. Le dichiarazioni dell’ex Red Bull hanno infatti alimentato le indiscrezioni, ma non ci sono indicazioni di un’offerta o di una trattativa in corso con Ferrari.
La pressione su Vasseur resta

Il problema per Vasseur, indipendentemente da Horner, è che le voci sul suo futuro stanno diventando sempre più ingombranti. Dopo il Gran Premio dell’Azerbaijan, il francese ha ammesso che la squadra non sta lavorando nella “perfetta serenità”, sottolineando come circa metà delle domande ricevute riguardino proprio il suo futuro. “È una situazione frustrante, il 50% delle domande riguarda il mio futuro. Non stiamo lavorando nella perfetta serenità”. Ma sulla possibilità di continuare a combattere nonostante la pressione, il team principal Ferrari è stato altrettanto chiaro: “Per certo. Il motorsport è la mia vita, è il mio lavoro. Sto cercando di fare del mio meglio. Sono qui per fare il mio lavoro. Ho il miglior lavoro del mondo. Abbiamo ancora sette gare e spingerò fino all’ultima curva”. Pur con una consapevolezza sulle decisioni relative al suo futuro: “Non sono nelle mie mani”.
Vasseur, in definitiva, è consapevole che le indiscrezioni fanno ormai parte del ruolo di team principal Ferrari. Anche in passato il suo futuro era stato messo in discussione, fino alla decisione della Scuderia di rinnovargli il contratto con un accordo pluriennale nel luglio 2025. Nel frattempo, però, il messaggio arrivato da Domenicali va nella direzione opposta rispetto alla logica delle continue rivoluzioni. “Chi ha la responsabilità di una squadra come la Ferrari, Fred Vasseur, deve sentire la voglia di mantenere la barra dritta e avere chiaro cosa si deve fare per un percorso di vittorie. Più c’è tempesta e più bisogna che il comandante mantenga la barra dritta”.



